Ancelotti porta il Napoli fuori dal recinto della modestia e parla di scudetto

Non era mai successo in tanti anni. Parla da manager di un grande club e spazza via la retorica del miracolo che ha afflitto Napoli anche nella stagione dei 91 punti

Ancelotti porta il Napoli fuori dal recinto della modestia e parla di scudetto

Parole da manager

Carlo Ancelotti porta la prima novità in casa Napoli. Lo fa ancor prima di cominciare, di arrivare a Dimaro per il ritiro in vista della stagione 2018-2019. Sul suo sito ufficiale, il nuovo manager del Napoli parla apertamente di scudetto. Una novità storica per questo Napoli. A memoria, non era mai successo nell’era De Laurentiis.

Non a caso abbiamo utilizzato la parola manager. In un’azienda ci si pone degli obiettivi. Che ovviamente possono anche non essere raggiunti. È la vita, ci mancherebbe. Ma si traccia un orizzonte. E lo si fa perché si ritiene di avere le caratteristiche, le qualità indispensabili per conquistarlo. Non a caso Ancelotti ha scritto: «venti giorni di lavoro intenso, che serviranno a gettare le basi e a preparare un progetto sportivo che si pone come obiettivo la conquista dello scudetto…». Progetto sportivo. Sono le parole di un manager. Di un manager di un grande club.

Cambio di passo

Pur essendo lontani dal campo, quindi a bocce ferme, possiamo tranquillamente parlare di cambio di passo. Il Napoli negli ultimi nove anni ha conquistato tre secondi posti, tre terzi posti e due quinti posti. Con ogni probabilità, la miglior squadra italiana dopo la Juventus. Eppure nessun allenatore aveva formulato l’obiettivo a inizio stagione. Né Mazzarri né Benitez né Sarri.

Negli ultimi tre anni abbiamo assistito al paradosso di essere sempre in lotta per la conquista del campionato – due i titoli di campione d’inverno vinti – eppure non abbiamo mai ascoltato da Sarri una dichiarazione che rendesse l’idea della forza di questa squadra e di questo club. Come se il Napoli si trovasse lì per caso e non per un lavoro societario di quasi dieci anni e un lavoro tecnico di allenatore e giocatori. Un fastidioso recinto della modestia, come se i primi a non crederci alla nostra fossimo innanzitutto noi. La retorica del miracolo. Dell’impresa. La perenne figura retorica degli gnomi contro i giganti. Sempre. Magari sarà stato per superstizione, di certo è che sembrava uno scenario quantomeno irrealistico vista invece la forza e la padronanza che il Napoli di Sarri mostrava sui campi di Serie A.

“Il Napoli non può programmare lo scudetto”

Quella frase “il Napoli è una società che non può programmare lo scudetto”, ripetuta come un mantra, ha finito per diventare quasi più convincente delle prestazioni. Che, ricordiamolo, in campionato sono state sul filo dell’eccellenza. Tre qualificazioni Champions consecutive, novantuno punti in campionato, uno scudetto sfumato solo a tre giornate dalle fine.

Ovviamente dichiarare che lo scudetto è un obiettivo, non significa vincerlo. Significa però consapevolezza delle proprie possibilità. La frase di Ancelotti spazza via anche quelle assurde scorie che una parte dell’ambiente Napoli si ostina a propalare, città dov’è germogliato e viene quotidianamente alimentato l’autolesionista virus del papponismo. Non sono bastati un decennio di Serie A, nove anni nelle coppe europee, miglioramenti continui, a rendere la tifoseria orgogliosa del proprio club. Anche in questi giorni, ahinoi, abbiamo letto di tutto.

La verità – per alcuni insopportabile – è che Ancelotti è venuto a Napoli perché considera il Napoli una squadra forte e competitiva. Come del resto dimostrano i numeri degli ultimi otto anni. Non si capisce come sia possibile che, dopo tre due secondi posti in tre anni, parte della tifoseria percepisca questa squadra ancora un frutto di chissà quale buona stella.

Ancelotti riporta il dibattito sulla terra. Il Napoli è una squadra forte e si pone l’obiettivo di conquistare lo scudetto. Una banalità per il resto del mondo. Una svolta storica a Napoli.

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  1. Pacojonathan 7 luglio 2018, 19:48

    Quindi bastava, a Sarri, dire a Dimaro “vinceremo lo scudetto” e diventava un vincente

  2. Luciana Calienno 6 luglio 2018, 17:49

    La “recinzione ” è stata fatta dalla società ed è probabilmente a tempo indeterminato,viste le esigenze della Filmauro. La novità è che ,a mio parere,Ancelotti ha avuto promesse e giustamente inizia a ricordarlo e a renderlo noto a un mese e mezzo dalla fine del mercato.

  3. giancarlo percuoco 6 luglio 2018, 10:54

    certo che con 6,5 ml di euro annui di stipendio forse hai pure d’obbligo di portare il Napoli fuori dai confini della modestia.

  4. condivido parola per parola. io non so cosa serva ancora a questa parte della tifoseria.

  5. Silvietto Esposito 6 luglio 2018, 1:58

    La differenza tra un perdente ed un vincente è soprattutto nella mentalità

  6. Io mi aspetto solo un elemento di esperienza a centrocampo……massima fiducia in carletto.
    Sicuramente ROG farà qualche partita da titolare, come makimovic 😉

  7. Giacomo Molea 5 luglio 2018, 19:49

    Se Carlo specifica come obiettivo lo scudetto della seconda in classifica, allora siamo a posto cosi, e senza nessuna critica e polemica sottintesa, se consideriamo come avversarie le milanesi e le romane…ok

    • Più che giusto. Almeno così non ci prendiamo in giro da soli. Il problema è che la stampa (prevalentemente locale) soffia sul fuoco. Se invece si dicesse “ok, lo scudetto è già della Juve per tante ragioni, l’obiettivo è entro il quarto posto e una bella figura nelle coppe europee” chi comprerebbe i giornali o vedrebbe tv locali o parteciperebbe a forum ??? Purtroppo è il gioco delle parti per prendere per i fondelli i tifosi.

      • Francesco Sisto 6 luglio 2018, 20:22

        Ma che significa “lo scudetto è gia della Juve”?? È un pensiero da perdenti, come lo era chi si dava per vinto con 11 giornate ancora da giocare ed 1 solo punto di distacco, con la Juve che poi pareggiava a Ferrara e Crotone.
        Certamente la Juve é favorita, i favoriti ci sono sempre, in ogni sport, ma non per questo bisogna darsi per vinti in partenza, senno il mondiale dell’82 litalia non lo avrebbe mai vinto (tanto per fare un esempio)

  8. Questa me la segno, perché il tempo sarà galantuomo. Se guardo alla rosa attuale (che pure è migliore di quella avuta da Sarri nel terzo anno, visti i rientri di Milik e Goulam) io penso che il Napoli non possa realisticamente puntare allo scudetto. Che del resto questo giornale considera quasi una sciocca ossessione (la colpa di Sarri sarebbe di aver puntato sullo scudetto lasciando l’EL). Il Napoli di oggi non può competere veramente su 3 fronti, a me pare evidente. Poi spero sempre nei miracoli

    • Lo scudetto non lo vinceremo il discorso è sul cambio di comunicazione, la narrazione del miracolo che ci propinavano Mazzarri, Sarri e in parte lo stesso Benitez, un low profile che comunque non ci ha portato da nessuna parte e spesso ha avuto l’effetto inverso sui calciatori.

      • Il problema è che la comunicazione non potrà essere smentire la realtà. E quando si crea un divario troppo grande fra aspettative e risultati…

    • Sono pienamente d’accordo con te! Tra l’altro, pur ammesso che prendi di maria e poi lasci andare mertens, ti rinforzi sulla fascia e ti vai a indebolire come punte. Sarà un altro secondo terzo posto…e personale opinione preferisco terzo.

  9. Raffaele Sannino 5 luglio 2018, 17:19

    “….Una parte della tifoseria percepisce questa squadra ancora un frutto di chissà quale buona stella”? Sarebbe interessante capire quanti e quali sono questi rappresentanti della tifoseria.Malavitosi che hanno sempre lucrato sulla squadra di calcio ,frustrati che vogliono soddisfazioni dal pallone (quelli del mai una gioia) e le banderuole che si adeguano al pensiero dominante.La parte sana del tifo,che non si riconosce in queste categorie,la pensa diversamente.

  10. Speriamo che ci si convinca che i successi si costruiscono prima nella testa e poi nei fatti. Che la mentalità vincente, tanto invoca, nasce proprio dall’acquisizione di responsabilità.
    Speriamo che la si smetta di sentirsi inferiori a prescindere e si cominci a ” lavorare ” per una diversa consapevolezza di noi stessi.
    Che il fare … e fare bene, è molto più difficile dell’insipienza dei disfattisti ma vuoi mettere la soddisfazione.
    E se qualcuno sarà più forte di noi …. merito a loro …. ma noi abbiamo lottato … senza mai appecoronarci, nello sport come nella vita …. Forza Napoli …. Forza Napoli

    P.S. Direttore …. forse la “zanzara” a punto anche lei

    • Speriamo che Carlo ci insegni qualcosa. Il Napoli ha bisogno di un manager e il presidente dovrebbe apprezzare le parole del mister

  11. Luigi Ricciardi 5 luglio 2018, 14:24

    Io non ci vedo niente di rivoluzionario : non c’è allenatore di una squadra forte a inizio campionato che non metta il titolo tra gli obiettivi. Una piccola panoramica dello scorso anno:
    Spalletti per l’Inter:
    https://www.google.nl/amp/s/sport.sky.it/calcio/serie-a/2017/10/20/napoli-inter-spalletti-conferenza-stampa.amp.html
    Di Francesco per la Roma :
    https://www.google.nl/amp/s/sport.sky.it/calcio/serie-a/2017/11/09/di-francesco-intervista-la-roma-ha-fame.amp.html
    Montella per il Milan :
    https://www.google.nl/amp/s/sport.sky.it/calcio/serie-a/2017/08/19/milan-montella-conferenza-stampa-pre-crotone.amp.html
    Nel Napoli, lo fece Benitez :
    http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/napoli/2013/07/14/news/benitez_juve_cavani-62974177/
    Poi non è successo, pazienza.
    Ugualmente, credo che non sarà rivoluzionario il ruolo di Ancelotti come allenatore, come tecnico, tattico e comunicatore.
    Non è detto che sia un difetto, solo un dato di fatto.
    A mio avviso era molto più rivoluzionario Sarri, che parlava di dati di fatto, fatturati, programmazione, ed è stato tra i primi in Italia a impostare le dichiarazioni post partita su possesso palla, conclusioni, percentuali, a sposare un approccio analitico che, per esempio, è la regola di questi mondiali.
    E allo scudetto ci credeva, tanto da concentrare in campionato tutte le forze migliori, sacrificando coppa Italia ed Europa League. Ma il sogno non lo ha mai escluso. Semplicemente, cercava più l’analisi che l’irrazionale. Per qualcuno era un limite, per altri era un pregio. Io non giudico : è quello che era lui,e ha contribuito a fare 91 punti.

    • il primo link è del 20 ottobre, il secondo del 9 novembre, siamo al 5 luglio, scemo io che già sapendo che scrivi sempre in mala fede, perdo tempo anche a controllare, per altro in nessuna dichiarazione di quelli che citi, c’è scritto che l’obbiettivo della squadra è lo scudetto.
      Lascio perdere poi le frasi su Sarri, perchè li sei entrato nella devozione, fanatismo e nel surrealismo allo stesso tempo, Sarri è stato lo zimbello del campionato proprio per il suo modo fuori luogo, stupido e egocentrico di gestire la comunicazione, non ha mai ammesso un errore ed ha sempre scaricato le sue responsabilità, sullo scudetto poi ha raccontato una quantità di stupidaggini davvero oscene, e a differenza dei suoi predecessori non ha vinto un’emerita mazza, te li fai fritti i 91 punti ottenuti battendo il crotone in casa, di misura, all’ultima di campionato umiliando giocatori che hanno dato tutto per quella maglia, i punti servivano a Firenze e in casa con il Toro e invece……
      Per quanto sgradevoli siano i nemici, non diventeranno mai noiosi come i seguaci. (E.C)

      • Luigi Ricciardi 5 luglio 2018, 23:20

        C’entra poco di quando siano i link, sono semplici riferimenti di come un allenatore si esprime quando è più o meno a pari punti con le altre squadre, come il Napoli, che adesso è esattamente agli stessi punti delle altre squadre di serie a.
        Quello di Benitez era di luglio, e parlava di scudetto durante il ritiro. Gli altri durante il campionato, e tutti parlano di scudetto, nella maniera classica di tutti : non dobbiamo porci dei limiti, stiamo in alto poi vediamo, non limitiamo i sogni, e così via. Basta leggere.
        Tra l’altro, è difficile citare link del prossimo campionato, siamo ancora al pre ritiro.
        Che un allenatore di una squadra di vertice dica che voglia vincere quanto possibile è nella pura normalità. Ancelotti non si discosta da tutti gli altri nella comunicazione in genere : non lo sappiamo per il Napoli, non ha ancora detto una parola,tranne una dichiarazione sul sito web.
        Di Sarri ho detto che era diverso dagli altri, non migliore o peggiore.
        A proposito, secondo te il Napoli dovrebbe ancora denunciarlo per inadempienza contrattuale?
        I 91 punti li facciamo fritti? Va bene, campionato pessimo, che brutto anno abbiamo passato…

      • Raffaele Sannino 6 luglio 2018, 2:46

        Sarri,come tutti quelli che lasciano la sscn ,sono (sportivamente) miei nemici.Chi continua a scrivere fiumi di parole per difenderlo,non è tifoso del napoli.Questo non è neppure un seguace di Sarri ,è uno che critica a prescindere la proprietà.

    • Come Sarri vivi nel passato.

      • Luigi Ricciardi 5 luglio 2018, 23:24

        Noto solo che non mi pare rivoluzionario dire che il Napoli punti allo scudetto : è quello che storicamente hanno fatto tutti gli allenatori delle squadre forti a inizio campionato.
        Quelli diverso era Sarri.

        • Sarri si è sempre lamentato e basta. Perché quando non la vedeva nemmeno contro l’Atalanta od il Sassuolo non metteva in mezzo il fatturato, il cialtrone furbetto. L’unico vero rivoluzionario del calcio italiano è stato Zeman.

          • Luigi Ricciardi 7 luglio 2018, 9:23

            Sarri si è lamentato e basta è un’affermazione molto grossolana, e ovviamente basata sull’odio conclamato e acritico che hai nei suoi confronti.
            Il cialtrone furbetto parlava del fatturato come elemento base per la programmazione di un percorso a lungo termine di una squadra, ovvio che la singola partita non faccia riferimento. Ma tanto lo sai, ma per sostenere il personaggio che ti sei creato devi scrivere queste cose, ed è un peccato, perché ne guadagnerebbe la discussione generale.
            A proposito, Zeman su Sarri diceva che «Il calcio di Sarri è quello più zemaniano di tutti? Vedere il Napoli è una delle cose più divertenti adesso in Italia. Ma è un gioco troppo complicato per uno come me che ama le cose più semplici. E’ un gioco fatto di troppo possesso, di tanti passaggi. Io ne farei sempre qualcuno in meno ma è colpa mia che non capisco. Ma in ogni caso il suo Napoli è una delle poche cose per cui vale la pena accendere la tv per vedere la Serie A».
            Questo è un bel giudizio di una persona intelligente : rimarcare precisamente cosa si pensa in positivo e in negativo, senza cadere nell’ esercizio sterile ed acritico (e quindi poco intelligente) del manicheiesmo.

          • Angelo Trocchia 7 luglio 2018, 12:22

            Tutto giusto Luigi ma non so se puoi dare del tu al direttore. 🙂

          • ma io vorrei capire una cosa, il vostro guru, ha ammorbato un paese intero con la storia dei fatturati, e voi tutti in ginocchio in trance spirituale, ad acclamarlo, però poi stranamente quando vi ricordano che il Napoli, non può spendere sul mercato per prendere i top player, rispondete che Adl è un pappone, lo vedi che siete in mala fede, i piagnistei di Sarri sul fatturato Adl non li ha mai fatti. Ma il bello è che se quei discorsi, li fa il presidente (ed è successo qualche volta) vi scatenate, dando il meglio del vostro carognismo, quando li faceva il ratto toscano tutti ad applaudire in visibilio, in estasi. Quando vi diciamo che un top player da 10 milioni l’anno non può venire, vi scatenate, quando Sarri diceva che il Napoli non può comprare giocatori da 70-80 milioni, tutti muti, ma come lo spieghi? Sarri è stato l’allenatore della serie A con + piagnistei durante un campionato, ed è riuscito a mettere d’accordo i tifosi di tutto il paese che fosse un vero lamento ambulante, altro che frase grossolana, pura e semplice verità. Quei lamenti erano tutti volti ad esaltare i propri meriti, come se fosse arrivato secondo con l’empoli, mentre aveva in mano un’ottima squadra con la quale è stato capace di vincere nulla in 3 anni, a differenza di chi lo ha preceduto, che oltre ad avere una squadra meno forte, gli ha praticamente lasciato una formazione titolare fatta, che il signor Sarri si è dedicato a far invecchiare senza saper inserire praticamente nessuno, e questo è un altro record del ratto, ma io vi aspetto alla prova del 9, la premiere league, è li che vi aspetto, come vi ho aspettato con Benitez e con Mazzarri, allora non mi presi le soddisfazioni che dovevo questa volta sì

          • Luigi Ricciardi 8 luglio 2018, 14:22

            Trovami un intervento in cui abbia chiamato adl pappone,o che mi sia lamentato del mancato arrivo dei top player. Uno solo. Dai, cercami il link. Aspetto.
            E parla al singolare, io sono uno.

          • adesso scopriamo che sei un ammiratore di Adl, allora come non detto, scrivimi in risposta che condividi l’ammirazione che il Sole 24ore, calcio e finanza o il corsport ecc hanno verso il nostro club., e pace
            Personalmente credo che se anche solo il 20% dei napoletani napoletani fossero come Adl vivremmo in un’altra città, credo che sia il miglior presidente della storia del Napoli e che i suoi limiti se rapportati ai disastri clamorosi di cui il popolo napoletano è artefice, sono 0. Uscite fuori luogo? vogliamo parlare delle uscite degli altri presidenti? mi vuoi citare qualcuno che ammiri? gli agnelli, berlusconi? chi dovrebbe essere il nostro modello? florentino perez che si prende a schiaffi con Ronaldo, i presidenti del Barça, di cui l’ex, Rossell, è addirittura in carcere, chi ti piace Abramovich? dai sono curioso, ovvio che parlo dei club importanti per cui il presidente del trapani magari non è un termine di paragone
            però voglio farti notare solo una cosa, non è la stessa cosa essere presidente di una società che opera in un contesto civile come Monaco, Londra, Parigi ecc ecc e fare il presidente del club di una città considerata la Calcutta d’europa.

          • Luigi Ricciardi 9 luglio 2018, 9:26

            Allora, cerchero’ di essere chiaro una votla per tutte: io non ho mai criticato la societa’ per il tipo di mercato e per quello che e’ riuscito a costruire in questi anni, ma non posso vedere in Sarri il motivo per cui non si e’ vinto lo scudetto o qualche altro titolo. Sarri era, per me, un valore aggiunto e non un valore sottratto.
            La colpa dei mancati successi e’ della Juventus, cosi’ come per la stessa Juventus e tutte altre squadre d’Europa la colpa di non aver vinto la Champions e’ del Real Madrid.
            Ovviamente dico Juventus e includo una certa stampa, certi arbitraggi, e cosi’ via. Ho sempre detto che il Napoli parte strutturalmente sfavorito (come diceva Sarri) e che per vincere bisognasse aspettare un loro anno sbagliato, cosa che purtroppo non avviene da sette anni consecutivi, e quando avviene arrivano anche in soccorso le truppe cammellate.
            Di De Laurentiis non apprezzo il carattere, una certa superbia e arroganza, che lo porta a sbagliare abbastanza spesso tempi e modi delle proprie dichiarazioni, e non ci sarebbe niente di male, se le stesse non danneggiassero il Napoli stesso. A memoria, non esiste presidente della serie A recente che quasi sente il bisogno di litigare con tutti quelli che vogliono lasciare il Napoli, siano essi allenatori o giocatori (pensa ovviamente ad Higuain, oltre che a Cavani).
            Ma il Napoli lo gestisce benissimo, e gli manca solo la capacita’, al momento, di strutturare una societa’ che sappia crescere in fatturato strutturale che non sia legato ai soli risultati sportivi e alla vendita di calciatori. Per adesso non ci riesce, un po’ per le dimensioni del Napoli stesso, un po’ per il contesto in cui opera, un po’ per il suo carattere.
            E con questo spero, una volta per tutte, di non dover sentire piu’di carogne, ratti, guru, e compagnia cantante.

          • che Adl non sia perfetto non è un mistero, sicuramente anche tu ed io non siamo perfetii e probabilmente ci sarà qualcuno come te nella nostra vita che ce lo ricorda ogni giorno. Quello che è inaccettabile è che ogni giorno ne tirate fuori una, per avvelenare non importa la dimensione della bugia, l’importante è tirare fango. La mala fede si vede dal fatto, che Sarri che è stato il peggior comunicatore della seria A, facendo diventare oltre che se stesso, tutto il calcio Napoli lo zimbello della serie A, non avete mai detto una parola, omofobo e uomo volgare è stato difeso dalla marmaglia, invece il pappone romano quello si è un cafone ignorante, lo vedete che siete gentaglia in mala fede,. Il signor Sarri vuole andar via? non ci sono problemi, tanto è vero che Adl ha ringraziato il tecnico e gli ha augurato buona fortuna, Sarri NO, perchè è un ratto. Adl per quanto non abbia digerito la partenza di HIguain, non si è certo presentato sullo stadio con la maglietta o un cartello con scritto 71, e non ha mai risposto alle provocazioni di HIguain, anzi …voi invece avete sempre strumentalizzato questi ratti per attaccare la società.
            Dici bene che il Napoli è gestito benissimo, sulla crescita del fatturato però incidono fattori che non consideri e che sono determinanti
            1) il Napoli ha un’utenza molto limitata, non ha blasone
            2) una bella fetta dell’utenza non porta un centesimo, mica finanza lo stadio come a Torino,non paga neanche la metro o gli autobus figuriamoci, abbonamenti e biglietti, e sono quelli che si lamentano
            Per crescere strutturalmente, ci vogliono i titoli, gli scudetti e le coppe internazionali che attirano top player e quindi utenza
            3) l’enorme difficoltà di fare impresa sul nostro territorio estremamente malato, mentre Torino forse l’unica città veramente europea in Italia, regala (praticamente) i terreni (per altro in posizione eccellente) alla juve per fare lo stadio, Napoli si ostina a tenere un ferro vecchio e fatiscente come il S Paolo per fare i masaniello della situazione
            La sensazione è che Adl abbia portato il Napoli al culmine come società, e che per crescere adesso ci sia bisogno della crescita del pubblico, del territorio, il che francamente è utopia. Noi siamo quelli che prendono la vesuviana non paghiamo il biglietto e diciamo che il servizio fa schifo, la scusa è ” ma se il servizio fa schifo perchè devo pagare?”, tutto è dovuto, poi se ti danno tutto a Napoli per esempio la città della scienza, gli diamo fuoco, allora la scusa sarà ” è che lo stato ci ha abbandonato”, e tu con questo panorama de 7° mondo te ne vieni e insinui, che se il Napoli non cresce è colpa sua? a parte che il Napoli è cresciuto come nessuno in Europa e anche in maniera equilibrata, ma è anche ora di rendersi conto da dove veniamo e chi siamo, se vogliamo continuare a fare i wuappi di marzapane dove andiamo? Credo che in 14 anni si sia meritato la medaglia e glielo do io che non sono un suo fan, voi invece la date a Sarri, ma cosa ha vinto Sarri a Napoli o altrove è un mistero, che poi Sarri lo ha portato Adl con voi che vi strappavate i capelli, il che è grottesco, Higuain idem, quando è arrivato al posto di Cavani ne avete dette di tutti i colori, adesso è un santo, fatemi il piacere tifate juve, siete zavorra, non portate un centesimo, avvelenate l’ambiente, qual è lil vostro apporto?

      • Angelo Trocchia 6 luglio 2018, 9:03

        Abbiamo fatto 91 punti … “i seguaci”, wow.

  12. francesco russo 5 luglio 2018, 11:23

    Attenzione che l’ultimo che provó a fare il manager fu messo da parte dal presidente che gli ricordó la separazione dei ruoli
    Bene annunciare l’obiettivo ma poi bisogna agire di conseguenza
    Allo stato attuale l’organico non corrisponde ai desideri

    • antonio consiglio 5 luglio 2018, 17:50

      esatto .
      facile fare i proclami il 5 luglio. i tifosi si fomentano e si illudono .
      ma poi ai proclami devono seguire i fatti .
      e prima di tutto i fatti dovrebbe farli la società.
      allo stato dell’arte il napoli è pressocchè lo stesso di quello di sarri ma con alcune incognite quali il portiere che vanta appena 12 presenze in serie A e il gioco che , senza sarri e il suo mentore, jorginho , dovrà per forza essere differente; il tutto con possibili ricadute in termini di rendimento dei singoli .

      • I tifosi allora sono incapaci di intendere e di volere. Una cosa è avere un obiettivo, un’altra cosa è vincerlo. Ma perché non si dovrebbe apprezzare la voglia di competere di Ancelotti, mentre anzi adesso lo aspettate tutti al varco? La finta modestia di Sarri tanto vi piaceva? Ma all fine ha portato solo tanti punti, ma zero tituli…

        • Raffaele Sannino 6 luglio 2018, 14:25

          Questi soggetti fanno ragionamenti contorti,Benitez conquistò due coppette e lo ricordano perché terminò a 24 punti dalla juve. Per i 91 punti di Sarri hanno festeggiato con i tric -trac.Valli a capire…

          • francesco russo 6 luglio 2018, 18:34

            a me andava benissimo anche Benitez così come non ho nulla contro Ancelotti. Il punto non è questo

          • Sono degli ignoranti. Sopratutto i più istruiti. Perché incapaci di svestire i panni del tifoso anche quando la palla non rotola…

          • francesco russo 7 luglio 2018, 19:24

            Ora va di moda il tifoso commercialista esperto di bilanci
            Io ho lavorato nel Napoli di Ferlaino che alla fine è stato devastante perché ha svuotato le casse prima di cedere la società e credo di avere imparato molto da quella esperienza

          • Ma non è una moda il tifoso commercialista è un modo per non sparare hazzate….

          • francesco russo 8 luglio 2018, 19:16

            Lei parla di cose che non conosce… e comunque usi un linguaggio più civile.

          • Ma come ti sei fatto andare bene uno che ogni secondo bestemmiava e ti rizeli per un motteggio ???

            Se parlassimo tutti solo delle cose di cui abbiamo conoscenza profonda, diretta e certificata non parlerebbe quasi nessuno, ovvero ci si parlerebbe addosso solo di cose che si sanno senza ampliare la propria mente, anche sparanza qualche hazzata ogni tanto.

          • francesco russo 9 luglio 2018, 14:32

            Forse non ha capito. Oppure mi sono spiegato male. A me andavano benissimo tutti gli allenatori che abbiamo avuto negli ultimi anni (forse con l’eccezione di Donadoni). La mia perplessità è relativa alla linea editoriale del Napolista che saluta con giubilo il ruolo manageriale di Ancelotti (ottimo allenatore, a scanso di equivoci) quando colui che lo stesso Napolista ha sempre osannato (cioè Benitez) dopo un anno è rimasto fortemente disilluso (ricordiamoci tra l’altro il (non) mercato del 2014) di poter pianificare una società più forte. Benitez spiegò al presidente che per poter far crescere la società occorreva muoversi in una certa direzione. Direzione che evidentemente non interessa alla proprietà.

          • A capire ho capito. Forse a spiegarti non ti sei spiegato. Ed anche adesso è un pensiero monco che non arriva ad una conclusione, bensì solo una vaga presunzione di conoscenza degli obiettivi societari.
            Tralasciando le tue traballanti argomentazioni, ti rispondo nel merito delle tue perplessità tra Benitez ed Ancelotti. Il bienno di Benitez, con il famoso non mercato del 2014, ha seminato per il raccolto (di complimenti ed estasi da bel gioco) dell’ultimo triennio. Ciò ha portato il Napoli a crescere ed affermarsi stabilmente nei primi tre posti del campionato. Probabilmente (non ho la tua approfondita conoscenza….) Ancelotti sarà un altro periodo di semina, che abbiamo visto con Benitez può portare anche qualche vittoria. E gli acquisti di giocatori cosi giovani potrebbe rafforzare la mia tesi opinabilissima. Alla fine voi tutti non avete capito che il progetto Napoli non è Ancelotti, ne Sarri, ne Cavani, il progetto Napoli è nei famosi quinquenni di cui il presidente parlò all’inizio del suo avvento a Napoli. Probabilmente i primi tre quinquenni sono durati 14 anni, ed con Ancelotti si inizia una nuova era. Io questo non lo so. Posso immaginarlo, perchè oltre a saper leggere e far funzionare il cervello, non appartengo come è stato per te a nessun “inner circle”…

          • francesco russo 10 luglio 2018, 16:50

            Lei continua ad eludere l’incipit del mio intervento. Per cui saprà pure leggere ma poi risponde a bastoni quando io chiamo a coppe. Tante care cose.
            PS: non appartengo a nessun “Inner circle” ma ho solo avuto la sorte, per un verso appagante ma tragica per altro, di aver vissuto il mondo del calcio dall’interno.

    • La “separazione dei ruoli” fu a causa della ribellione di Bigon, che invece di fare gli interessi della società pendeva dalle labbra di un Benitez poco motivato e confuso. È il motivo per cui a Giuntoli non viene lasciato troppo spazio di manovra.

      • francesco russo 6 luglio 2018, 17:10

        mi riferivo alle affermazioni del napolista che saluta con gioia il piglio manageriale di Ancelotti senza considerare che il presidente non ama queste invasioni di campo come già dimostrato con il business plan di beniteziana memoria

        • Ma non è vero, il problema è che Benitez era convinto che non bisognasse mai essere punitivi con i calciatori e in questo portò bigon dalla sua parte costringendo de laurentiis a far finire il ritiro, che invece ci aveva portato a vincere con un sonoro 3-0 in casa contro la fiorentina e al capolavoro della semifinale. Era una squadra distratta con un manager distratto quell’anno.

          In realtà la forza del napoli è saper costruire le squadre adatte per i suoi tecnici, e i tecnici hanno sempre una certa rilevanza sul mercato, a differenza ad esempio della juve, dove allegri fa quello che gli fa trovare marotta e basta, ma prima o poi il fatto di non riuscire a vincere porta sempre il tecnico di turno di andare a farsi amici stampa e tifosi, dicendo che il napoli ha il fatturato più basso, non compra i giocatori etc.. Speriamo che con ancelotti per una volta la storia vada diversamente, ma deve essere anche il presidente bravo a usare mazza e panella, il napoli deve proseguire con la sua filosofia, ma riuscendo anche ad accontentare il tecnico con qualche nome top a lui gradito.

          • francesco russo 7 luglio 2018, 18:54

            Parliamo di cose diverse. Fatto sta che a non volere l’allenatore manager è proprio il presidente

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