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«Mio figlio di 9 anni terrorizzato a San Siro dalle violenze durante il derby nel disinteresse degli steward»

La lettera di un magistrato al CorSport: sputi dagli anelli superiori, raid di un gruppo di incappucciati che colpiva tutti a calci e pugni. Il silenzio dei media. L’inutilità degli steward.

«Mio figlio di 9 anni terrorizzato a San Siro dalle violenze durante il derby nel disinteresse degli steward»
Db Milano 07/11/2021 - campionato di calcio serie A / Milan-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: tifosi Milan

Il Corriere dello Sport pubblica una drammatica lettera che testimonia la condizione primitiva degli stadi italiani. La lettera è firmata da Roberto Spanò, magistrato, presidente della sezione Penale del Tribunale di Brescia. Racconta l’esperienza vissuta sabato scorso a San Siro in occasione del derby milanese. Il figlio di 9 anni gli ha chiesto di andare allo stadio e lui lo ha accontentato. Avevano i biglietti del primo anello blu. Scrive il magistrato

non ho considerato che quei posti mi avrebbero esposto alle angherie di parte dei tifosi della squadra avversaria, assiepati (ma i posti non dovrebbero essere a sedere?) lungo la ringhiera dell’anello superiore. Pensavo, evidentemente a torto, che certi fenomeni appartenessero al passato.

Dall’alto è cominciato a piovere di tutto, acqua, birra e, soprattutto, sputi. Per sottrarre me e il bambino al tiro al bersaglio mi sono avvicinato alla ringhiera dietro la porta, giusto in tempo per vedere sotto i miei occhi un ragazzo cadere nel vuoto a testa in giù ad un altezza di più di due metri in un eccesso di esultanza dopo la rete segnata dall’Inter.

La scena è stata di notevole impatto. Dapprima il tifoso non ha dato segni di vita, poi, quando si è girato, aveva il volto completamente imbrattato di sangue. L’incidente è sfuggito del tutto agli steward, intervenuti solo a seguito di ripetute invocazioni di soccorso da parte dei presenti.

Ma non è finita qui. La lettera prosegue:

Il peggio è tuttavia accaduto dopo, quando un gruppo di persone vestite di nero e incappucciate si è materializzato all’improvviso nel nostro settore iniziando a colpire con calci e pugni tutti coloro che trovavano sulla loro strada, provocando un fuggi-fuggi generale. Per fortuna la capienza limitata ha ridotto l’eventualità che si creasse una calca pericolosa.

Sempre nel più completo disinteresse degli steward.

Mio figlio, di fronte a tanta violenza, si è impressionato e si è messo a piangere a dirotto, chiedendomi di tornare subito a casa. (…) Aggiungo che quanto accaduto non ha avuto nessuna eco, per quanto a mia conoscenza, sui mezzi d’informazione; men che meno sono state mostrate le riprese televisive dei disordini. Evidentemente si è preferito nascondere la polvere sotto il tappeto per non danneggiare l’immagine che si vuole dare all’estero del campionato italiano.

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