Il presidente non è andato dalla squadra: ha preso atto della decisione di Calzona di non parlare, del silenzio stampa, ed è sfilato via.

Il finale di stagione del Napoli è un finale horror, tanto da far arrendere anche De Laurentiis al disastro. Dopo la sconfitta contro il Bologna al Maradona, il presidente del Napoli non è passato neanche dagli spogliatoi: ha accettato la richiesta di silenzio stampa della squadra e se n’è andato.
Dopo la sconfitta De Laurentiis ha accettato il silenzio stampa e se n’è andato
Lo scrive il “Corriere dello Sport“:
L’undicesima sconfitta stagionale ha fatto male: sabato, al 12’, il Napoli era già sotto di due gol con il Bologna al Maradona, e nonostante avesse davanti 78 minuti più i recuperi per rialzare la testa e rimettere in piedi la partita, è andato lentamente a picco. Aurelio De Laurentiis ha ascoltato i fischi e la contestazione del popolo delle curve al ritmo impietoso del coro, «Aurelio cacciali tutti», e alla fine non è neanche passato dagli spogliatoi. Non è andato dalla squadra: ha preso atto della decisione di Calzona di non parlare, del silenzio stampa, ed è sfilato via.
Adesso c’è bisogno di ricostruire il Napoli tenendo conto che senza Europa la squadra avrà meno appeal
Il Napoli vuole rifondare. Partendo dall’allenatore, il presidente De Laurentiis, vuole ricostruire una squadra capace di tornare a fare la differenza per la prossima stagione. Per fare questo ha cominciato a sondare il mercato, il primo obiettivo è sostituire Osimhen che lascerà la maglia azzurra a fine stagione, ma la ricerca non è semplice. Non tanto per una questione economica, come sottolinea oggi la Gazzetta dello Sport, ma per una quesitone di obiettivi e appeal, il Napoli infatti non giocherà la Champions il prossimo anno.
“La caccia al nove è ufficialmente partita. Da mesi, per la verità, perché l’addio di Victor Osimhen non è più un’ipotesi ma una certezza.E allora Aurelio De Laurentiis e il suo staff continuano a sondare il mercato, a caccia dell’occasione giusta. Il toto attaccante inizialmente comprendeva diversi giocatori di livello internazionale, ma il fallimento tecnico del progetto azzurro ha costretto il Napoli ad abbassare il tiro: per intenderci, Jonathan David e Santiago Gimenez, rispettivamente centravanti del Lilla e del Feyenoord, erano i primi nomi della lista dello scouting azzurro, ma oggi restano obiettivi inavvicinabili senza la carta Champions da giocare”.