La delusione di Conte per Lukaku: “È venuto al centro sportivo ma nessuno ha bussato alla mia porta. Mi sarei aspettato un saluto”

Conte dopo Napoli-Cremonese 4-0 rivela la delusione per Lukaku: è passato dal centro sportivo ma non lo ha salutato. "Nessuno cerca di capire l'allenatore".

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Ni Napoli 14/04/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Empoli / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Romelu Lukaku-Antonio Conte

Nella serata del poker alla Cremonese, nella serata in cui il Napoli segna quattro gol e torna a giocare come una squadra vera, Antonio Conte trova il tempo per un momento di sincerità che pesa più di qualsiasi analisi tattica. Gli chiedono di Lukaku. E la risposta racconta la fine di un rapporto.

“No, non ho avuto l’opportunità di parlarci. So che un nostro dirigente ci ha parlato, è venuto al centro, l’ufficio mio era lì. Però nessuno ha bussato alla porta e questo mi è dispiaciuto davvero tanto. Mi sarei aspettato un saluto, un messaggio. Però in queste situazioni l’allenatore deve cercare di capire un po’ tutti, ma nessuno cerca di capire l’allenatore”.

C’è tutto in queste parole. La delusione personale, il senso di tradimento, la solitudine del ruolo. Conte non parla del giocatore, non parla del contratto, non parla dell’infortunio. Parla di un uomo che passa dal centro sportivo dove lavora il suo allenatore e non bussa alla porta per dire ciao. Dopo tutto quello che è successo tra i due, dopo una stagione di silenzi e strappi, quel mancato saluto è il punto finale.

Il rapporto Conte-Lukaku: dalla fiducia totale allo strappo definitivo

È la fine di una storia che era cominciata con la promessa di rinascita reciproca. Conte aveva voluto Lukaku al Napoli, lo aveva chiesto personalmente a De Laurentiis, ci aveva messo la faccia. Lukaku aveva accettato dicendo che il Napoli gli aveva dato fiducia quando nessuno credeva in lui. Poi l’infortunio di agosto, i mesi fuori, la riabilitazione in Belgio, e un rapporto che si è deteriorato settimana dopo settimana.

A marzo il rapporto era già ai minimi storici: Conte si era allineato alla posizione della società, Lukaku non rispondeva al telefono a nessuno e voleva restare in Belgio con il suo preparatore di fiducia. Il Napoli lo aspettava a Castel Volturno, lui sceglieva Anversa. De Laurentiis aveva risposto con la minaccia di multe e la prospettiva della messa fuori rosa.

Poi il rientro il 20 aprile, l’atterraggio a Capodichino con il “no comment” ai giornalisti, il confronto con la società descritto come “sereno”. Ma con Conte, evidentemente, quel confronto non c’è mai stato. Lukaku è passato dal centro sportivo, ha parlato con un dirigente, e se ne è andato senza bussare alla porta dell’uomo che lo aveva voluto a Napoli.

“Nessuno cerca di capire l’allenatore”: la solitudine di Conte

La frase finale è quella che colpisce di più: “L’allenatore deve cercare di capire un po’ tutti, ma nessuno cerca di capire l’allenatore”. Non è solo Lukaku. È il bilancio di una stagione in cui Conte ha gestito il caso De Bruyne, il mercato che lui stesso ha definito disastroso, gli infortuni a catena, le pressioni sulla Nazionale. Ha dovuto fare l’allenatore, il gestore di crisi e il parafulmine. E quando il giocatore per cui aveva speso più capitale umano non lo saluta neanche passandogli davanti all’ufficio, la misura è colma.

Il giornalista belga Lambaerts lo aveva detto qualche giorno fa: l’amore tra Lukaku e il Napoli è finito. Stasera Conte lo ha confermato senza dirlo. Non con rabbia, non con un attacco: con la delusione di chi si aspettava almeno un saluto e non l’ha avuto.

Lukaku pesa 26 milioni a bilancio insieme a De Bruyne, ha un contratto fino al 2027, e il suo sogno è tornare all’Anderlecht. Il Napoli sta cercando una via d’uscita che non svaluti il cartellino. Ma dopo stasera la questione non è più economica. È umana. E Conte l’ha resa pubblica con la dignità di chi non urla ma si limita a dire: mi sarei aspettato un saluto.

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