
Napoli storce il naso davanti a Spalletti, in realtà è l’uomo che cerca
di - Non piace per motivi empatici che nulla hanno a che fare col calcio. È invece la persona giusta per costruire un'identità, in campo e fuori
Gli editoriali firmati dalla redazione del Napolista. In questa sezione vivono i pezzi che prendono una posizione netta su un tema di calcio, di sport o di sistema: critiche al gioco di un allenatore, difese di una scelta societaria, riflessioni sul sistema calcio italiano, prese di posizione su arbitri, Federcalcio, mercato e diritti TV. È la voce autoriale del giornale, quella che differenzia il Napolista da una cronaca asciutta. I lettori che cercano «cosa ne pensa il Napolista» trovano qui le risposte più articolate.

di - Non piace per motivi empatici che nulla hanno a che fare col calcio. È invece la persona giusta per costruire un'identità, in campo e fuori

di - Possiamo parlare di rinsavimento di De Laurentiis. Ora però deve completare il repulisti. Se resta Giuntoli, vuol dire che nulla cambierà

di - Per il suo gioco verticale, per il saper adattarsi ai giocatori, per essere in grado di compiere scelte di rottura. Ma la società dovrà proteggerlo
di - Un romanista ci scrive e lo definisce il più grande tecnico della Roma contemporanea, andato via in una nuvola d’odio. Per Totti.

di - Una conversazione reparto per reparto. Si ricominci da Meret, Rrahmani, Manolas e Di Lorenzo. Servono rinforzi da Champions

di - Il Napolista è in grado di ricostruire la giornata particolare del presidente della Lazio con i suoi tre telefonini e in attesa della firma mai arrivata

di - È la società a stabilire la linea: se non ti adegui, sei fuori. Prima di tutto il bene del club. Come dimostrò anche da calciatore

di - Il tecnico non ha accettato il ridimensionamento ma invece di dimettersi ha contrattato una buonuscita pari allo stipendio di Mourinho. Come è possibile?

di - De Laurentiis negli spogliatoi tre minuti prima del match. L'unico rammarico è non aver fatto la scaramantica ola. Il Napoli soffre i momento clou, da sempre

di - Da Allegri ad Allegri, stritolando nel mezzo prima Sarri e poi Pirlo, per una restaurazione in due anni. Alla Juve va di lusso pure quando falliscono

di - Domenica non è successo nulla. Non è Juventus-Amburgo, non c'è nulla di sorprendente. A meno che non crediate alla propaganda

di - Il suo lavoro, incredibilmente osannato da parte della tifoseria, è stato giudicato diversamente da chi muove i soldi. Sarri andò al Chelsea e alla Juve

di - Sugli altri gradini del podio Osimhen, Zielinski e Lozano. Molto bene anche Di Lorenzo. Maksimovic e Lobotka i peggiori

di - È tempo di avvistamenti, non di Ufo ma di Ico: Identified Coach Object, che sfrecciano nel cielo di Aurelio De Laurentiis, straordinario contattatore di allenatori

di - Se ne va prima di dover cacciare il "suo" Pirlo per la restaurazione Allegri. Chiudendo una decade sul filo del rasoio, comunicativo ma anche penale

di - Un altro colpo al mito dello straniero ricco, potente e salvatore. Gli stranieri fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare: far fallire le società di calcio

di - La narrazione di club in fila per Gattuso, solo i salti mortali di Adl avrebbero potuto trattenerlo, il dolore straziante dei tifosi. Poi, il tweet, la realtà

di - Sono andate in Champions le squadre più indebitate (tranne l'Atalanta) che guardano a mercati internazionali. Il Napoli ha una struttura familiare

di - Con la Champions Allegri sarebbe stato già del Napoli. Galtier ha molte frecce al suo arco. Spalletti conosce benissimo il 4-2-3-1. Inzaghi sullo sfondo

di - Su Instagram l'ultimo saluto egoriferito del campione individualista, che fa finta di parlare della Juve ma alla fine elenca il suo dominio sul calcio europeo