
Peppe Lanzetta: «Pino Daniele temeva che nessuno lo avrebbe preso sul serio come cantante»
di - Al Fatto: «si definiva chiatto e mezzo cieco, eravamo in classe insieme. Poi non ci siamo parlati per trent'anni, facemmo pace grazie a James Senese»
Notizie, interviste ed eventi della città di Napoli. La sezione extra-sportiva del Napolista per approfondire gli argomenti legati alla città

di - Al Fatto: «si definiva chiatto e mezzo cieco, eravamo in classe insieme. Poi non ci siamo parlati per trent'anni, facemmo pace grazie a James Senese»

di - Arriva anche in Italia del grande scrittore francese: si legge un capoverso alla volta questo breve testo, perché ti costringe a riflettere

di - Al CorSera: «Il vocione comparve a 14 anni. Quando dissi a mio padre elettricista che volevo cantare rispose: “Mi prenderà in giro tutto il paese”».

di - Fino al 30 giugno alla Fondazione Morra Greco. L'esposizione prende spunto dalla vittoria sportiva per interpretare il gol come metafora nella vita e nell'arte

di - A Repubblica racconta degli inizi a Roma: «Se fossi nata con un film erotico sarei stata etichettata per sempre. E mangiavo tramezzini, per dire, avevo anche bisogno».

di - Al Corsera il cantante salernitano: «Un giorno papà mi ha visto provare le mosse di rap e hip-hop. Sconsolato, ha guardato il quadro implorando la grazia: “Padreppìo aiutalo tu”»

di - Il padre del Bagaglino a Libero: «Facemmo rifare i denti al sosia di Berlusconi e lui si lamentava e mi diceva: “Ah dottò, così nun posso più né magnà né ride»

di - Al Fatto: «Ho perseverato, chiedevo che leggessero i progetti, invece tutti zitti. Ho smesso soprattutto per questo, nonostante i successi ottenuti».

di - Il sindaco Manfredi: «Riunirò la commissione toponomastica per valutare l’intitolazione di piazzale Tecchio a Giorgio Ascarelli»

di - Appuntamento il 9 giugno alle 18,15 al Suryael Yoga School di via Lomonaco, a Napoli. Ingresso libero, prenotazione necessaria

di - A La Repubblica: «Ascoltavo i Pink Floyd e guardavo il tramonto sulle dune di sale arrossate. Sembrava un viaggio su Marte».

di - La regista vincitrice Triet: «Il sistema neoliberista sta mercificando la cultura francese». La ministra: «Senza i soldi del governo il suo film non sarebbe nato»

di - Il Corsera intervista l'artista-scrittrice: «sei qualcuno solo se dici di essere di sinistra. Si assumono posizioni solo per un riconoscimento sociale»

di - A Specchio: «Convivere non è facile. Un conto è stare con gli amici, che poi vanno fuori dalle balle. I parenti te li trovi sempre tra i piedi, per casa».

di - "Un film confuso, mediocre e metatestuale. Una svogliata e completa perdita di tempo"

di - L'ex ad di Edizione a La Repubblica: «Ad Autostrade c'erano molti diplomati e pochi tecnici. Ora le ispezioni le fanno, spero che lo Stato controlli».

di - L'ex ad di Edizione, Gianni Mion, fedelissimo dei Benetton al processo: «Dissero che avrebbero autocertificato la sicurezza. Tenevo al posto di lavoro».

di - A Il Fatto: «Ho il terrore della chirurgia estetica. A volte incontro le colleghe e mi imbarazzo. Non le riconosco: ‘Ma chi è quella lì?'».

di - Al CorSera: «Con Corrado e Caterina siamo molto legati. Tra noi parliamo con una specie di lingua segreta, velocissima, a scatti. La capiamo solo noi».

di - A Oggi: «Lo faceva da anni, ancor prima della scomparsa di Ylenia. Fumava ed era allegra; finito l’effetto, si intristiva e piangeva. Era irriconoscibile».