Mancini: «Razzismo? Sto con Ancelotti, fermiamoci se necessario»

L’intervista di Mancini al Corriere dello Sport: «Se le istituzioni non sono in grado di risolvere questo problema vergognoso, allora tocca a noi».

Mancini: «Razzismo? Sto con Ancelotti, fermiamoci se necessario»

L’intervista al Corriere dello Sport

Roberto Mancini, ct della nazionale italiana, dice la sua sullo stato dell’arte del calcio italiano, soprattutto in relazione all’emergenza razzismo. L’ex allenatore di Inter e Manchester City sposa la linea-Ancelotti per quanto riguarda lo stop alle partite: «I buuuu razzisti non hanno senso, non c’è una squadra dove non ci sia un nero. Perché allora insultare quelli della squadra avversaria? Fermiamoci, se necessario, fermiamoci noi, come dice Ancelotti se le istituzioni non sono in grado di risolvere questo problema vergognoso. Dopotutto, il mondo è cambiato e in troppi non se ne sono accorti. Anche in nazionale ci sono giocatori di colore. Bisogna che i genitori facciano i genitori e inizino a educare i propri figli. Questa è la base di partenza, poi servono prese di posizioni impopolari».

Mancini si esprime anche sui fatti di San Siro, gli scontri prima di Inter-Napoli: «L’anno 2018 del calcio italiano è finito nel peggiore dei modi, pensavamo che l’epoca della violenza dentro e fuori gli stadi fosse finita, invece ci è scappato di nuovo il morto, stavolta a Milano. La situazione sta diventando drammatica, non si può morire andando a vedere una partita di calcio, è arrivato il momento in cui le istituzioni intervengano: qualcuno deve prendere decisioni importanti, drastiche, anche impopolari per porre fine a questa collana di morti insopportabili. Perché in Italia non si può entrare in uno stadio serenamente, senza rischiare una bastonata in testa o una coltellata?».

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