De Laurentiis: «Chi ha debiti per 500 milioni non si iscriva ai campionati»

L’intervista di Aurelio De Laurentiis a Radio Kiss Kiss Napoli: «Ecco le condizioni per il ritorno di Cavani, ho seguito Ancelotti per cinque anni».

De  Laurentiis: «Chi ha debiti per 500 milioni non si iscriva ai campionati»

L’intervista a Radio Kiss Kiss Napoli

Aurelio De Laurentiis intervistato da Radio Kiss Kiss Napoli: «La verità è che Ancelotti è una persona di grandi doti e grandi umiltà. Amo Napoli, amo i napoletani, mi sento di rinascere in Italia dopo tanti anni all’estero. Mi ha detto di avere una squadra di talento, li sta plasmando a modo suo. Ci ha messo poco a trovare la quadra, ha fatto tesoro del calcio di Sarri ma ha anche implementato i suoi concetti. Lui fa giocare tutti, e quindi anche per questo rispondo così quando mi chiedono del mercato: noi abbiamo tanti giocatori che devono rientrare dagli infortuni, penso a Meret, il portiere dei prossimi vent’anni; ».

Come De Laurentiis ha convinto Ancelotti: «Carlo era nella mia mente da cinque anni, ci siamo sentiti spesso e mi è parso una persona molto equilibrata. Il calcio è un ambiente urlato, ostentato. Ancelotti, invece, è una persona consapevole rispetto al suo lavoro. In qualsiasi tempio del calcio si fosse trovato, Carlo ha sempre fatto bene. Poi ha una storia importante anche come calciatore, è riuscito a sopperire al minus delle sue ginocchia fragili con intelligenza e senso di squadra».

Il Var

De Laurentiis dice la sua sulla tecnologia di supporto arbitrale: «i chiedo: perché è così complicato ché sia così complicato utilizzare uno strumento tecnologico che deve essere d’aiuto agli arbitri? Se abbiamo una tecnologia del genere, che riesce a vivisezionare un’azione, deve essere la guida per l’arbitro. Nel meccanismo di questo strumento c’è qualcosa che non va. Rizzoli ha parlato di 7-8 errori, per me sono troppi. Il Var serve ad evidenziare gli errori, a vivisezionare le immagini».

«L’errore è di tipo politico, teniamo una cosa per vent’anni senza rodaggio. Ma come, l’anno scorso abbiamo creato una cosa nuova eppure è tutto secretato come se fosse una cosa gestita dall’alto. Siamo noi che paghiamo la Federcalcio, gli arbitri, siamo noi a dover tutelare i nostri investimenti e le aspettative dei tifosi. Bisogna creare un tavolo, altrimenti bisognerà intervenire pesantemente, magari chiedendo anche dei danni, cosa che nessuno ha mai fatto. I danni per la stagione scorsa? No, in realtà io sono una persona al di sopra di ogni sospetto. Però in Italia abbiamo avuto Calciopoli, a pensare male si fa presto».

Come migliorare il calcio italiano

«Vanno trovate maggiori risorse. Mi auguro che Giorgetti e Gravina possano trovare gli strumenti adatti e una metodologia di lavoro. Finora le proposte sul calcio sono un mare di cazzate, bisogna che terminino. Il calcio italiano rischia di finire in soffitta, se vogliamo recuperare spazio e vitalità rispetto ad altri movimenti. Una sola persona ha avuto ragione, inascoltato: Walter Veltroni disse che i club non sono più club, piuttosto spa con finalità lucrative. Si deve parlare della legge per gli stadi, di vivai, Gravina ha avuto un’idea geniale per modificare i campionati. Solo due anni fa abbiamo adattato il format del campionato Primavera, trasformandolo in un torneo vero. La Serie A finanzia tutto il motore del calcio, compresa la Figc. Per questo, dobbiamo parlare con Giorgetti per aumentare il fatturato».

Lo scudetto e Cavani

De Laurentiis sulla corsa al titolo: «Finora abbiamo affrontato le avversarie più difficili, quindi c’è ancora una lotta aperta. La qualità del calcio italiano sta aumentando, perciò i campionati sono più competitivi e più difficili. Il problema è capire se i club che hanno 500 milioni di debiti con le banche possano essere autorizzate ad iscriversi. Altrimenti indebitiamo anche il Napoli e vinciamo gli scudetti».

Cavani: «Riportarlo a Napoli? Intanto mi ha fatto piacere rincontrarlo. L’ho trascinato nello spogliatoio, poi Edinson ha due figli a Napoli, una città che non può non mancarti. Se ti affacci a Parigi non hai Capri e queste giornate meravigliose, la capitale francese non è vivibile da protagonista per le strade come accade qui da noi. Se a fine campionato il PSG ce lo desse in prestito gratuito o lo cedesse per una cifra simbolica, visto che è in scadenza, e se lui si accontentasse di 6-7 milioni a stagione, potrebbe tornare. Tutto dipenderà anche da Ancelotti, noi abbiamo la filosofia dei 24 giocatori: nel 4-4-2 del mister tutti giocano, alcuni meglio di altri ma l’intero organico è coinvolto».

«Ci sono tanti giocatori del Napoli – conclude De Laurentiis – che sono andati via perché si sentono protagonisti solo vincendo uno scudetto. Fa parte della natura umana, però per me uno scudetto deve vincerlo una squadra intera, la società, la città: deve essere il successo di tutti. Sarebbe bellissimo vincerlo, lo so bene, ma la vita è bella perché si vince e si perde, ma è importante farlo con dignità. E noi, di questa, ne abbiamo avuto da vendere».

 

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