Il Mattino racconta la sofferenza dei napoletani traditi dal Napoli di Ancelotti

Illusi dal presidente e dall’allenatore. Traditi dal secondo posto in campionato dietro ad una Juve e dai un quarto di finale di Europa League

Il Mattino racconta la sofferenza dei napoletani traditi dal Napoli di Ancelotti
Hermann / KontroLab

Lo ha detto chiaramente ieri Vittorio Zambardino invitando Ancelotti ad abbandonare Napoli al suo destino, un destino fatto di fake news, attacchi e lamentele continue di una città che vede nella stagione del Napoli solo un passo indietro rispetto ai 91 punti conquistati lo scorso anno. Napoli non ha capito Ancelotti, non lo ha accettato fin dal principio, non si è creata, come la definisce il Mattino il miracolo dell’identificazione:

“Il miracolo dell’identificazione totale, perfetta, irripetibile, tra un popolo abituato a soffrire e a lottare e ad emergere con la forza della bellezza e dell’intelligenza – per poi puntualmente finire sottomesso dai Palazzi della storia – e quel gruppo di giovani semplici e perbene e il loro allenatore così fuori dagli schemi, così ruvido e «napoletano», emersi con la bellezza e con l’intelligenza e poi sottomessi, inesorabilmente, dall’invincibile prepotenza del Palazzo”

I tifosi napoletani sono stati illusi dal presidente e dall’allenatore che avevano promesso di arrivare fino in fondo all’Europa League. Sono stati traditi, traditi dal secondo posto in campionato dietro ad una Juve che con Cristiano Ronaldo ha macinato gol e vittorie, traditi da un quarto di finale di Europa League che non si raggiungeva da tempo. Risultati che non possono soddisfare la sete di vittoria di una città che aspetta da troppo tempo di mettere un trofeo in bacheca e dare il via ai festeggiamenti.

“non ci basterà la lusinga di un’altra vittoria o due giusto per vedere confermato il secondo piazzamento in serie A, né la promessa di un qualche nuovo acquisto che prima o poi si farà, e che come al solito si concretizzerà, dopo opportune e ben dosate voci su un nome altisonante, nelle fattezze di una giovane promessa”.

Dopo le certezze dell’addio di Insigne, fischiato dal pubblico e in rotta con l’allenatore, sono partite le corse al mercato per rimettere in sesto una squadra che ha deluso sotto tutti i punti di vista, ne è riprova lo stadio semivuoto e gli accorati appelli all’ex allenatore che si levano da una parte della tifoseria. Ma quest’anno non basteranno le voci dell’arrivo del “top player”, il popolo non si accontenterà di sapere che abbiamo una rosa all’altezza e che puntiamo a vincere. Ci vorranno fatti e non parole per arginare la crisi di rigetto che Napoli e il Napoli hanno avuto nei confronti di Ancelotti, un allenatore che ha scaldato il cuore dei milanisti, ma che non è riuscito a fare breccia in quello dei napoletani che lo considerano altro da loro, forse perché parla bene di De Laurentiis, si definisce persino aziendalista.

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