L’unico pallone buono a Cristiano Ronaldo gliel’ha dato Malcuit

CR7 è apparso lontano dal (non) gioco della Juventus, poco servito, autore di una delle partite più anonime della sua esperienza italiana

L’unico pallone buono a Cristiano Ronaldo gliel’ha dato Malcuit
(KontroLab)

Verrebbe da chiedersi, se la Juventus il 12 marzo dovesse essere eliminata dall’Atletico Madrid, fino alla fine della stagione cosa farà oltre a pettinar le bambole con 16 punti di vantaggio sulla seconda classificata? Cosa terrà sulla corda Cristiano Ronaldo, lui, animale da Champions cui il campionato sta stretto vista l’infinità di titoli vinti in tutta Europa?

La tristezza di CR7

Ieri il campionissimo portoghese è stato autore di una delle partite più anonime della sua permanenza italiana. Se non fosse stato per l’intuizione che ha cambiato la partita, che poi intuizione non è perché uno come lui vive per andare su tutti i palloni possibili e Malcuit gliene ha regalato uno, sarebbe stata una trasferta da dimenticare. Ronaldo è apparso isolato poco e male servito. Più impegnato a pressare i portatori di palla del Napoli che a lanciarsi palla al piede verso la porta avversaria. Perso in un non gioco di Allegri che ha talvolta portato undici uomini dietro la linea della palla, e gli errori che la formazione bianconera ha commesso dopo l’1-0 segnato e in superiorità numerica quando pensava di aver chiuso il match.

I dubbi della vigilia

Avrebbe potuto restare tranquillamente in panchina aspettando l’Atletico. Ha preferito, da professionista qual è, seguire la squadra e arrivare a Napoli. Ben altra squadra quel Real Madrid che alloggiava a Palazzo Caracciolo e staccò il pass per i quarti di Champions. Con la Juventus Ronaldo sembra si sia perso. La vittoria della Champions League con la Juve, ha portato CR7 a Torino certo di poter bastare per compiere l’impresa. Sembra che lui non sia la ciliegina sulla torta perché la torta ha qualche problema. Nella partita con il Napoli è apparso sconsolato, richiamando spesso i compagni ma rendendosi conto di una squadra che non lo segue. Probabilmente la Juve è venuta a Napoli a giocare per due risultati su tre, mentre per Ronaldo ne esiste solo uno: la vittoria.

Il futuro

Allora torna la domanda, a quali fibrillazioni assisteremo il 13 marzo nel caso di eliminazione? Le azioni del club bianconero, a seguito della sconfitta in Champions, hanno registrato un’ondata di vendite: in un giorno bruciati 150 milioni di capitalizzazione a Piazza Affari. C’è da dire che il titolo, ammesso di recente nel segmento principale Ftse-Mib, è reduce da grandi performance, soprattutto sull’onda dell’arrivo di Cristiano Ronaldo: nell’ultimo anno ha segnato un +76%. L’appuntamento ora è per il 12 marzo.

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