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Il calcio è un’industria alimentata dai diritti tv per questo per calciatori e allenatori sono importanti le pubbliche relazioni

Forbes ha parlato con Stefano Marchesi, professionista che ha lavorato con importanti calciatori e allenatori come Conte e Mourinho per curare la loro immagine.

Il calcio è un’industria alimentata dai diritti tv per questo per calciatori e allenatori sono importanti le pubbliche relazioni
Db Torino 27/08/2022 - campionato di calcio serie A / Juventus-Roma / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Jose’ Mourinho

Il mondo del calcio è cambiato, come in ogni altro settimo oggi è diventata fondamentale la comunicazione. Forbes ha intervistato Stefano Marchesi, un professionista che lavora al fianco di importanti calciatori e procuratoti per curare le loro immagini e le relazioni. La sua carriera è caratterizzata da case history importanti, come Josè Mourinho, Antonio Conte, Francesco Farioli e agenzie come la P&P Sport Management che ha clienti come Lukaku, e la Cat Sport che lavora per Carlo Ancelotti.

«Oggi il calcio non è più solo uno sport. È un’industria di intrattenimento sportivo alimentata principalmente dal denaro proveniente da diritti tv e diritti d’immagine, che sono forme di comunicazione»

Il suo lavoro consiste nel rendere fluida la comunicazione tra le parti, agevolarla

«Il calcio è un’industria che vive di relazioni, per questo è fondamentale lavorare per armonizzare i rapporti tra calciatori, allenatori e i media. Siamo tutti nella stessa barca: senza c calciatori e allenatori non esiste lo spettacolo, senza i media non esiste la cassa di risonanza per permettere alo spettacolo di essere globale e remunerativo»

Come si costruisce la percezione dell’immagine?

«Il peso economico dei diritti tv e di immagine rende necessario un approccio iper professionale e specializzato nell’ambito della comunicazione: per i club, per i calciatori, per gli allenatori e per gli agenti. I protagonisti del calcio hanno rapporti diretti o indiretti con i rappresentanti dei media che fanno da tramite rispetto al destinatario finale che è il tifoso. Tutto ciò riguarda questo rapporto con i media, nell’ambito di occasioni ufficiali come interviste, conferenze stampa, oppure nelle cosiddette relazioni “off the record”, va gestito per avere maggior controllo possibile sull’immagine percepita»

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