Pallotta dice addio all’internazionalizzazione, la Roma ai romanisti

Il Corriere dello Sport elogia la scelta di Ranieri e spara a zero su Monchi e Di Francesco. Il Corsera coglie la radicale svolta del club giallorosso

Pallotta dice addio all’internazionalizzazione, la Roma ai romanisti

Corriere dello Sport contro Monchi e Di Francesco

La rassegna stampa sul terremoto alla Roma è piuttosto densa. Spicca la posizione favorevole del Corriere dello Sport che evidentemente non vedeva l’ora di sbarazzarsi di Di Francesco e soprattutto di Monchi. Ci sono due articoli piuttosto indicativi. Uno di Alberto Polverosi che è un elogio di Claudio Ranieri l’allenatore chiamato per provare ad acciuffare il quarto posto che vale la Champions: un milione di euro per dodici partite. L’altro è di Giancarlo Dotto che è quasi uno sfogo contro Monchi e Di Francesco, e propone De Rossi per la panchina della Roma.

L’articolo di Polverosi comincia con un aneddoto:

Valencia, tarda sera del marzo, vigilia di Valencia-Fiorentina di Champions. Dopo la conferenza stampa di Trapattoni, allora tecnico dei viola, prendiamo un taxi con altri colleghi. “Ci porta al ristorante “El Canaro” Ce lo ha consigliato Ranieri”, dice uno di noi al tassista. Che sorride. Scendiamo dall’auto, un altro collega mette la mano in tasca per pagare e il tassista lo blocca: “Chi è amico di Ranieri nel mio coche non paga. E’ stato il nostro miglior allenatore degli ultimi cinquant’anni”. Strano. Un fenomeno in Spagna, uno qualunque in Italia.

E termina definendo Ranieri “il sottovalutato che vince in un calcio di sopravvalutati che vincono meno”.

Giancarlo Dotto spara a zero su Monchi: “Il sacco sivigliano ha impoverito la squadra sul piano della personalità, prima ancora che tecnico. Sono andati via leader totali e sono arrivati discreti giocatori, nella migliore delle ipotesi, dalla vaga o fragile personalità, a cominciare dall’allenatore”.

E a proposito di Di Francesco, scrive: «È il momento dei coccodrilli a distesa. Basta lacrimare e basta chiamarlo “capro espiatorio”. Eusebio paga la crisi di risultati, ma soprattutto il non aver saputo dare in due anni un’identità decente a questa squadra». E a proposito della semifinale di Champions, Dotto ha una sua versione: “Domanda onesta: chi ha portato veramente la Roma in semifinale? Le imprese di Alisson, Dzeko, De Rossi, Manolas e compagni o le sue scelte tattiche?”.

Local mangia global

Il punto, a nostro avviso, lo coglie il Corriere della Sera con un giornalista romanocentrico come Luca Valdiserri. Il titolo è tutto un programma: “Pallotta, dal brand mondiale alla Roma dei romanisti”.

Dai progetti internazionali per conquistare il mondo alla romanità più spinta come unica speranza per non affondare. È il percorso della Roma di James Pallotta, in una realtà bipolare. Si è partiti con gli accordi con Nike, Disney, Espn e l’archistar Dan Meis al progetto stadio. Si è arrivati a chiedere il quarto posto al testaccino Claudio Ranieri, aumentando le responsabilità di Francesco Totti da Porta Metronia e recuperando un ruolo a Bruno Conti da Nettuno. Local mangia global.

 

 

 

 

Il Corriere della Sera

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