Fiorentina-Napoli non si è mai giocata

La testa rimane a Orsato. Koulibaly espulso dopo otto minuti. La Fiorentina vince 3-0, con doppietta di Simeone. Squadra scarica e assente mentalmente, va solo applaudita

Fiorentina-Napoli non si è mai giocata

La partita dura otto minuti

L’ombra di Orsato due volte le mia. Lui sorvolava, io ci pensavo.

Fiorentina-Napoli non si è mai giocata. Forse sarebbe stato impossibile il contrario. Troppo dirompenti i fatti di San Siro. Il Napoli non si è mai visto all’Artemio Franchi. Difficile chiedere di più a una squadra che ha commosso, emozionato, ha offerto un gioco spettacolare e ha imparato ad avere nervi d’acciaio. Ma tutto ha un limite. Anche il meccanismo quasi perfetto che in tre anni aveva sincronizzato Maurizio Sarri. Finisce incredibilmente 3-0 per la squadra di Pioli: tripletta di Simeone. E la Juve ora ha quattro punti di vantaggio a tre giornate dalla fine.

I fatti di ieri sera sovrastano la cronaca della partita. Una partita che nel primo tempo dura otto minuti. Il tempo di giocare undici contro undici. E anche in quegli otto minuti, non si vede il solito Napoli. Poi, succede il fattaccio. Protagonista proprio Koulibaly l’eroe dell’Allianz Stadium. Nemmeno lui regge. Forse per la prima volta in questa stagione, sbaglia la posizione su un lancio per Giovanni Simeone. Si lascia scavalcare dalla palla, come un pivello, e stende il Cholito. Qui, Mazzoleni è impeccabile. Prima assegna il rigore e nega l’espulsione per il centrale difensivo. Poi, grazie al Var, corregge: fallo fuori area, punizione dal limite e quindi espulsione di Koulibaly.

Il gol del Cholito

Mai il Napoli di Sarri aveva subito un’espulsione che aveva stravolto la partita. Il tecnico non se la sente di ripetere quel che fece Sacchi nel 94 con Baggio e toglie Jorginho e non Hamsik per Tonelli. Sarebbe cambiato poco. Il Napoli non gira. Non effettua un tiro in porta nel primo tempo. C’è molto nervosismo. Il Napoli non mette messo in croce tre passaggi di fila. L’unica occasione capita sui piedi di Insigne che incredibilmente la cicca.

La partita è nervosa. Tanti ammoniti. Callejon quasi perde la testa. Poi a sbloccarla ci pensa il Cholito assoluto protagonista oggi. In tribuna al Franchi dicono che non ha mai giocato così quest’anno. Altro che scansarsi. Al 34esimo, il centravanti piomba su un pallone calciato in maniera non esemplare da Biraghi, la difesa azzurra dorme e Simeone, tutto solo davanti a Reina, la fa passare sotto le gambe al portiere azzurro. Il resto sono solo occasioni sprecate dai viola, la più clamorosa con Chiesa ma anche con Benassi. Il Napoli non c’è con la testa e quindi con niente. Ammoniti Saponara, Badelj, Callejon, Albiol.

Il secondo tempo

Nel secondo tempo cambia poco. Una fiammella di speranza al quinto minuto la regala Mertens che al volo chiude un ampio triangolo con Callejon ed effettua il primo tiro in porta. Poi, è solo Fiorentina che orchestra e gestisce a piacimento. Gioca per distacco la miglior partita della stagione. Sfiora ancora il gol prima con Veretout e poi con Chiesa. Al 57esimo, doppio cambio: Sarri si affida ad Arkadiusz Milik e Zielinski, escono Mertens e Hamsik. Milik fa sul serio, si fa subito ammonire per un’entrataccia su Biraghi. Insigne è uno degli ultimi ad arrendersi, torna a giocare al limite dell’area, è lui spesso ad avviare l’azione.

I cori della curva contro Napoli

Al 62esimo, su corner, arriva il raddoppio di Simeone. È Hysaj a servirgli involontariamente l’assist. Il “Franchi” esulta e canta con la Fiesole che intona “Noi non siamo napoletani” e inneggia al Verona squadra con cui sono gemellati. Chi ha osato pensare a un minor impegno dei viola contro il Napoli, evidentemente vive su Marte. È proprio Firenze, la sua Firenze a estromettere Sarri dalla lotta scudetto. Dopo Orsato, s’intende. Su questo campo, trent’anni fa, toccò a un altro Napoli perdere un altro scudetto quello del primo maggio. Nemmeno la cabala ci ha salvati. Il 29 aprile, data del secondo scudetto, è anche la data di questa infausta partita. C’è ancora il tempo, all’ultimo secondo, per il terzo gol di Simeone che firma la sua tripletta.

Dovremmo scrivere della prima sconfitta esterna del Napoli in questo campionato. Ma è materia per gli statistici. Qui bisogna solo celebrare lo straordinario campionato di questa squadra che ha totalizzato 84 punti in 35 giornate. Il campionato non è ancora finito, ma a questo punto recuperare quattro punti alla Juventus in tre giornate sembra impresa ai confini con la realtà. Il dolore e la delusione sono forti, molto forti, soprattutto per il modo in cui è maturata la vittoria di ieri sera della Juventus. Ora c’è solo da riempire il San Paolo domenica prossima per applaudire la squadra contro il Torino. Molto probabilmente è calato il sipario su un campionato di cui si parlerà a lungo.

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