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Hamsik: «La Cina? Ancelotti mi ha chiesto di restare»

Marek Hamsik intervistato da L’Equipe: «Mi sta bene essere il più amato dopo Maradona, Ancelotti ha saputo entrare subito in sintonia con la squadra».

Hamsik: «La Cina? Ancelotti mi ha chiesto di restare»
Hamsik (Carlo Hermann / Kontrolab)

L’intervista a L’Equipe

Marek Hamsik intervistato da L’Equipe a pochi giorni da Napoli-Psg: «Affronteremo una squadra fortissima, formata da campioni veri. Se resti in difesa e li aspetti, prima o poi ti segnano un gol dopo l’altro. Anche per questo motivo, all’andata, ci siamo presentati con l’ambizione di giocare la nostra partita e ci siamo riusciti. Il risultato? Prima del fischio d’inizio avrei firmato per un pareggio, ma incassarlo a tempo scaduto fa male. Tuchel ha cambiato molto la squadra tra primo e secondo tempo, la difesa a tre li ha aiutati, per noi sviluppare gioco è diventato più difficile. Dopo che ci siamo riorganizzati, abbiamo ripreso a difendere bene e abbiamo anche trovato il secondo gol. Certo che Neymar e Mbappé possono farti sempre male negli ultimi metri, hanno grande qualità».

I record con la maglia del Napoli: «Ho superato Maradona per i gol, ma essere il più amato dopo di lui va bene lo stesso. A Napoli è sempre l’idolo assoluto, far parte della stessa storia è un onore, per me. Con Diego abbiamo scambiato la maglia quando ho superato il suo record. È stato qui a Castel Volturno, l’ho conosciuto, ma con lui non è mai facile parlare molto, c’è sempre tanta gente che lo circonda. Gli ho regalato la maglia che indossavo quando ho superato il suo primato di gol».

«Avevo l’opportunità di andare in Cina»

Hamsik e le voci d’addio in estate: «Avevo l’opportunità di andare in Cina, ma Ancelotti mi ha chiesto personalmente di restare e continuerò a difendere la maglia con amore. Ci manca lo scudetto, ma so che prima o poi possiamo farcela. Il mister si è fatto amare subito dalla squadra, è un tecnico che ha vinto tutto e che sa regalare serenità ai suoi giocatori. Ci ha messo poco ad entrare in sintonia con tutti. Mi piace la nuova posizione, col 4-4-2 siamo più equilibrati».

L’incontro con Cavani: Edinson è entrato nel nostro spogliatoio a fine gara, era sereno e sorridente. Non penso che a Parigi si trovi male. Qui a Napoli ha fatto benissimo, lo avrei riaccolto volentieri se fosse tornato in estate. Parliamo di un gran calciatore, oltre che di un gran professionista».

 

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