Prove tecniche del Napoli
Modello Zaccheroni

Mi sa che siamo alle prove tecniche del Napoli del futuro. Tra poco si gioca Napoli-Atalanta, ultima degli azzurri al San Paolo quest’anno. E i napolisti, colpevolmente, disertano. Non per colpa dei nostri mariti, ma perché siamo un po’ stanchi a fine stagione. Per noi ogni partita è una trasferta. Però oggi a Fuorigrotta bisognava andarci. Mazzarri porterà in scena una nuova idea di Napoli. Addio al tradizionale 3-4-1-2 e spazio al modulo Zaccheroni, quel 3-4-3 che rese famoso il tecnico all’Udinese.
Un passo importante, che potrebbe essere il preludio al Napoli del prossimo anno. Due punte larghe (quindi convivenza tra Lavezzi e Quagliarella) e un centravanti. Oggi Denis, tra qualche mese chissà. E, soprattutto, Hamsik a centrocampo. Una mossa che a mio avviso può significare due cose: o che dovrò sorbirmi per i prossimi mesi Luca Maurelli e il suo “l’avevo detto io che Hamsik doveva giocare più dietro”; oppure che la cresta l’anno prossimo non sarà azzurro. Oppure – terza ipotesi – che questo non sarà affatto il modulo del futuro. A me il Napoli a trazione anteriore non dispiace. Né dispiace l’idea che Mazzarri finalmente cambi qualcosa. Senza dimenticare che oggi la vittoria serve come il pane per conservare il sesto posto. Non ho dubbi sull’impegno dei calciatori. Per loro è in ballo un mese di vacanze; nel caso in cui la Juventus dovesse superarci, tornerebbero a lavorare di fatto a metà giugno.
Dimenticavo: forza Napoli.

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