Ronaldo fa esplodere il calcio arabo, infuriato per il passaggio di Benzema all’Al Hilal di Inzaghi: il Pif fa figli e figliastri
Una differenza di 237 milioni di euro nelle spese tra l'Al Hilal e il suo Al Nassr. CR7 ha innescato una guerra senza precedenti tra Al Nassr e Al Hilal.

Saudi Prince Al Walid bin Talal bin Abdulaziz Al Saoud attends the Future Investment Initiative FII conference in the Saudi capital Riyadh on October 24, 2018. The summit, nicknamed "Davos in the desert", has been overshadowed by growing global outrage over the murder of a Saudi journalist inside the kingdom's consulate in Istanbul. GIUSEPPE CACACE / AFP
Il caos colpisce il calcio saudita. Cristiano Ronaldo si ferma per protestare contro le disparità della Saudi League, mentre Benzema firma con l’Al Hilal (la squadra allenata da Simone Inzaghi), accentuando le polemiche.
Scrive As:
“Cristiano ha deciso di fermarsi e di non giocare con l’Al Nassr nel pieno della chiusura del mercato. Una scelta che il portoghese ritiene giustificata per fare pressione sugli organi di controllo della Roshn Saudi League, accusati di usare un metro molto permissivo con il potentissimo Al Hilal e uno ben più rigido con il resto delle squadre del campionato. La rabbia di CR7 non è rivolta contro Benzema, né tantomeno contro l’Al Hilal, bensì contro i dirigenti che approvano i trasferimenti dei grandi club legati al Pif”.
Cristiano Ronaldo non vuole giocare
Prosegue il quotidiano spagnolo:
“Cristiano ha fatto pressione al massimo sull’amministrazione della lega saudita con la sua assenza in una partita dell’Al Nassr: era proprio quest’ultima a dover dare il via libera definitivo al trasferimento di Benzema. Di riflesso, CR7 ha innescato una guerra senza precedenti tra Al Nassr e Al Hilal. Entrambe, insieme ad Al Ahly e Al Qadsiah, sono in lotta per il titolo”.
In Arabia ci sono figli e figliastri
As riporta nello stesso articolo:
“Dal 2023 a oggi, l’Al Hilal ha investito circa 647 milioni di euro in trasferimenti (Neymar, Malcom, Rúben Neves, Mitrović, Milinković-Savić, Marcos Leonardo, Darwin, Theo e ora Benzema). Per Benzema non è stato pagato un cartellino, ma è stato necessario sostenere un ingaggio molto elevato. Ancora una volta decisiva la figura del principe Al Waleed bin Talal, nuovo proprietario di fatto del club, che ha finanziato le operazioni invernali. Solo in questa stagione la spesa supera i 168 milioni”.
E gli altri?
“L’Al Nassr ha speso 410 milioni nello stesso periodo (Mané, Otávio, Laporte, Jhon Durán, Coman, Simakan…). L’Al Ahli, campione d’Asia, poco meno: 380 milioni per giocatori come Millot, Galeno, Toney, Mahrez, Veiga, Mendy, Kessié e Firmino. Al quarto posto c’è l’Al Ittihad, attuale campione della lega, con circa 365 milioniinvestiti, tra cui Kanté, Aouar, Bergwijn, Diaby e Fabinho”.
Benzema già in maglia Al Hilal
Nel frattempo Benzema ha già archiviato la sua esperienza all’Al Ittihad e guarda al futuro con ottimismo. Indossa già i colori blu dell’Al Hilal e, dopo aver salutato con affetto i tifosi del club di Gedda, pensa solo alle sfide che lo attendono con la squadra di Simone Inzaghi: campionato e Champions asiatica.
Il direttore esecutivo dell’Al-Hilal racconta il trasferimento di Karim Benzema all’Equipe:
Come si sono svolte le trattative con l’Al-Ittihad?
“Preferiamo non entrare nei dettagli. Ma Karim voleva continuare a giocare in un grande club, che lo fosse non solo in Arabia Saudita ma anche in Asia (l’Al-Hilal ha raggiunto i quarti di finale del Mondiale per Club lo scorso anno). Siamo riusciti a concludere il trasferimento molto rapidamente: tutto si è fatto in 48 ore. È una decisione sportiva, ma anche legata a grandi progetti commerciali”.
Qual è stato il ruolo del principe miliardario Al-Walid bin Talal, grande sostenitore dell’Al-Hilal, in questo trasferimento dell’attaccante francese?
“È stato molto importante: è un donatore del club e ci ha aiutato ad avere nuovi giocatori in questo mercato invernale. Ma va precisato che l’azionista principale del club resta il Pif (Public Investment Fund, il fondo sovrano saudita), con una quota del 75%”.











