La gioia per il gol di Diawara ha silenziato le frasi sibilline di Sarri sul suo futuro

«Dal punto di vista emotivo non lascerò mai questo pubblico». Fosse stata detta in un altro momento, sarebbe passata come frase d’addio. Ieri ha aperto alcuni scenari ipotetici.

La gioia per il gol di Diawara ha silenziato le frasi sibilline di Sarri sul suo futuro
Sarri (Ciambelli)

L’intervista a Sky

Ne abbiamo fatto un titolo a parte, ieri: durante l’intervista a Sky, nel postpartita di Napoli-Chievo, Maurizio Sarri ha parlato in maniera sibillina del suo futuro. C’è stata una frase, che ci ha colpito: «Dal punto di vista emotivo, non lascerò mai questo pubblico». Fosse stata detta dopo una partita “normale”, senza grossa carica emotiva, ci sarebbero tutti gli estremi per considerarla come una frase d’addio. In realtà, l’ubriacatura di gioia per il miracolo di Milik e Diawara l’ha fatta passare in secondo piano.

In ogni caso, si tratta di parole che vanno analizzate anche in base al contesto in cui sono state dette. Ovvero: un’intervista in cui Sarri aveva deciso di non parlare del suo futuro. Precisione (quasi) assoluta su domande e risposte: “Questo pubblico le ha dato tanto, le darà tanto anche in futuro?”. Risposta di Sarri: «Dal punto di vista emotivo, non lo lascerò mai. Non mi interessa nemmeno, in questo momento. La valutazione sarà soltanto mia, e devo pensarci con calma. Magari è il presidente a non volermi più». L’ultima parte, va sottolineato per dovere di cronaca, è stata detta col sorriso, a mo’ di battuta.

Il Sun e il Chelsea

Torniamo al punto precedente. Nessuno ci ha fatto caso, il Napoli ha vinto soffrendo ed è ancora in corsa per lo scudetto. Dal 1990 non succedeva così, ad aprile inoltrato. Questo dovrebbe (s)chiarire ogni ragionevole dubbio sul giudizio di Sarri, sulla valutazione dei suoi risultati. E sul fatto che, anche per il futuro, possa essere il tecnico giusto per il Napoli – al netto di difetti umani, chiari, riconoscibili.

Allo stesso modo, la frase detta ieri apre diversi scenari ipotetici nel rapporto con De Laurentiis. Il primo, più immediato e più semplice, è quello dell’indecisione. Semplicemente, Sarri vuole valutare le opportunità che si stanno creando o potrebbero crearsi intorno a lui. In questo senso, le indiscrezioni circolate in mattinata sul tabloid inglese Sun in merito al possibile interesse del Chelsea per il post-Conte sono da considerare “inventate ma non troppo”, perché qualcuno avrà pure preso informazioni sull’allenatore del Napoli – sarebbe impossibile non farlo dopo il lavoro di alta qualità portato avanti negli ultimi tre anni, anche se lo scrive il Sun. Che poi è una suggestione condivisa, riportata anche dal nostro esperto di mercato Gipo Mainardo Keynes e dal sito These Football Times, che ha romanzato un possibile avvicendamento sulla panchina di Stamford Bridge.

L’altra possibilità sarebbe quella del tira e molla sugli aspetti del rinnovo. Che vanno dalla (sacrosanta) ambizione ad un aumento di ingaggio fino a un accordo reale sulle tematiche tecniche della nuova stagione, anzi del nuovo progetto. Infine, l’ipotesi più assurda: De Laurentiis che decide di non tenere Sarri. La scriviamo anche noi con un sorriso. Vedremo come andrà, di certo la situazione appare ancora lontana dalla sua definizione. La concentrazione del momento e per il momento, com’è giusto che sia, deve essere spesa tutta sul campo. Sette partite da qui alla fine possono dire tanto, forse tutto, anche sul futuro professionale di Maurizio Sarri.

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  1. Effettivamente senza il gol di Tonino Diawara si sarebbe scatenato l’inferno mediatico sul tema. Fine di un ciclo, passi di addio e bla bla bla.
    Ma in effetti il clima resta quello nonostante il grande entusiasmo distribuito a larghe maniche, come se fossimo persino incapaci di goderci le gioie sino in fondo. Almeno quelle del gioco.

  2. Sì come Mazzarri e Benitez credono che altre squadre abbiano più disponibilità del Napoli per mettere in luce il loro grande talento di tecnici. Sono finiti al Newcastle e al Torino. Ci faremo una ragione pure di Sarri.

    • Possibile che succeda lo stesso per Sarri, però è pure vero che dopo Higuain/Callejon!/Reina/Albiol non abbiamo preso neddun giocatore affermato. Solo colpa di Sarri? L’anno prox si vedrà, per me ha già un accordo altrove

      • Allan Milik maksimovic chiriches hysaj Mario rui rog e zielinski sono costati 0 euro e ragione. Presideee te magnat e deeeenaaaarrr

  3. Francesco Sisto 9 aprile 2018, 21:30

    Sarri resta al 90%, per varie ragioni:
    La prima, la piu` ovvia, della quale spesso ci si dimentica: Sarri HA ANCORA 2 ANNI DI CONTRATTO, il tecnico non e` a scadenza, anche se c’e` una clausola (valida per un periodo di tempo limitato) che puo essere pagata da chi lo vorrebbe, ma comunque ha un contratto in essere.
    La seconda e che DeLa non e` un fesso, e sa i meriti di Sarri, e non ci pensera` 2 volte ad offrirgli un adeguamento di contratto consone.
    Tra l’altro, Aurelio non e` mai stato un “mangia allenatori” anzi, se proprio vogliamo, mi sembra un “sentimentale” uno che si attacca ai suoi dipendenti.

    • Non è un mangia allenatori, ma sul mercato non sono mai andati d’accordo, un po’ come con Benitez. Certo sarà difficile scegliere un profilo giusto perché ormai si è capita la solfa: un allenatore che ottiene qualche successo con il Napoli, poi inizia a pretendere tizio caio e sempronio che il Napoli non può permettersi, come Benitez che ci ha fatto perdere i mesi dietro a Mascherano per poi farci prendere David Lopez per disperazione. E ogni volta che lotteremo comincerà a dire che c’è una differenza di fatturati perché si vuole lavare le mani (chiunque arrivi) del fatto di non riuscire a vincere qualcosa di importante.

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