Condò: «La nuova tendenza: Champions o campionato, devi scegliere»

La griglia delle semifinali di Champions esclude le capoliste dei grandi tornei europei: non succedeva da tanto, Condò parla di possibile «separazione delle carriere».

Condò: «La nuova tendenza: Champions o campionato, devi scegliere»

Il commento sulla Gazzetta

Ci hanno provato in cinque: Psg, Barcellona, Juventus, Manchester City e Bayern Monaco. Solo i tedeschi stanno centrando l’impresa. Paolo Condò fa statistica e dimostra come e quanto sia difficile portare avanti la doppia rincorsa a Champions e campionato.

Cominciamo coi dati: «Dunque la Roma, che nella classifica di Serie A divide il terzo posto con la Lazio, affronterà nelle semifinali di Champions il Liverpool, terzo in Premier a pari merito col Tottenham. Nell’altra gara la quarta della Liga, il Real Madrid, giocherà contro i campioni di Germania da poco confermati del Bayern. Se sommate gli attuali piazzamenti delle quattro semifinaliste, ottenete un numero – 11 – che dimostra quanto sia stata complicata questa stagione. O meglio, quanto gli scudetti a lunga gittata, quelli che già a Natale erano sostanzialmente assegnati (Manchester City e Paris Saint Germain su tutti, ma lo stesso Barcellona vantava un ricco margine), siano costati in termini di energie fisiche e mentali».

Una nuova tendenza

Condò non cita espressamente il Napoli, ma va da sé che che anche la squadra di Sarri fa parte di questa nuova tendenza. Che presuppone «una scelta scientifica, come quella del Real Madrid, dovuta alle alte aspettative
di Cristiano Ronaldo e di gran parte della rosa sul Mondiale». Certo, perché anche la kermesse in Russia ha in qualche modo orientato questa dispersione programmata e programmatica delle energie lungo la stagione.

Anche la Roma rientra nello stesso discorso di bilanciamenti: «Riletta a posteriori, l’annata giallorossa pare pianificata sulla Champions: partenza lenta in agosto, ascesa quasi verticale da settembre a inizio dicembre, lungo passaggio a vuoto invernale, robusta ripresa da febbraio in poi. Se  sovrapponete il calendario europeo a quello domestico, scoprirete che i picchi di rendimento coincidono: la squadra è scattata quando avrebbe dovuto pagare le partite ravvicinate,  viceversa ha frenato quando il diradarsi degli impegni l’avrebbe dovuta rilanciare.

I casi Juventus e Real Madrid

Condò riconosce il grande merito della Juventus («fare match pari col Real e lottare duramente a domicilio con il Napoli») e del Bayern Monaco («che però non ha una reale concorrenza interna»). In più, c’è l’eccezione Real Madrid, che l’anno scorso ha vinto la Liga e la Champions, insieme. In realtà, da tempo l’idea del Triplete è diventata molto più facile anche solo da considerare. Fino al 2009, solo il Manchester United era riuscito nell’impresa (nel 1999). Poi ecco il Barcellona (due volte), l’Inter, il Bayern. Quest’anno, invece, «potrebbe essere l’avvio di una nuova tendenza: separazione delle carriere, o uno o l’altro». Questo assunto di Condò sarà verificato a partire dalla prossima stagione.

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  1. nientedimeno? sarri “crocifisso in sala mensa” per dirla alla fantozzi, per aver perso, anzi, aver preso appena un gol di troppo, con lo shaktar e col lipsia, ed adesso “riletta a posteriori” è da elogiare la “programmazione” della stagione della roma, semifinalista in champions ma a quasi 20 punti dallo stesso napoli e che a dicembre-gennaio era lì lì per cedere dzeko e per cacciare di francesco, vista la stagione “fallimentare” fino a quel momento? Roba da matti veramente, io non ci posso credere a questi rovesciamenti di giudizio. O è giusto così solo perché l’ha detto Condò?

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