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De Laurentiis e Dazn: «La tv che manda in onda la Serie A in ritardo e con qualità scarsissima»

A Radio 24 punzecchia Pardo: «È nemico della qualità. Non lavora per quell’emittente o sbaglio io?»

De Laurentiis e Dazn: «La tv che manda in onda la Serie A in ritardo e con qualità scarsissima»
An Milano 18/01/2013 - assemblea elettiva Lega serie A / foto Andrea Ninni/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

Nel suo intervento a Radio 24, De Laurentiis ha punzecchiato (anche più che punzecchiato) Pardo per attaccare Dazn.

«A Radio 24 state parlando sempre più spesso di noi, la vostra è una trasmissione competente».

Pardo cerca di intervenire ma non si sente, il suo collegamento è scarso.

«Pardo però è nemico della qualità, sapete perché Non lavora per la televisione che manda sempre in onda in ritardo e con una qualità scarsissima  e partite del campionato italiano? Non lavora per quell’emittente o mi sbaglio io?».

Poi ha proseguito.

«Noi siamo tutti responsabili dell’allontanamento dei giovani dal calcio. Innanzitutto il calcio non si è mai rinnovato, poi capita che c’è il Covid e allora ci si inventa le interruzioni ogni 10 minuti e allora dico “forse funziona?”. Io sono stato tra i primi fautori dell’utilizzo del var ad esempio. Negli anni le cose stanno cambiando, ma non c’è mai un’accelerazione completa. Se i signori dell’NBA fanno milioni di incassi un motivo ci sarà. Noi stiamo ancora alla Champions, alla Europa League e alla Conference, ma a chi interessa spendere dei soldi per portare la propria squadra a giocare la Conference? Il problema è che non si punta mai sull’economia del calcio. Ci sta benissimo il merito e lo spirito della sportività, però poi dopo bisogna conciliarli con le esigenze di un mercato. Se non ci sono i proventi da investire significa che questo calcio non funziona e chi lo comanda non ha interesse. Perché non ha interesse? Perché così può continuare a rimpinguare le proprie tasche».

Parla di Superlega?

«Già mai. Dissi ad Agnelli che non andava bene perché lui la voleva fare per un’elitè. Io dico che è sbagliato concede alla Uefa di incassare milioni che non si sa cosa ne deve fare. Allora mettiamo i soldi sul tavolo e facciamo un torneo in cui  le prime 6 squadre di un campionato importante e la prima di uno minore giocano contro tutti, partite secche. Allora diventa un campionato che si può giocare in tutti i giorni e porta soldi. Forse non sanno che sulle piattaforme i tifosi che devono pagare vogliono vedere partite interessanti».

 

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