Ponte Morandi, se ne dimette un altro. Si troverà un commissario senza rapporti con Autostrade?

Erano in sei, sono rimasti in tre. E uno è anche segnalato alla magistratura. Il botta e risposta tra Mit e Autostrade

Ponte Morandi, se ne dimette un altro. Si troverà un commissario senza rapporti con Autostrade?

Sale a tre il numero di commissari nominati dal ministero per indagare sul crollo di Genova che lasciano l’incarico perché incompatibile – almeno dal punto di vista etico – con le passate consulenze con Autostrade.

Le dimissioni di Bruno Santoro

A distanza di venti giorni da quando è emerso il conflitto di interessi che lo riguardava e dopo tre giorni dalla sua iscrizione nel registro indagati per omicidio plurimo e omicidio stradale, si è dimesso, ieri, anche Bruno Santoro, ingegnere e membro della commissione inchiesta ministeriale sul ponte Morandi. Toninelli lo ringrazia “per la sensibilità e la professionalità dimostrate”.

Nella commissione ministeriale istituita lo scorso 16 agosto restano in tre: Ivo Vanzi, professore e componente esperto del consiglio superiore dei lavori pubblici, Gianluca Ievolella, ingegnere e consigliere di supporto al presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici e Michele Franzese, appartenente alla Direzione vigilanza del Mit. Quest’ultimo, tuttavia – ricorda La Repubblica – compare tra i 25 segnalati alla magistratura perché sulla sua scrivania sarebbero transitati documenti che raccontavano la criticità del ponte.

Il botta e risposta tra governo e Autostrade

Il Corriere della Sera riporta un carteggio inedito che riguarda la risposta di Autostrade alla lettera di contestazione ricevuta il 16 agosto dal ministero, in cui il Mit contestava “il gravissimo inadempimento agli obblighi di manutenzione”, in considerazione del crollo del ponte. Nella sua relazione, il concessionario definisce la nota del Mit “del tutto inammissibile e priva di qualsiasi effetto giuridico”.

Il motivo è semplice: occorre avere “elementi di accertamento sulle cause che hanno determinato il collasso”, e questi elementi al momento non esistono perché sono ancora in corso le indagini.

Il Mit chiede una dettagliata relazione di “tutti gli adempimenti posti in essere per assicurare la funzionalità dell’infrastruttura e prevenire lo specifico evento accaduto”. Autostrade replica dicendo che il ministero già conosce tutti gli adempimenti attuati perché ne ha avuto notizia “sia nell’esercizio della costante attività di vigilanza ed ispettiva, sia nella valutazione degli interventi annualmente indicati, sia nell’approvazione dell’intervento di retrofitting”.

Il concessionario si difende ricordando che ha sempre presentato puntualmente il programma annuale degli interventi da eseguire sul ponte, effettuando anzi la manutenzione ordinaria per importi superiori a quelli previsti dal piano finanziario. E sottolinea anche che “la concessionaria può eseguire interventi di manutenzione straordinaria ma è tenuta a sottoporre il progetto alla specifica approvazione della Direzione Generale del ministero”.

Il richiamo alla concessione

Il Mit specifica che si riserva di sottoporre alle competenti autorità di governo ogni valutazione in merito al soddisfacimento degli interessi pubblici coinvolti e, in caso di accertamento di responsabilità del concessionario, “di valutare le iniziative di risarcimento anche in forma specifica per i danni patrimoniali e non patrimoniali”.

Autostrade risponde ricordando che tra il 2008 e il 2017 il ministero non ha mai proposto la sospensione del’incremento tariffario, cosa che invece era possibile fare, da convenzione, in presenza di inadempienze debitamente contestate. Autostrade sostiene, anzi, che “proprio nella convenzione non si fa cenno agli obblighi di custodia”.

Il decreto legge per Genova

Oggi Toninelli incontrerà i sottosegretari Edoardo Rixi, Armando Siri e Michele Dell’Orco per discutere il decreto legge su Genova che conterrà misure per gli sfollati, per le nuove abitazioni e per le agevolazioni alle imprese.

Potrebbe anche esserci una norma che prevede la deroga al codice degli appalti per consentire immediatamente a Fincantieri e all’architetto Renzo Piano di predisporre la fase operativa del progetto del nuovo ponte. L’esecutivo pensa anche di istituire una banca dati unica sullo stato e la manutenzione di tutte le infrastrutture e di potenziare la struttura di vigilanza con l’innesto di almeno 50 giovani ingegneri.

La situazione degli sfollati

Ieri la procura ha dato il via libera all’installazione dei sensori sul moncone del ponte ancora in piedi. Se il sistema rivelerà che non esiste pericolo di crollo imminente, gli sfollati potranno rientrare nelle loro case a recuperare i loro effetti personali.

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