Cappella Sansevero, un progetto (non assistenziale) di visite guidate per sordi

Si parte con un calendario di tre visite. «Vogliono essere definiti sordi invece di non udenti». Le guide saranno formate e retribuite dal Museo

Cappella Sansevero, un progetto (non assistenziale) di visite guidate per sordi

Lis (Lingua dei segni italiana)

Sansevero Lis (Lingua dei segni italiana) è il nuovo progetto a cura del Museo Cappella Sansevero con la sezione Provinciale di Napoli dell’Ente Nazionale Sordi e l’Associazione Progetto Museo. È stato presentato questa mattina nella Cappella Sansevero.

Sansevero Lis intende avvicinare i sordi alla scoperta del complesso museale sviluppando idonee modalità di accoglienza e fruizione. Il progetto è partito a giugno con un corso di formazione delle prime quattro guide Fabiana Piscopo, Maria Lucia Franchini, Giuseppe Amorini ed Elvira Sepe che condurranno le visite in lis.

cappella sansevero

Sono attualmente in programma tre visite, il 14 ottobre (ore 10.00), il 30 novembre (ore 17.00) e 12 gennaio (ore 10.00). «Non escludiamo la possibilità di inserirne di nuove nel programma – spiega Maria Alessandra Masucci, consigliera d’amministrazione del Museo Cappella Sansevero – ma per adesso dobbiamo prima sperimentare come vanno queste prime in calendario. Oltre al lavoro di preparazione per formare le guide, c’è la necessità di spazi adeguati affinché tutti possano vedere la guida. Proprio per questo vogliamo testare cosa accadrà una volta che le visite verranno svolte in giornate di normale apertura al pubblico».

Sordi invece che non udenti

Non è il primo progetto di inclusione che il Museo porta avanti. Nel 2013 Cappella Sansevero si era resa protagonista di un’analoga esperienza con le visite per ciechi. «Questo progetto mi ha arricchita particolarmente – ha precisato in conferenza Alessandra Masucci – Ho imparato molto lavorando con l’Ens (Ente nazionale sordi), ho visto le cose da un punto di vista diverso. Ad esempio quando ci siamo incontrate con Elvira ed ho redatto il primo protocollo di intesa per far partire il progetto, l’unica modifica che ha apportato è stato nel termine “non udenti” che ha sostituito con “sordo”. “E mi ha spiegato: “A voi piacerebbe essere definiti non sordi?” Ho imparato che loro non amano essere definiti con una negazione, perché hanno un’identità ben precisa».

Le guide non sono volontari

Le guide non sono volontari ma regolarmente retribuite dal museo. Sansevero Lis non è un progetto assistenziale, è un vero e proprio progetto di valorizzazione e inclusione dei sordi nel mondo del lavoro, come sottolineato anche dall’assessore alle politiche giovanili Alessandra Clemente: «È importante per noi che si sia voluto condividere con l’amministrazione questo salto di qualità fatto nel territorio per dare dignità alle persone e sappiamo che solo il lavoro può darla. Segno che finalmente non stiamo solo cercando un futuro diverso ma lo stiamo costruendo».

I corsi di formazione sono stati organizzati e sviluppati da Francesca Ammirante presidente dell’Associazione Progetto Museo ed hanno previsto un notevole impegno per riuscire a trasferire e interpretare il patrimonio storico-culturale della Cappella Sansevero in una lingua diversa come la Lis. «Abbiamo portato avanti un autentico progetto di inclusione, perché la vera inclusione avviene proprio quando mi metto nei panni dell’altro, senza imporre il mio modo di vedere le cose. Questo è accaduto durante il corso, quando ho capito che non potevo trasferire semplicemente i miei contenuti e le mie nozioni storico-culturali ma dovevo metterli in condizione di poterli ripensare nella loro lingua»

È il secondo progetto di questo tipo, dopo Pietrarsa

La Lis è una lingua a tutti gli effetti, che contiene aspetti verbali (i segni) e aspetti non verbali (le espressioni di intonazione ad esempio) che cambia di nazione in nazione e non un linguaggio convenzionale di segni.

Tra le quattro guide che sono state formate c’è anche Elvira Sepe, presidente della sezione provinciale di Napoli dell’Ente Nazionale Sordi, che ha ringraziato il Museo e tutti i partecipanti al progetto per questa opportunità. «Sansevero Lis è un grande progetto perché rispetta il diritto di accedere al patrimonio storico-culturale attraverso la propria lingua naturale. È il secondo progetto analogo che portiamo avanti dopo Pietrarsa e adesso stiamo partendo con altri corsi di formazione».

Le visite saranno gratuite per i sordi ed aperte a non più di 20 persone alla volta per garantire a ciascuno la corretta visione della guida. Oltre al valore umano ed inclusivo del progetto, come è stato più volte sottolineato nel corso della conferenza di presentazione, San Severo in Lis presenta anche una novità e un valore economico-turistico per la città. Fino ad oggi un turista sordo che voleva visitare la Cappella, come qualsiasi altro museo, non pagava il biglietto di ingresso, ma doveva pagare la guida e la relativa traduttrice, perché nonostante la Lis sia una lingua a tutti gli effetti, non esistono guide. Ancora le visite condotte da Fabiana, Elvira, Giuseppe e Maria Lucia non saranno rivolte solo ai turisti italiani, ma anche agli stranieri. «I ragazzi da formare sono stati scelti proprio per fornire questa possibilità – ci ha spiegato Elvira – e alcuni di loro conoscono le lingue dei segni di altre nazioni, il che permetterà loro di condurre visite agli stranieri»

Al termine della conferenza Giuseppe Amorini e Fabiana Piscopo hanno tenuto una visita dimostrativa per i presenti.

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