Napoli, i dati dei giocatori: Allan mostruoso, Insigne cecchino

L’impatto (creativo e realizzativo) del tridente, il cambio dei meccanismi del possesso palla. E la nascita di un attaccante vero: Lorenzo Insigne.

Napoli, i dati dei giocatori: Allan mostruoso, Insigne cecchino

Gli ingranaggi del sistema

Dopo aver raccolto le statistiche dell’attacco e della difesa del Napoli, inteso come squadra, passiamo ora in rassegna alcuni numeri riferiti ai singoli calciatori. La sosta è il momento perfetto per fissare alcuni concetti, per individuare punti di forza e criticità nell’organico di una squadra di calcio. Per quanto riguarda i dati grezzi, i numeri più interessanti dell’organico di Ancelotti riguardano i tre attaccanti più utilizzati: nell’ordine Insigne, Callejon e Mertens. In tre, mettono insieme 28 giocate decisive tra gol e assist. Questo il rendiconto particolareggiato: 10 gol e 3 assist per Insigne tra campionato e Champions League; 8 gol e 4 assist per Mertens; 7 assist per Callejon.

È la conferma rispetto all’importanza del talento, rispetto al fatto che i grandi calciatori riescono ad imporsi anche all’interno di un sistema diverso, in evoluzione. Prendi Callejon, per esempio: non ha ancora trovato il gol, gioca in un modo e in una posizione (leggermente) diversa rispetto al passato. Eppure, è ancora decisivo, soprattutto non ha cambiato la sua percezione di calciatore “finale”, che conclude l’azione. Quest’anno si è specializzato con i passaggi decisivi, non a caso è il primo calciatore per numero di occasioni create in Champions League A (2.5 per match).

Per quanto riguarda la Serie A, questa particolare graduatoria è comandata dall’altro grande uomo-copertina del Napoli 2018/2019: Fabian Ruiz tocca addirittura quota 3.2 passaggi chiave per match. Dietro di lui ci sono (ancora) Callejon, Insigne e Zielinski. Anche in un avvio di stagione decisamente complesso, il contributo creativo del polacco continua ad essere un fattore nel gioco di Ancelotti. Per l’ex Udinese, sono 2 occasioni costruite ogni 90′ in Serie A. Un dato che si dimezza in Champions League – dove però ha avuto meno spazio.

I dati del possesso

Per capire com’è cambiato il gioco del Napoli nella transizione da Sarri ad Ancelotti, un buon esercizio è intercettare e interpretare i dati del possesso palla. Non sono tanto gli uomini con il maggior numero di passaggi a illustrare la metamorfosi, quanto i numeri: i 100 e più passaggi per match di Jorginho sono diventati 73 per Kalidou Koulibaly, il giocatore più coinvolto nel possesso. Dietro di lui Albiol e Hamsik in Champions, Mario Rui in campionato.

Il Napoli costruisce secondo le stesse direttrici di passaggio, segue le stesse tracce dell’anno scorso (Mario Rui gioca a sinistra. il lato più sfruttato anche da Sarri), solo che il meccanismo è diverso: la frequenza dei tocchi è più bassa, la squadra di Ancelotti pratica un calcio più diretto e verticale (l’abbiamo spiegato nel recap statistico dell’attacco), è meno sincopato e meccanico nella risalita dal campo.

Allan è un mostro

Poi c’è Allan, che sta davvero toccando apici di rendimento assoluti. Il suo contributo alla fase difensiva è enorme, per lui la media di tackle a partita tocca quota 4.8. Un mostro di grinta e continuità, che però ha anche affinato molto i suoi fondamentali. Tra Serie A e Champions League, il brasiliano tocca il 90% di precisione negli appoggi. E nelle partite di Serie A ci mette sopra anche 1,3 occasioni costruite ogni 90 minuti.

La trasformazione di Insigne

Chiudiamo la galleria delle curiosità statistiche con Lorenzo Insigne. Rispetto allo scorso anno, il miglioramento sotto porta è evidente, ma risalta ancora di più se integrato con un confronto dei dati avanzati. In questa stagione, Lorenzo ha tentato la conclusione 66 volte. Un rapido calcolo ci dice che realizza un gol ogni 6.6 tiri in porta. Nell’annata 2017/2018, la sua media gol/tiri era di una realizzazione per ogni 25 tentativi. Praticamente, la sua percentuale di conversione è cresciuta per almeno tre volte.

È un dato importante, che deve per forza risalire al cambiamento tattico pensato da Ancelotti. Il fatto che Lorenzo tiri con la stessa identica media dello scorso anno (4.5 tentativi per partita) e abbia migliorato così tanto l’efficacia delle sue soluzioni, vuol dire che la nuova posizione è più congeniale per lui. Lo spostamento nel ruolo di attaccante l’ha reso tale, semplicemente. E il Napoli ne sta traendo assoluto giovamento.

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