Bove è pronto a rimettersi gli scarpini ai piedi: il Watford è il suo nuovo obiettivo
Pochi giorni fa ha ufficialmente risolto il contratto con la Roma di comune accordo. Giocherà in Serie B inglese. Non scende in campo da 13 mesi.

Firenze 27/09/2024 - campionato di calcio serie A / Fiorentina-Roma / foto Image Sport nella foto: esultanza gol Edoardo Bove
Dopo la grande paura, Edoardo Bove è pronto a rimettersi gli scarpini ai piedi.
Il giovane centrocampista classe 2002 è vicino a un’intesa con il Watford: secondo Fabrizio Romano, la trattativa è quasi conclusa e il giocatore è determinato a trasferirsi in Inghilterra. Per agevolare il suo ritorno in campo, pochi giorni fa ha ufficialmente risolto il contratto con la Roma di comune accordo.
Bove torna in campo
Scrive Sport Mediaset:
“La decisione è figlia delle rigide norme sanitarie italiane: dopo l’arresto cardiaco del 1° dicembre 2024 (durante Fiorentina-Inter) e il conseguente impianto di un defibrillatore sottocutaneo, a Bove è impedita l’attività agonistica in Serie A. Fisicamente ristabilito e monitorato costantemente, il ragazzo ha scelto quindi la via dell’estero – sul modello Eriksen – per realizzare il sogno di tornare a giocare. La Premier League e la Championship lo aspettano.
Il Watford, di proprietà di Gino Pozzo (figlio di Giampaolo, patron dell’Udinese) e con ds Gianluca Nani, attualmente è sesto in classifica nella Serie B inglese. L’ultima stagione in Premier League risale al 2021-22 poi un undicesimo, un quindicesimo e un quattordicesimo posto in Championship”.
Rescissione con la Roma
Scrive la Gazzetta dello Sport:
“Una volta svincolato, sarà libero di accordarsi con chi vuole. Quella è la chiave. Chi lo gestisce sta trattando con la società giallorossa, ben disposta nell’accogliere le richieste di Bove e di liberarlo. Si tratta sulla buonuscita: il centrocampista ha un contratto fino al 2028, a un milione netto all’anno. In totale, quindi, a bilancio per la Roma sarebbero all’incirca cinque lordi. La sensazione è che si troverà un accordo a breve. L’altra questione è l’estero. Dopo i fatti di Firenze al ragazzo fu implementato di un defibrillatore sottocutaneo (Icd), per scongiurare nuovi attacchi, impedendogli però, di fatto, di poter proseguire l’attività sportiva nel nostro paese. Perché la presenza dell’Icd, almeno secondo il regolamento in vigore su suolo italiano, non è compatibile con una carriera professionistica nel calcio. L’idoneità, infatti, viene concessa solo per lavori che comportano sforzi fisici moderati e che non prevedono contatti fisici con altre persone. Le motivazioni alla base di queste restrizioni così significative risiedono nella possibilità di recidiva, non totalmente scongiurata dall’Icd, e nell’ipotesi che un contrasto con un avversario potrebbe portare alla rottura del defibrillatore”.











