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Sarri si converte al pragmatismo e batte 2-0 il City di Guardiola

Il Manchester domina, fa possesso palla, il Chelsea segna due volte e vince la partita. Sarri chiude nel migliore dei modi il momento grigio con i Blues

Sarri si converte al pragmatismo e batte 2-0 il City di Guardiola

Prima vittoria sull’amico-rivale

Doveva essere la partita del calcio champagne, Sarri versus Guardiola. È stata la partita della conversione di Sarri al pragmatismo. All’ancelottismo potremmo dire. Conversione probabilmente temporanea, ma che ha immediatamente portato i suoi frutti. Il Chelsea ha battuto 2-0 il Manchester di City e se forse è troppo dire che ha riaperto il campionato (almeno per le squadre dal terzo posto in giù), di certo ha bloccato nel migliore dei modi il primo momento negativo della sua gestione dei Blues. E Sarri, dopo tre sconfitte, ha finalmente battuto il suo modello: herr Pep. Il Liverpool di Klopp ringrazia: da stasera è da solo in testa al campionato con 42 punti, uno di vantaggio sul City. A 34 Chelsea e Arsenal. A 33 il Tottenham che adesso giocherà in casa del Leicester.

Il gol decisivo è arrivato alla fine del primo tempo, segnato da Kanté con un tiro forte poco entro l’area, tiro con cui ha chiuso un’azione di contropiede del Chelsea e ha sfruttato un assist di Hazard. È stato probabilmente l’unico tiro in porta del Chelsea nel primo tempo. Primi 45 minuti per certi versi dominati dalla squadra di Guardiola. Ma bisogna intendersi sul concetto di dominio. Un dominio del calcio contemporaneo, un calcio in cui le regole sembrano diverse da quello sport di cui ci siamo innamorati. È un calcio in cui non si tira mai in porta. Il City, come spesso capita peraltro, ha giocato come se dovesse entrare in porta col pallone. Ha costruito palle gol ma non ci sono stati interventi da ricordare di Kepa. E alla prima occasione buona, in contropiede, il Chelsea ha segnato e ha ipotecato la partita. Il calcio insomma.

Morata nemmeno in panchina

Sarri ha schierato una formazione a sorpresa. Morata nemmeno in panchina. E Hazard falso nueve, con Pedro terzo d’attacco insieme con Willian.

Nella ripresa, il City di fatto non è esistito. Ha avuto uno sterile dominio, ha collezionato calci d’angolo (più di dieci) e possesso palla (circa 60%). Roba inutile, insomma. E, per una volta, Sarri è stato dall’altra parte. Ha sfiorato il raddoppio a inizio secondo tempo con una punizione di Willian (ottima parata di Ederson) e poi a un quarto d’ora dalla fine ha raddoppiato con colpo di testa di David Luiz su calcio d’angolo.

Sarri si è convertito all’ancelottismo (che è il rifiuto del dogmatismo) o – peggio – all’allegrismo la più grande bestemmia per l’universo Sarri. Che stasera scopre che è bello vincere in ogni modo. E che, come diceva Deng, non è importante che il gatto sia bianco o nero, l’importante è che acchiappi il topo.

Vittoria meritata del Chelsea di Sarri che mantiene gli stessi punti dell’Arsenal e ora attende la partita del Tottenham.

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