La separazione tra Conte e De Laurentiis è un’idea «condivisa»

Il CorSera scrive che De Laurentiis, dopo aver speso (per gran parte senza resa) oltre 150 milioni nel mercato scorso, ridimensiona e il progetto non è più nelle sue corde

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Napoli's Italian coach Antonio Conte looks on ahead of the Italian Serie A football match between Napoli and Como at the Diego Armando Maradona stadium in Naples, on November 1, 2025. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)

Il dado è tratto secondo il Corriere della Sera che mette nero su bianco quello che a Napoli si mormora da settimane. La separazione tra Antonio Conte e il Napoli non è un’ipotesi di mercato  è una decisione “finanche condivisa”. Parola chiave, condivisa. Non subita, non imposta: voluta da entrambe le parti.

Conte non riconosce più il progetto Napoli

Il quotidiano milanese racconta di un allenatore che, dopo due stagioni, sente che il progetto del club di De Laurentiis non è più nelle sue corde. Non è solo il richiamo della Nazionale — dove Conte sa di poter essere fra i candidati — ad agitare le sue notti. “Il richiamo della Nazionale è forte per il tecnico leccese: ci è già stato e sa di poter essere fra i candidati, ma non è soltanto questo ad agitare le sue notti. C’è una visione del progetto Napoli che dopo due stagioni non è più nelle sue corde”.

Il quotidiano milanese gli riconosce cinque scudetti in bacheca e il primato di unico allenatore ad aver vinto il tricolore con tre squadre diverse. Ricorda che il Napoli puntò su di lui dopo la disastrosa stagione del decimo posto, e che con lui il club ha guardato in alto. Il Corriere della Sera scrive che con Conte succederà quello che gli è sempre successo in carriera: “Antonio arriva, vince e va”. Lo schema si ripete. Lo ha fatto alla Juventus, al Chelsea, all’Inter. Lo farà con molta probabilità anche a Napoli, dopo una stagione che il quotidiano definisce “comunque sottotono”, nonostante l’attuale secondo posto ma con dodici punti di distacco dalla vetta.

C’è ancora un anno di contratto, ma l’impressione è che sia poco più che un dettaglio burocratico. La volontà di andarsene, secondo il Corriere, è reciproca.

Il significato di «condivisa»

Il punto è tutto in quell’aggettivo. Quando una separazione è condivisa, significa che nessuno trattiene nessuno. De Laurentiis non si metterà di traverso, Conte non resterà per senso del dovere. Ma soprattutto significa che è Conte a non voler restare. Perché se il progetto fosse ancora nelle sue corde, se la visione del club coincidesse con la sua, non ci sarebbe nulla da condividere: resterebbe e basta, come ha sempre fatto finché ha creduto in quello che costruiva.

È la stessa dinamica che si è vista all’Inter dopo lo scudetto del 2021. Conte aveva vinto, ma sentiva che il club andava in una direzione diversa dalla sua. E se ne andò, nonostante un contratto in essere, nonostante l’affetto dei tifosi. A Napoli il copione è identico, con l’aggravante di un’eliminazione dalla Champions che la piazza non ha digerito e di una stagione che non ha prodotto trofei.

Il progetto che non convince più Conte

Il tema non è economico, non è tattico, non è legato a un singolo risultato. È strategico. È la vecchia questione del controllo: Conte vuole decidere su tutto, dal mercato alla gestione del gruppo, e quando sente che questo controllo gli sfugge, preferisce andarsene piuttosto che restare a combattere battaglie interne. Lo ha sempre fatto. Lo farà anche stavolta.

Il Napoli lo aveva scelto dopo il disastroso decimo posto per riportare ordine e mentalità. Conte ha fatto esattamente questo: ha ricostruito una squadra competitiva, ha rimesso il club nelle zone alte della classifica. Ma il suo lavoro, evidentemente, finisce qui. Resta un interrogativo che pesa sulla piazza: quando deciderà ufficialmente? Il Corriere gli riconosce cinque scudetti in bacheca e il primato di unico allenatore ad aver vinto il tricolore con tre squadre diverse. Meriti che nessuno discute. Ma che non bastano a colmare la distanza tra ciò che Conte vuole e ciò che il Napoli è disposto a offrire.

Napoli resta con il secondo posto, con una rosa che ha bisogno di rinforzi e con la certezza che l’era Conte, come tutte le ere Conte, è stata intensa, breve e destinata a finire prima del previsto. “De Laurentiis è ambizioso ma anche virtuoso e dopo aver speso (per gran parte senza resa) oltre 150 milioni nel mercato scorso, ridimensiona. Non le velleità ma le spese. Il suo club in questo momento va normalizzato.”

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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