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La differenza tra il Napoli di Sarri e quello di Spalletti sta nei risultati (CorSport)

Il Napoli attuale ha avuto la capacità di sgretolare un campionato imponendo una dittatura tecnico-tattica e spettacolare e un inesorabile +18

La differenza tra il Napoli di Sarri e quello di Spalletti sta nei risultati (CorSport)
As Roma 03/09/2022 - campionato di calcio serie A / Lazio-Napoli / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Maurizio Sarri-Luciano Spalletti

Qual è stato il miglior Napoli? Quello di Sarri o questo di Spalletti? Comunque la si pensi, scrive Antonio Giordano sul Corriere dello Sport, la differenza la fanno i risultati.

Il Napoli di Sarri, cinque anni fa, fece innamorare la città portandola vicinissima al sogno, poi “tutto si frantumò nell’opacità di un albergo”, e i 91 punti si trasformarono “in granelli di rabbia”. Quel tempo è sembrato irripetibile, invece, proprio quando sono andati via in tanti, in estate, è arrivato il capolavoro di Spalletti.

“Si può stare con il Napoli di Sarri o con quello di Spalletti, senza apparire democristiani per convenzione, però la differenza poi è nei fatti, nella capacità di sgretolare un campionato, di prenderselo (per il momento) con diciotto punti di vantaggio, di dominare ovunque – all’Olimpico di Roma, a San Siro con il Milan, a Bergamo con l’Atalanta, al Maradona con la Juve – imponendo una legge, quasi una dittatura tecnico, tattica e spettacolare”.

Il quotidiano sportivo fa il paragone tra i vecchi giocatori e i nuovi del Napoli e nei confronti in alcuni casi i nuovi sono decisamente migliori e persino i vecchi sono migliorati.

“Mario Rui di oggi è superiore a quello di ieri, divenuto titolare dopo l’infortunio al novembre di un Ghoulam stellare, quasi inarrivabile. E però poi, mettendo dinnanzi allo specchio Kim e Koulibaly si rischia brutalmente di finire fuori traccia: il Koulibaly di quella stagione rientrava di diritto tra i top ten (o five?) del ruolo e il Kim che è arrivato da lontano ha avuto però un impatto travolgente, ha cancellato i paragoni e i rimpianti con il senegalese, s’è elevato su livelli egualmente universali, come un alieno”.

E ancora:

“Osimhen è la stella che brilla, che offuscando pure Sua Maestà Mertens ha contribuito ad addolcirne il distacco. E Kvaratskhelia è l’oro che luccica – ora e poi in prospettiva – con il dribbling di uno scugnizzo e un tiraggiro che va oltre Insigne”.

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