Il mio giorno all’improvviso è Diego Maradona: dal suo arrivo, sento l’orgoglio di tifare Napoli

Ero un bambino, mi lasciavo ferire dalle umiliazioni dei miei coetanei che tifavano per la Juventus. Maradona mi diede la forza per tifare Napoli senza vergogna.

Il mio giorno all’improvviso è Diego Maradona: dal suo arrivo, sento l’orgoglio di tifare Napoli

La bandiera accanto alla roulotte

Sin dai primi anni 80 (sono classe ’76) ho iniziato a seguire il calcio. Molti miei amici del quartiere, anzi quasi tutti, erano tifosi della Juventus per il più classico dei motivi: era la squadra più forte. Io non volevo farmi corrompere: “Il Napoli rappresenta la mia città e io devo tifare per la squadra che rappresenta la mia città”. Solo che ogni domenica era un’umiliazione, fino quasi a costringermi a nascondere la mia voglia di tifare per il Napoli. Purtroppo ero piccolo ed era facile che mi facessi trasportare. Ma tenni duro.

Fino a quando un’estate partimmo per le vacanze, e si vociferava insistentemente di un nuovo calciatore in arrivo all’ombra del Vesuvio. Era un certo Maradona. Papá ogni giorno con la sua tv in bianco e nero da 6 pollici, incorporata in una radio, cercava di avere notizie ufficiali. Ed io, che ne capivo poco, pensavo che quel calciatore avrebbe fatto in modo da liberarmi dal peso dell’umiliazione. Sarei stato orgoglioso di dichiararmi tifoso del Napoli.

Viene, non viene, non viene, viene. Quando un giorno all’improvviso, tornando dalla spiaggia, vedo sventolare una bandiera azzurra gigante con la faccia di Maradona, proprio accanto alla mia roulotte, scoppio di gioia. Capisco che è fatta, Maradona è del Napoli. Non avevo nemmeno otto anni, da allora sbandiero la mia passione senza nessun timore. Un giorno all’improvviso, orgogliosamente tifoso del Napoli al 101%.

 

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