Sarri: «La lunga assenza di Milik aumenta i meriti di questo Napoli»

«Non ho visto il gesto di Insigne ai tifosi, cose che possono capitare. Mertens? Non mi preoccupo se un calciatore gioca due o tre partite sotto tono»

Sarri: «La lunga assenza di Milik aumenta i meriti di questo Napoli»

Maurizio Sarri in conferenza stampa dopo Napoli-Chievo 2-1

Il peso del gol di Diawara

«Non lo so che peso ha avuto il gol di Dybala contro la Lazio. Questo di Diawara è un gol che ci dà benzina. La partita i ha dato tre indicazioni positive. Il primo caldo della stagione è indicativo delle condizioni di una squadra. Il secondo riguarda Milik e Diawara. Il fatto che Milik sia tornato al gol è la dimostrazione lampante di quanto siamo sfortunati a dover fare a meno di lui per due periodi lunghissimi. Diawara l’anno scorso è stata una sorpresa e come spesso accade ai giovani ha vissuto una stagione di assestamento. La quarta è che il pubblico ha vinto la partita».

Il gesto di Insigne

«Il pubblico ci ha dato una mano, poi bisogna accettare che il pubblico rumoreggi. Era un momento di stress, perdere una partita così sarebbe stata una situazione stressante. Penso Lorenzo ce l’avesse anche con sé stesso. Poi le cose tornano a posto, sono cose che possono succedere. In campo non me n’ero accorto»

Cosa non ha soddisfatto Sarri?

«La sensazione che stavamo sbagliando qualcosa, non ce l’ho avuta. Ho visto una squadra che difendeva altissima, che non concedeva ripartenze agli avversari. È un momento in cui le scelte negli ultimi venti metri non sono dei più felici. Sarei più preoccupato se non creassimo nulla».

Milik titolare

«È da vedere, qualche dubbio sul minutaggio di Milik ce l’abbiamo tutti. Ha perso dodici degli ultimi diciotto mesi di allenamento. La perplessità sulla tenuta di Milik c’è. Le mezz’ore le fa alla grande, come ha dimostrato anche contro il Sassuolo. Può giocare titolare in due moduli. È palese. Un grande merito del Napoli è aver saputo ovviare all’assenza così lunga di un calciatore così importante».

Mertens

«Non riesco a preoccuparmi ferocemente se un calciatore gioca due o tre partite sotto tono. Se pensi che in altri sport in cui devono puntare a un solo obiettivo di una stagione, il top di un atleta non può durare più di tre settimane. Quindi è normale. Però se non sei capace di supportare quando ti dà il novanta per cento, non ti darà mai il 101%»

Un gol all’ultimo minuto può annullare la stanchezza stagionale?

«Può essere un episodio che ci può scatenare soddisfazioni positive. È anche un episodio logico. Era illogico il risultato fino a quel punto. Cerchiamo di non prendere due pali a partita e di mettere a posto le partita in maniera logica prima. Con Milik abbiamo potuto cambiare modulo e atteggiamento».

Non è finito il campionato

«Durante la partita il pensiero era alla partita. Era stressante vedere la squadra perdere senza aver concesso nulla e dopo aver creato. A fine partita, vedo 77 punti e sono contento. Ci piacerebbe fare velocemente il record di punti della storia del Napoli».

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