Bruno Fernandes è il simbolo del Manchester United, in campo e fuori
L'analisi del Guardian. Ratcliffe resta divisivo. Fernandes, nonostante critiche e offerte milionarie, ha scelto di restare e diventare leggenda

Manchester United's Portuguese midfielder #08 Bruno Fernandes gestures during the English FA Cup third round football match between Manchester United and Brighton and Hove Albion at Old Trafford Stadium in Manchester, north west England, on January 11, 2026. PETER POWELL / AFP
Bruno Fernandes è da sempre rimasto ai margini del grande dibattito pubblico, quasi invisibile rispetto ad altri nomi più celebrati. Eppure, in pochi sembrano rendersi conto della sua reale importanza: non solo per il Manchester United, ma per il modo in cui incide su ogni fase del gioco, dentro e fuori dal campo.
Oggi Jonathan Liew del Guardian scrive in suo onore:
“L’offerta di pagare viaggio e alloggio allo staff del Manchester United per la finale di Wembley del 2024, dopo il rifiuto di Jim Ratcliffe. La cena di squadra organizzata di tasca sua in un momento difficile. I biglietti extra per la squadra femminile per portare familiari e amici alla finale di FA Cup. E ancora, tifosi che, dopo un semplice incontro o interazione online, si sono visti recapitare a casa una maglia autografata o altri regali.
Dipendenti licenziati sotto la gestione Ratcliffe raccontano che Fernandes li contatta ancora per sapere come stanno. I nuovi acquisti ricevono messaggi per aiutarli ad ambientarsi. Matheus Cunha ricorda una colazione insieme al suo arrivo, mentre Leny Yoro racconta di come Fernandes si sia offerto di aiutarlo a trovare casa. Quando Ratcliffe ha criticato i giocatori dello United definendoli ‘troppo pagati’ e ‘non abbastanza forti’, Fernandes è stato il primo a difenderli pubblicamente“.
Bruno Fernandes è l’uomo in più dello United
Qualcuno doveva dirlo: è lui l’uomo in più del Manchester United. Anche il Guardian lo sottolinea:
“Quando club come l’Al-Hilal si sono fatti avanti la scorsa estate, la dirigenza era pronta a venderlo. Dal punto di vista economico aveva senso: oltre i 30 anni, ingaggio elevato, offerta vicina ai 100 milioni. Ma Fernandes sarebbe partito solo se il club lo avesse chiesto chiaramente. Alla fine, ha riflettuto e ha rifiutato un’offerta che avrebbe cambiato la sua vita.
E così eccoci qui: 16 assist già messi a segno, vicino al record storico della Premier detenuto da Thierry Henry e Kevin De Bruyne. Una stagione eccellente anche in fase difensiva, con numeri simili a Ibrahima Konaté e Moisés Caicedo per recuperi e contrasti. Ogni volta che tocca palla si percepisce che può accadere qualcosa.
La stagione probabilmente finirà senza trofei, ma qualcosa sembra essersi definito. Dal ritiro di Alex Ferguson, lo United ha cercato una figura all’altezza. Forse la risposta era già lì: nella sua ossessione, nella sua intelligenza tattica e nella sua presenza totale in campo”.
E conclude:
“Ha ancora un anno di contratto e il futuro potrebbe sembrare incerto. Eppure accade il contrario: Fernandes mette radici sempre più profonde, diventando sempre più parte della leggenda del club. In un certo senso, non sta solo salvando lo United dalla mediocrità: potrebbe starlo salvando da sé stesso”.










