Ancelotti comincia da tre. La “prima” in Europa League è Zurigo-Napoli 1-3

Debutto sereno per Carlo. Avversario modesto ma bravo il Napoli a non complicarsi la vita. Gol di Insigne, Callejon e Zielinski. Nel finale troppo distratti

Ancelotti comincia da tre. La “prima” in Europa League è Zurigo-Napoli 1-3

C’è sempre una prima volta

C’è sempre una prima volta. Anche a quasi sessant’anni. Ed è il debutto di Carlo Ancelotti in Europa League. Dal 2009, anno di nascita dell’Europa League, Ancelotti ha frequentato sempre i piani nobili del calcio europeo. È dovuto venire a Napoli per scoprire questa manifestazione. E come tutte le persone educate, è stato rispettoso della manifestazione. Voleva cominciare con una vittoria e il Napoli ha battuto lo Zurigo a casa sua. Tre a uno e qualificazione agli ottavi ipotecata. Il ritorno giovedì prossimo al San Paolo. Dopo tre anni, il Napoli è a un passo dal superare un turno andata e ritorno in una coppa europea.

La partita in sé non ha avuto storia. Senza Hamsik – definitivamente in Cina – e senza Albiol – operato e fuori un paio di mesi – Ancelotti ha lasciato in tribuna Mertens che ha accusato qualche problemino fisico. Per il resto, ha schierato i migliori. Quella che possiamo definire formazione titolare: Meret Malcuit Maksimovic Koulibaly Ghoulam Callejon Allan Fabian Zielinski Insigne Milik. Per far capire che il Napoli a questa manifestazione e a questa partita ci teneva e ci tiene.

L’avversario è modesto. Ma lo sport è pieno di pagine impreviste. La bravura del Napoli è di aver condotto la partita in porto senza sorprese. E di averlo fatto in venti minuti. Senza patemi d’animo. In poche parole, il Napoli ha fatto il proprio dovere.

La concentrazione del Napoli è tutta nel primo gol. All’11esimo minuto. Lo Zurigo gioca la palla col portiere ma Brecher stoppa male, se l’allunga e sul pallone si fionda Milik, lo arpiona, si gira e serve Insigne che appoggia a porta vuota.

Al 21esimo la partita è in cassaforte. Malcuit va sulla destra, mette al centro, Insigne non ci arriva e Callejon – sia pure con un po’ di fortuna nel rimpallo tra le sue gambe, la piazza sul primo palo. La partita è virtualmente finita, così come è chiuso il discorso qualificazione. Il resto è accademia. Anche se con non poche occasioni costruite dal Napoli. In una di queste, a un quarto d’ora dalla fine, Zielinski dà prova della sua eccelsa tecnica: si beve due difensori e di destro sorprende il portiere. È il 76esimo. Sei minuti dopo, un fallo di mano di Maksimovic concede allo Zurigo la possibilità di battere un calcio di rigore. Che Kololli trasforma con il cucchiaio ai danni di Meret. Nel finale, lo Zurigo ha sfiorato il 2-3 con un gran destro di Kryeziu che ha colpito traversa e palo, e poi sul rimbalzo è bravo Meret a chiudere lo specchio. Al 94esimo ci sarebbe anche un braccio di Koulibaly in area.

Il Napoli che verrà

Il resto sono ragionamenti sul Napoli che verrà. In assenza di Verdi (che può giocare a sinistra), in mediana resta una sola alternativa: Diawara che non a caso al 60esimo ha preso il posto di Allan e si fa ingenuamente ammonire. Altrimenti Ancelotti dovrà inventarsi qualcosa che al momento facciamo fatica a prevedere. L’avversario di stasera è stato certamente modesto ma devi essere sempre bravo tu a rendere le partite facili. Era comunque la prima senza Hamsik. E sappiamo che ogni partita che il Napoli non vincerà, il fantasma di Marek farà capolino.

Della partita in sé c’è poco da dire. Se non che al 68esimo Insigne ha lasciato il posto a Ounas. Il Napoli ha avuto altre occasioni, ma siamo certi di non compiere alcun torto nel non riportarle. Ha sfiorato più volte il gol. Volete un giudizio su Fabian Ruiz? Ha fatto il suo. C’è stato, è stato presente, non ha avuto l’ansia di strafare. Buon segno: gioca per la squadra, non per dimostrare qualcosa. Bene anche gli sterni di difesa: sia Malcuit sia Ghoulam anche se la sua prova è stata macchiata da un cartellino giallo. A un quarto d’ora dalla fine, Ancelotti ha fatto entrare Luperto al posto dell’algerino.

Un neo c’è stato: troppi ammoniti per una partita dominata dal primo all’ultimo minuto: Ghoulam, Diawara, Maksimovic.

Questa vittoria, in fin dei conti, è stata per Carlo Ancelotti. Che ha inaugurato come si deve un nuovo libro. Si può cominciare anche a sessant’anni. Anche dopo aver vinto tutto e per ben tre volte (da allenatore) la Champions.

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