«Perché Sarri è l’uomo giusto per il dopo Conte al Chelsea»

Lungo articolo del magazine inglese These Football Times. Un elogio dell’allenatore del Napoli e un’analisi sul perché è il momento propizio per trasferirsi a Stamford Bridge.

«Perché Sarri è l’uomo giusto per il dopo Conte al Chelsea»

Eredità

Un lungo articolo del sito These Football Times racconta la possibile nuova vita di Maurizio Sarri come manager del Chelsea.  Abbiamo già riportato diverse volte alcuni pezzi del magazine inglese, come per esempio il reportage sulla carriera napoletana di Careca o una retrospettiva su Reina. Ovviamente il passaggio di Sarri a Stamford Bridge è una suggestione calcistico-narrativa, non ci sono notizie di flirt londinesi del tecnico del Napoli. Piuttosto, c’è una lunga analisi argomentata sull’eventualità di questo trasferimento, tra significati del campo e fuori dal campo.

Tutto parte dalla differenza con «il gioco difensivo di Antonio Conte, che ha disilluso i tifosi del Chelsea ed è stato deriso come anti-calcio in alcuni ambienti. Sarri, invece, è fan di un certo stile calcistico». Poi si passa alla lettura del suo curriculum, un’operazione fatta con un certo realismo: «Lavorare con Empoli e Napoli non ti qualifica immediatamente come allenatore del Chelsea. Però è importante capire perché Sarri non ha mai alzato al cielo un trofeo importante. La sua carriera ad alto livello dura da appena tre anni, ed ha dovuto fare i conti con l’egemonia della Juventus sul calcio italiano».

Il campo

La storia di Sarri la conosciamo, quindi passiamo direttamente alle suggestioni del gioco. «Il tecnico del Napoli è famoso per il suo gioco dinamico, incentrato sulla pressione, sul possesso palla e sulla rapidità. Jorginho è lo Xavi di Sarri, le sue straordinarie statistiche descrivono il calcio praticato dall’allenatore toscano. E poi ci sono anche gli altri. Sarri è un allenatore nella forma più pura del termine perché migliora le performance individuali e collettive della sua squadra. Si pensi alla crescita di Kalidou Koulibaly, considerato da molti non all’altezza del Napoli. Oggi è uno dei difensori centrali più richiesti d’Europa, lo stesso Chelsea ha presentato un’offerta di 58 milioni di sterline rifiutata nel 2016. Ma perché acquistare il prodotto quando è possibile assumere l’inventore?». Stesso discorso per Faouzi Ghoulam ed Elseid Hysaj.

Ovviamente, non manca il riferimento a Mertens. L’ex fantasista belga, oggi centravanti, è una delle intuizioni più felici nella carriera di Sarri. Ci sono anche alcune dichiarazioni di Dries: «Sembra che Sarri abbia già giocato la partita nella sua testa, in questo modo in campo hai un uomo in più. Mi ha insegnato il calcio».

Il Chelsea

Il discorso si ampia anche alla squadra londinese, a quelli che potrebbero essere cambiamenti e benefici legati all’arrivo di Sarri: «I giocatori hanno davvero bisogno di una spinta di fiducia dopo una stagione di critiche incessanti di Antonio Conte». Il riferimento è alla diatriba del manager salentino con la società per il mercato estivo. Anzi, Sarri ha una vera e propria idiosincrasia per la campagna trasferimenti, una volta descritta come «il rifugio per allenatori deboli. Del resto il Chelsea ha una struttura piramidale, il tecnico non è pienamente coinvolto nelle scelte dirigenziali, e presto a Stamford Brisge dovrebbero assumere un nuovo direttore sportivo. Si parla di Luís Campos del Lille, di Marcel Brands del PSV o addirittura di Frank Lampard».

La lettura del rapporto iddi SArri con i giovani è limitata. Nel senso che TFT scrive di un Sarri attento al lancio e allo sviluppo dei giovani, prendendo ad esempio il percorso formativo di Hysaj, Rugani, Regini, Zielinski. Nel Napoli, la situazione è un po’ diversa, non che Sarri sia nemico dei calciatori giovani, ma di certo la gestione dell’organico secondo il criterio titolari(ssimi)/riserve non è il massimo per lo sviluppo di calciatori non ancora pronti da certi punti di vista.

Arezzo

Il pezzo si conclude ricordando come un passaggio di consegne Conte-Sarri sia già avvenuto. Ad Arezzo, nel 2007. Anzi no, riprende il concetto iniziale: «È il momento migliore per importare il Sarri-ball (una definizione utilizzata anche dal Telegraph) in Premier League. Guardiols ha dimostrato che un altro calcio è possibile, anche in Premier League: il suo City è in testa al campionato e ha reso fuori moda il Manchester United di Mourinho. Dai tempi dell’addio di Ancelotti, i tifosi del Chelsea vogliono un nuovo allenatore-intrattenitore. Sarri risponderebbe appieno a questa richiesta»

 

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