L’Italia di Lippi, caro Donadoni è colpa tua

Siamo campioni del Mondo e abbiamo di nuovo Lippi. Il ct toscano proprio non mi piace. Affronta le conferenze stampa dando dei banditi ai giornalisti e questo forse non è peccato, ma con la supponenza di chi è stato richiamato a furor di popolo dopo il fallimento degli Europei. Con quella sua spocchia di essere campione del mondo e “da me dovete accettare tutto”: cambi sbagliati, giocatori fuori ruolo e altri non convocati per antipatie personali. Ce ne eravamo liberati dopo i fasti di Germania, poi è stato richiamato a furor di popolo. Ecco perché io do la colpa di tutto a lui, a Donadoni. Sì, caro Roberto è colpa tua anche stavolta. Se non fossi stato eliminato contro la Spagna, ora magari la tua aria triste sarebbe stata risvegliata da un suono assordante di vuvuzela e forse i bei colori africani ti avrebbero sciolto in uno dei tuoi rari sorrisi. E colpa tua, sì, anche della mancata Champions del Napoli. Quei sette punti in sette partite gridano vendetta. Una sciagura che ci ha illusi e ci ha puniti poi nel finale di stagione. Crediamo ancora nello spirito italico, quello dei combattenti e magari di qualche gol napoletano: Maggio e Quagliarella. Sarà. Intanto, ci consoliamo con l’Argentina e con Diego-show che ha instaurato la sua guerra personale e infinita con il Brasile. Ci piacciono gli uomini con gli attributi, quelli che lottano e non si arrendono, quelli che evitano i protocolli ma che non si piegano a convocazioni assurde e pilotate. Grazie ancora Roberto.
Paolo Carafa

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