Quando Sarri fu obbligato dal Napoli all’elogio di Castel Volturno. Ne è passata di acqua

In tre anni i rapporti di forza tra De Laurentiis e l’allenatore si sono rovesciati. Oggi è il Napoli che cerca in ogni modo di trattenerlo. Un rapporto costellato di frecciate

Quando Sarri fu obbligato dal Napoli all’elogio di Castel Volturno. Ne è passata di acqua
Sarri e De Laurentiis in una foto di Matteo Ciambelli

Era appena arrivato a Napoli

Parli di centro sportivo e torna in mente il business plan. E di conseguenza la rottura prolungata tra Benitez e De Laurentiis sul Napoli del futuro. Ma viene in mente un altro dettaglio che probabilmente tanti tifosi ricorderanno. Era il 13 giugno 2015, Maurizio Sarri arrivò a Castel Volturno dopo una trattativa a dir poco laboriosa. E avvolto da un alone di mistero. L’ex allenatore dell’Empoli non aveva ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, le prime interviste le avrebbe concesse ai primi di luglio. Eppure quel giorno il Calcio Napoli pubblicò due tweet:

il primo recitava così: : “Ho visitato con grande piacere il centro sportivo di in compagnia del Presidente @ADeLaurentiis“.

 

E il secondo: : “Insieme a noi anche i miei collaboratori, abbiamo trovato un centro sportivo ampiamente attrezzato per le nostre esigenze”

Venne usato per rispondere a Benitez

Tweet ovviamente di stampo sovietico (non a caso fu quell’episodio a sancire la nascita di Zdanov). E soprattutto tweet che sembrano preistorici. Erano la manifestazione plastica dell’egemonia di De Laurentiis su Maurizio Sarri. Che veniva in questo modo “usato” per rispondere alle accuse lanciate da Benitez. I rapporti di forza, in quell’estate del 2015, erano tutti in favore del Calcio Napoli che aveva concesso all’allenatore toscano (ma nato a Napoli) l’occasione della vita, quella che cinematograficamente rese famoso Rocky Balboa.

Poi cominciarono le vittorie

Sarri si prestò, non aveva scelta. Lui che già all’Empoli aveva ben altro centro sportivo a disposizione. A quei tempi l’allenatore toscano era ancora incudine. Non durò molto. Tre mesi dopo, il 26 settembre, il suo Napoli sconfisse la Juventus di Allegri in un San Paolo che ancora non si era innamorato del nuovo corso: furono appena quarantamila gli spettatori per quel Napoli-Juve. Tre settimane dopo, il 18 ottobre, di spettatori ce n’erano cinquantamila per la sfida con la Fiorentina, sfida che aveva già il sapore dell’alta classifica. Poi arrivarono il primo posto, i gol a grappoli di Higuain e a gennaio 2016 il primo attrito ufficiale che segnò un cambiamento nei rapporti di forza tra i due.

Grassi e Regini

La frase sull’acquisto di Grassi e Regini al mercato di gennaio mentre il Napoli era in testa al campionato: «Evidentemente il Napoli non ha cambiato gli obiettivi di questa stagione che resta di costruzione». Come a dire che per lo scudetto sarebbe servito ben altro. I tweet dettati dalla società sulla magnificenza del centro sportivo di Castel Volturno erano un lontano ricordo. E nei rapporti di forza tra i due, la bilancia sarebbe stata sempre più sbilanciata in favore dell’allenatore.

L’intermezzo del rinnovo, poi il dolore per Higuain

Ci fu un solo intermezzo, datato 27 maggio 2016: il primo rinnovo di Sarri col Napoli. L’allenatore toscano parlò di gesto splendido da parte del presidente, disse di sentirsi parte integrante della famiglia del Napoli. In quell’occasione, De Laurentiis fu abile a piazzare la clausola rescissoria da otto milioni. Poi, però, arrivò il trasferimento di Higuain alla Juventus – che versò i 90 milioni della clausola rescissoria – e Sarri accolse la notizia come un sorso di olio di ricino. Resta tuttora una ferita aperta per l’allenatore nato a Bagnoli.

Le frecciate, da Genova a Madrid

Ripresero anche le frecciate, farne un elenco sarebbe troppo lungo. Memorabile la serata di Genova, quando Sarri si lamentò più della solitudine cui era costretto dalla società che per l’arbitraggio che ci sottrasse due rigori; seguì un comunicato della società che invitava l’allenatore a rispettare le decisioni arbitrali. Tafazzismo allo stato puro da entrambe le parti.

La stagione, dopo un inizio difficile, prese un’altra piega. Il Napoli di Sarri disputò un signor campionato, con un girone di ritorno eccellente, anche se non riuscì a conquistare il secondo posto. Portò però il club a raggiungere per la seconda volta nella sua storia gli ottavi di finale di Champions League e a tornare, trent’anni dopo, al Santiago Bernabeu per sfidare il Real Madrid. Anche quella sera non mancarono i fuochi d’artificio, con le accuse mosse da De Laurentiis alla squadra. Parlò di mancanza di cazzimma. Un’uscita eufemisticamente poco felice che mise altra distanza tra il presidente e l’allenatore, con il “popolo” schierato quasi tutto con Sarri.

Oggi i rapporti di forza sono completamente cambiati

Altro ci sarebbe da dire, ma non basterebbero trentamila battute. La dichiarazione di Sarri sul sacrosanto desiderio di arricchirsi, ad esempio. Veniamo ai giorni nostri, con il Napoli che ha macinato record su record ed è ampiamente in corsa per lo scudetto. Sarri è l’idolo indiscusso della tifoseria napoletana e adesso è De Laurentiis a temere che qualche club possa portarglielo via. Timore doppio: sia per le sorti del club, sia per la gestione della piazza. Sta provando e proverà in ogni modo a trattenere l’allenatore che ha affascinato l’Europa con il suo calcio. Dal canto suo, l’allenatore toscano è concentrato sul campionato in corso e – giustamente – sta anche alla finestra per vedere cosa succede. La clausola rescissoria da otto milioni scade a fine maggio. È un ostacolo non irrilevante anche per club di prima fascia come il Chelsea e il Psg che dovrebbero versare almeno 12 milioni di euro (8 di clausola più 4 di ingaggio) per avere Sarri in panchina. Anche se i Blues sembrano orientati su Luis Enrique e gli emiri parigini su Allegri.

Quel che è interessante constatare è quanta acqua sia passata sotto i ponti da quel 13 giugno 2015. Da quei complimenti forzati di Sarri al centro di Castel Volturno, alle attuali mosse – che possiamo definire disperate anche se la trattativa dovesse andare a buon fine – per cercare di trattenere il tecnico all’ombra del Vesuvio. Tre anni dopo, quel centro sportivo non sembra più “ampiamente attrezzato per le nostre esigenze”. Tre anni dopo, Sarri non è più un parvenu.

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  1. Salvatore Pirozzi 2 aprile 2018, 23:51

    La verità e che il presidente essendo colui il quale si sente l unico artefice di tutto non hai digerito che si parli del mister perche la gente a Napoli non lo ama…e soprattutto lui considera i napoletani dei provinciai e anche stupidi…non essendo lui napoletano considera il marchio Napoli solo business….i napoletani hanno anche odiato ferlaino perche e stato il carceriere di Diego pero gli ha sempre riconosciuto l essere partenopeo nel sangue….nessuno dimentica quando Corrado seguiva la squadra sui gradini degli spogliatoi….

  2. Giulio Valerio Maggioriano 26 marzo 2018, 13:16

    Comprensibile. Sarri era praticamente un esordiente in Serie A, il Napoli si stava già assestando ai piani alti. I rapporti evolvono…

  3. I grandi club europei ingaggiano solo allenatori che abbiano già dimostrato la capacità di vincere qualcosa (Cfr. Emery al PSG per aver vinto tre volte consecutive l’Europa Legue). Pertano, sono convinto che al momento Sarri non ha avuto nessunissima proposta concreta da parte di società top.
    Tutti aspettano l’esito del campionato italiano per decidere il da farsi. Lo stesso sta facendo Sarri, che valuterà a bocce ferme le opportunità che gli si presenteranno.
    Suppongo che qualora decida di cambiare aria, ADL, nonostante quello che si dice, non si straccerà le vesti.

    • giancarlo percuoco 26 marzo 2018, 16:01

      non sempre è così.
      Zidane non aveva vinto niente, lo stesso Luis Enrique, anche se questi ultimi avevano avuto dei rapporti in precedenza con le loro squadre.

  4. qual’è il senso di questo articolo? dove vuole andare a parare? “mosse disperate” ma dove quando perchè?!?!?!..avete rotto gli zebedei per anni con ste cavole di strutture ed ora parlate di “mosse disperate” solo per trattenere l’allenatore..de laurentis ha fatto di tutto per trattenere mazzarri e benitez ma la loro “giusta” ambizione li ha portati altrove (purtroppo per loro)..se sarri andrà via non sarà certo per un campetto in più o per spogliatoi più confortevoli ma per un progetto da lui ritenuto più interessante..visti i precedenti rischia grosso!

  5. Ah e senza dimentihare che da grande scopritore di talenti qual’è, tre anni orsono prehonizzò un futuro da “toppleie” per Saponara che oggi dì langue nel “banquillo” della viola… “un giohatore he non tutti si potranno permettere”.. Vai Maurizio….

    • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 12:56

      Probabilmente in buona compagnia con Iturbe, Scuffet, Balotelli, Anelka, Bendtner, Martial, e una marea di altri buoni giocatori che per diversissimi motivi non sono diventati fortissimi.

  6. Fabio Milone 26 marzo 2018, 10:02

    Insomma Gallo, proprio non ce la fa a non vedere guerre e attriti in una SSCN che mai come in questo momento mostra gioia, calma, serenita’ e comunione di intenti?
    Ma dico io che cavolo ci guadagnate a cercare (invano per quanto mi riguarda) di incutere preoccupazione e tensione attorno alla squadra???
    Uso il plurale perche’, guarda caso, proprio oggi Corbo scrive su Repubblica un editoriale dal tono simile e TS, che di solito cerca di ignorare tutto cio’ che riguarda i competitors della Vinovese, titola “Simone Inzaghi al Napoli se Sarri non rinnova”.
    Capisco il fogliaccio Sabaudo ma voi che dovreste essere media amici da che parte state veramente?

  7. Dico solo questo: anche di Mazzarri si diceva che non si poteva fare a meno perché valorizzava, la rosa, poi abbiamo visto che strada ha fatto il Napoli e che strada ha fatto il tecnico di San Vincenzo. Come al solito la verità è nel mezzo, il Napoli è bravo a prendere ottimi allenatori, ma fa in modo da farli rendere al meglio e riesce a fare delle ottime rose con giovani di talento con le risorse economiche che ha. Poi ci possono esser errori e bidoni, ma tutti li fanno e li prendono.

    • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 10:36

      Vero, ma c’ e’ una differenza: il mercato dei giovanissimi e’ cominciato solo con Sarri.
      Con Mazzarri erano tutti giocatori piu’ o meno affermati (a parte Zuniga e la scoperta Cavani, che pero’ tanto scarso gia’ non sembrava). giovani si, ma non giovanissimi: Maggio era nel pieno della carriera, Inler veniva da buone stagioni, Hamsik e Lavezzi gia’ c’ erano. Poi lui era stato bravissimo a far rendere giocatori mediamente scarsi ma perfetti per il suo calcio, come Aronica, Gargano, Grava, Pazienza.
      Il salto di qualita’ nella rosa si e’ avuto con Benitez, grazie alle sue conoscenze e ai soldi del dopo Higuain.
      Con Sarri non e’ arrivato nessun simil Cavani o Higuain, a parte Zielinski (che infatti e’ ormai un titolare) e Milik, che ha pero’ la storia che sappiamo. Ed entrambi non sono ovviamente ne’ Cavani ne’ Higuain.

      • Inler e Zuniga giovani, maggio era arrivato l’anno prima ed era un giovane, poi c’era un giovane denis, un giovane quagliarella, un giovane pazienza, un giovane cigarini, un giovane dzemaili.

        • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 15:26

          Infatti ho detto giovani ma non giovanissimi: nessuno aveva tra i 19 e 22 anni, come Rog, Diawara, Zielinski e Milik stesso.
          E di quelli molto giovani nessuno ha fatto una carriera straordinaria: non Cigarini, non Pazienza, non Denis.
          Con Sarri si e’ alzato il livello tattico-organizzativo, ma non quello del mercato, che si e’ impennato solo con Benitez: pretendere che poi si alzi ancora di piu’ il livello mi pare difficile.

          • Cigarini dzemaili e inler erano ottimi giicatori per il livello del napoli. Infatti andammo in el dopo che l’anno prima vi fu il disastro. Con Sarri sono stati comprati Hysaj Allan e Valdifiori che hanno migliorato una squadra che era già forte ma che si era persa dopo il preliminare di champions league. Rog etc. sono venuti perché c’è stata la clausola di higuain e si è deciso invece di farsi tirare dal collo dalle società che avrebbero tirato sul prezzo di investire sul futuro. Il Napoli aveva puntato per altro su giocatori ben più pronti. Il primo era Tolisso, ma fummo fregati a un passo dalla firma dal presidente del Lione, e herrera, ma fu sparata una cifra che non valeva il calciatore.

  8. Pacojonathan 25 marzo 2018, 19:09

    Analisi perfetta… rapporti di forza completamente ribaltati, semplicemente perchè quelle sono le due posizioni dei rispettivi personaggi nei rispettivi ruoli: adl un nano, Sarri un gigante, l’unico vero grande fuoriclasse di questa squadra. Il popolo napoletano (almeno la maggior parte, tranne qualche farneticante incompetente…) l’ha capito e per questo sono tutti dalla parte del Maestro. Certo, mi rendo conto che per qualcuno, riuscire a capire l’equazione giocosenzagiocatori=unicastradaperrisultati è operazione complicata e diffcile, ma questa è la pura e semplice verità. Se adl vuole fare un piacere, prima di tutto a se stesso e poi al popolo (tifoso) napoletano, deve rinnovare per i prossimi 63 anni il contratto all’unico allenatore degno di questo nome oggi in europa… sarri a vita!!!!

  9. Ma si può inseguire qualcuno che fondamentalmente non ha costruito nulla? Che giocatori ha scoperto? Ha valorizzato dei giocatori che ne avevano bisogno. Ma in tre anni è il minimo sindacale richiesto ad un allenatore. Che me ne faccio del record di punti se il Napoli arriva secondo? Che me ne faccio di triangolazioni e perfetto timing del gioco se a Torino prendo le solite tre pere seppur trascinato dall’orgoglio di un popolo? Adesso bisogna assistere a questa messa scalza alla corte del Gran Perdente. E magari anche strapagarlo. Le grandi società sono grandi a prescindere da giocatori ed allenatori. Ed invece i napoletani erigono ad idolo un modesto nerd di provincia che non ha scoperto nulla. Se a Sarri malauguratamente dovesse rimanere sarà l’ennesima occasione per un popolo nano di crescere di qualche centimetro. Cosa che qualcuno ha provato a fare, e che il popolo (napoletano)ignorante ha rifiutato.

    • Secondo me tu risolvi in partenza qualsiasi dubbio: ci sei e ci fai contemporaneamente.
      Sulla valorizzazione della rosa ci sono dati oggettivi tali che non vale la pena soffermarsi sulle tue mistificazioni.
      Sul fatto che sei un menagramo anche…parlare oggi delle “solite” (??? Ma de che???) tre pere a Torino riconferma la tua inclinazione ad essere peggio di un gobbo.
      Sulle grandi società che lo sono a prescindere…scusa di quale società stai parlando???? (E sia chiaro che non il mio non è un attacco a AdL, perché riuscire a confrontarsi con le grandi e grandissime società senza esserlo, merita solo rispetto e applausi).
      Ciao gigante, saluti da un nano

      • Dimmi un giocatore che non aveva giocato con Sarri, o che non aveva giocato ad Empoli, arrivato a Napoli che Sarri ha reso titolare inamovibile ed appetito da grandi club.

        • Pacojonathan 25 marzo 2018, 23:26

          Ah ah. Ti dò ragione solo sulle pere di torino (unica cosa di obiettivo che dici). Per il resto fai proprio grande fatica a capire che se la rosa (questa rosa, da 27mila lire) ce l’avesse in mano qualsiasi altro allenatore staremmo al 7° posto: Sarri fa giocare chi pensa che gli faccia vincere le partite… considerando il materiale che ha tra le mani, ripeto, è esagerato i risultati che sta portando a casa… per vincere (ma forse è troppo semplice da capire!!!) ci vogliono i FUORIclasse, non giocatori da 7mila lire… Sarri e calciatori sono solo da ringraziare… che poi al presidente non interessa vincere (ma forse, probabilmente, non ha nè forza nè mezzi) è un’altra storia…

          • La rosa del napoli da 27mila lire con 100 Meuro di ingaggi??? Fai fatica tu a capire la matematica. E poi io sarei inattendibile. Il Napoli ha fatto settimo posto quando era da settimo posto. Adesso fa i risultati che deve fare parametrato a rosa ed ingaggi a disposizione del Grande Perdente. Ma perchè sono da ringraziare calciatore e Grande Perdente? Perchè fanno il loro lavoro e vengono giustamente pagati ??? È lavoroooooo. Non è un gioco per loro.

          • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 10:29

            Quindi il Napoli col quarto/quinto monte ingaggi (tra cui Zuniga, Rafael e gli infortunati Milik e Ghoulam), a due punti dalla vetta e 14 dal terzo posto sta facendo quello che si pensava da parametri matematici? Forse hai qualche problema in matematica…
            E Benitez che era, il napalm della panchina o uno che non faceva rendere il Napoli meno di quanto valesse, ma assolutamente non di piu’?

          • Quindi siccome Sarri non ha messo dentro nessuno in piu di benitez per il tuo discorso anche benitez doveva essere secondo a due punti e a piu 14 dalla terza giusto? Con gli stessi giocatori

          • La Rosa di Benitez era ridicola a centrocampo rispetto a questa. Sarri ha una rosa molto più nutrita

        • Allan 😀

          • Allan lo hai pagato 18 Meuro. Era già un buon prospetto prima.

            Ragazzi nessun “signor nessuno” è arrivato a Napoli e con Sarri è diventato un campione. Sono tutti giocatori ereditati dalla gestione precedente. Sarri non è attrattivo per i giocatori. Perchè sanno che se non sei titolare non esisti.

          • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 10:27

            Ma chi ti da la garanzia che un signor nessuno debba diventare un fenomeno? E poi chi sarebbero questi fenomeni “signori nessuno” che abbiamo buttato? Ounas? Grassi?
            Zielinski era un fenomeno?

          • Era un signor nessuno, molti dall’Udinese andati fuori si sono rivelati bidoni, ricordati di Inler pagato la stessa cifra, che a Udine sembrava un grande metodista. Poi c’è da citare Jorginho che era partito dietro Valdifiori ed è diventato titolare nonostante Valdifiori fosse un uomo di Sarri. La verità sta nel mezzo… Mertens punta comunque lo ha inventato lui, anche se credo che Mertens o andrà via o tornerà a fare l’esterno.

          • Mi dici invece uno arrivato alla juve che era nessuno e con allegri è diventato fortissimo? Grazie

          • Io sono tifoso del Napoli.

          • che c entra parli di grandi squadre che lanciano giovani, fai i nomi

          • ho risposto: betancur

          • Altri due anni e Betancur ti darà grandi soddisfazioni

        • In termini di valorizzazione della rosa è la somma che fa il totale, per dirla alla Totò…e mi pare che la somma sia molto sostanziosa, a cominciare dai 90 milioni per gonzalota e finendo al valore complessivo della rosa che in tre anni è aumentato del doppio o giù di lì (e certamente non grazie al mercato)

        • Vincenzo Barretta 26 marzo 2018, 7:28

          Jorginho già ci stava, ma sembrava un lontano parente di quello attuale. Albiol è ridiventato un signor giocatore. A higuain non lo vollero per 28, lo han presi per 96, kou sembrava Baldini ora è un mostro. Goulham un mostro, mertens prima punta genialata, Allan diventato pure forte tecnicamente. Se in tutto questo non ci sono meriti di sarri, allora sei in malafede. L’unico top Player del Napoli… vedremo con un altro allenatore (a Napoli con questo budget ) Cosa saremo capaci di fare. Poi dopo non prendertela con chi verrà.. .

        • Frédéric Moreau 26 marzo 2018, 9:03

          Tutti quelli che erano già a Napoli, praticamente: Ghoulam, Koulibaly, Jorginho, Insigne, Mertens, Callejon. Perfino Albiol. Senza contare Milik, Zielinski e Diawara, nel mirino a quanto pare del Tottenham.

        • Allan, che era già un buon prospetto, ok, ma ora è molto di più…o manco i buoni prospetti devono prendere…vogliamo vincere lo scudetto prendendo prospetti tra chi non ha neanche un minuto di serie a o altri campionati importanti

      • Se segui il Napoli da qualche annetto le tre 🍐 allo Stadium sono come gli spaghetti a vongole il 24 dicembre: un pilastro. Comunque il Napoli non vincerà lo scudetto con questo allenatore. Poi assistermo alla classica pietosa scena da città in stato prebellico: grande orgoglio, canzoni, striscioni. Ma poi per fortuna un nuovo ciclo potrà ripartire.

        • Luigi Ricciardi 25 marzo 2018, 22:15

          Le 3 pere le prendevamo con Benitez, con tanto di capata in bocca di Britos che esaltava il popolo che tanto esecri.
          Con Sarri abbiamo perso 1 a 0 per una deviazione e 2 a 1 per due errori grossolani.
          Gli unici 3 gol li abbiamo presi in coppa Italia, con un rigore farlocco incluso.
          Questa la fredda cronaca.
          Ormai il tuo furore ideologico ti annebbia le cervella.

          • Il furore ideologico non mi appartiene. Non mi hanno mai scaldato le idee rivoluzionarie (chimere adolescenziali), figuriamoci se mi scalda uno come Sarri, finto rivoluzionario interessato solo ed esclusivamente dall’applicazione ortodossa dei propri schemetti. Il rigore su Cuadrado c’era. Magari c’era anche quello su Albiol. Ma a naso mi sembri uno bravo in matematica: mi ricordi quanti punti ha fatto Sarri allo Stadium? E quante partite ha vinto con la Juve quando contavano, non quelle superflue di inizio settembre contro una Juve rabberciata dagli infortuni. La capata di Britos avrà esaltato i falliti che quando sono sotto di tre gol la gettano in rissa per portare a casa qualche scalpo.

          • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 10:23

            Sarri ha fatto gli stessi punti che hanno fatto Benitez e Mazzarri, con la differenza che il Napoli che ha giocato li’ ha fatto molto meglio di quelli precedenti.
            Gli schemetti di Sarri sono la base del suo mestiere, e quello che fa rendere la squadra piu’ di quanto valga.
            Vedi, il tuo problema e’ che accusi i napoletani di essere improduttivi, piagnoni, bisognosi dello stato assistenzialista, retrogradi, incapaci di evolversi, e odi un allenatore che produce, costruisce, si adatta ai giocatori che ha, che cambia (perche’ forse non lo ricordi, ma prima di Napoli giocava col trequartista nel 4312) e che migliora costantemente di anno in anno.
            Praticamente, odi un esempio perfetto di quello che dovresti ammirare. E sai perche’? Perche’ e’ di sinistra, e quindi lo odi aprioristicamente: e cioe’, in maniera ideologica. E con furore, perche’ e’ il tuo carattere.
            Quindi il tuo e’ furore ideologico.

          • Ma cosa ha prodotto di diverso dai suoi predecessori per essere tanto osannato? Ha AGGIUSTATO una squadra che ha trovato reduce da una guerra, tra la tifoseria contro un Benitez che parlava un linguaggio diverso da quello elementare e bambinesco a cui sono abituati. Sarri non mi sta sulle palle quando vince. Ma renderlo idolo di una tifoseria mi sembra troppo. Questi fideistici osanna per lui e questo timore per il nulla, in caso si suo (spero) addio, mi fanno detestare il cieco assolutismo sarrita.

          • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 17:03

            La squadra andava aggiustata perche’ il precedente Benitez la aveva distrutta a livello tattico e tecnico, lasciando macerie psicologiche che tutti conosciamo.
            Tatticamente eravamo distrutti da praticamente tutti, tecnicamente i vari Jorginho, Koulibaly, Albiol, Ghoulam, Mertens, lo stesso Hamsik erano diventati panchinari o prospetti bruciati (per quelli piu’ giovani).
            Benitez non parlava un linguaggio diverso: Benitez metteva male in campo una squadra di calcio. Quello che non gli e’ stato perdonato nel secondo anno, e’ che non avendo il materiale umano necessario, soprattutto a centrocampo, per il suo modo di giocare, abbia insistito su quello, producendo un Napoli tra I piu’ squilibrati e sballati che si ricordino. Il resto, compreos il “chiattone”, e’ pura conseguenza, come sempre nel calcio. Se Sarri avesse fatto giocare male la squadra, sarebbe stato chiamato ” o’cafone”, o qualcosa del genere, perche’ succede a tutti. Anche Conte o Mancini sono bellicapelli quando prendono le scoppole, perche’ nel calcio (e nello sport in generale) ogni elemento caratteristico diventa orpello positivo o negativo.
            Quale sarebbe il linguaggio di Benitez: il “calcio italiano di mer**” (che capiscono tutti, bambini e tamari compresi) o il “ci puo’stare” che gli costarono gli sberleffi di mezza Italia, o il buon eloquio delle interviste?
            Il tifoso non se ne frega niente di rivoluzioni, parolacce, stile, cravatta o, meglio, se ne frega laddove deve trovare uno sfogo positivo o negativo rispetto ai risultati: quando Mazzarri alzava il polso a indicare l’orologio era un eroe appena il Napoli segnava, un deficiente se non succedeva.
            Benitez aveva finite il suo ciclo per che’ il Napoli giocava male, e i risultati erano al di sotto delle aspettative, di tifosi e presidente (chiedi ad ADL quanto fosse contento di mancare la qualificaizone in Champions per due volte di seguito con Higuan da pagare…).
            Ed é’ questo che piace adesso ai tifosi del Napoli di Sarri: che il Napoli fa risultati, vince, convince, cresce, fa record su record.
            A me piace anche la sua costanza nell’analisi, a volte anche eccessiva, ma che lo rende cosi’ poco approssivamente italiano, e cosi’ difficilmente attaccabile su ogni cosa che riguardi il pallone. Potrebbe dire meno parolacce, certo, o essere piu’ lucido in alcune interviste post partita, ma e’ infinitamente meno importante di quello che fa nel suo lavoro piu’improtante, e cioe’ mettere la squadra in campo.

          • Fabio Milone 26 marzo 2018, 10:04

            Ma perche’ gli rispondete?

          • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 12:52

            E forse hai ragione tu..

          • Con Benitez ti giocavi tutto #finoallafine. Con Sarri ti sei ritirato da Champions, Coppa Italia ed Europa League. Fosse stato per lui non avrebbe nemmeno fatto l’Audi Cup e sarebbe rimasto tra i monti come Heidi…..

          • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 12:12

            Con Sarri non ci siamo ritirati dalla Champions: siamo usciti una volta ai turni diretti dopo essere arrivati primi nel gruppo (me lo ricordo il tuo commento dopo la partita in casa con la Dinamo: ed Europa League sara’) e un’altra volta siamo usciti per una partita sbagliata in Ucraina (me lo ricordo il tuo commento prima di Rotterdam: meglio arrivare quarti che fare l’Europa League: viva la coerenza, quando dici che poi siamo usciti volontariamente dall EL).
            In Europa League siamo usciti entrambi gli anni in cui ci siamo trovati primi, con la squadra corta (a centrocampo il primo anno, a difesa e attacco adesso) e senza mercato di riparazione reale.
            In Coppa Italia, similmente, quando eravamo primi, e una volta in semi contro la juve, in maniera piuttosto particolare.
            L’hashtag juventino e’ una provocazione da quattro soldi.

          • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 12:22

            Venio Vanni, commento al seguente articolo:

            https://www.ilnapolista.it/2017/10/continuo-lavoro-di-sarri-napoli/

            “Dio ci scampi dall’EL quindi o secondi o quarti…
            Quando si dice la coerenza…

          • Ho detto ci scampi. Ma se ci sei dentro te la devi giocare.

          • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 15:30

            Se ci sono le condizioni: se sei primo in classifica insieme alla Juventus (torvato anche un tuo commentol in cui dicevi: perche’ guardate tutti alla Juve? nessuno si fila Roma e Inter?) e alla prima partita degli scontri diretti ti mancano Albiol, Ghoulam, Chiriches, Milik, Mertens, hai perso due giocatori a gennaio e non ne hai preso nessuno e il tuo piu’ forte, Hamsik, e’ a mezzo servizio, e hai dovuto prendere uno svincolato, forse una scelta la devi fare.

        • Luigi Ricciardi 25 marzo 2018, 22:19

          Dimmi un giocatore che poteva diventare immediatamente da squadra di vertice tra quelli arrivati.
          Diawara? Rog? Grassi? Regini? Ounas?
          Zielinski e Milik sono gli unici del livello da squadra prima in classifica (infatti sono o erano titolari praticamente come gli altri) o mai sotto il terzo posto, livelli a cui Sarri ci ha abituati.

          • In tre anni qualche titolare lo poteva tirare fuori da solo. Per il Napoli società è stato “respingente” non certo “accattivante” il suo atteggiamento settario ed escludente rispetto ai non titolari.

          • Luigi Ricciardi 26 marzo 2018, 10:16

            Milik e Zielinski sono diventati titolari perche’ piu’ bravi degli altri.
            Titolari lo sono quelli che lo meritano: o devono giocare tutti sempre perche’ ci sono?
            Lo vuoi sempre Diawara al posto di Jorginho? E come sta andando in Inghilterra il povero Gabbiadini?

          • Se mertens o callejon vanno via tornano ad essere comparse mertens vale metá higuain diciamolo solo che gioca in una squadra che ne esalta le caratteristiche e lo mette dieci volte davanti al portiere lo stesso higuain non ha ripetuto i 36 goal ma comunque segna sempre… gabbiadini l avevo detto tornerà in un bologna qualsiasi

        • Ma tu davvero tifi Napoli???? No perché lo nascondi benissimo…e marc pure a peste!

          • giancarlo percuoco 26 marzo 2018, 10:36

            è l’unico (pseudo)tifoso del Napoli che ho bloccato. meglio avere a che fare con i juventini.

        • ma il napoli non vincerá lo scudetto perché Sarri é scarso oppure perché non ha douglas costa higuain dybala mandzukic bernardeschi matuidi kedhira marchisio pjanic e compagnia????????
          la domanda é se Allegri o cheneso Spalletti o Di Francesco al posto di Sarri sarebbero primi.

          • Non è questo il mio punto di vista. Sarri è “unfit” per citare una famosa copertina di un giornale economico inglese. Per me ovviamente. Per me i suoi difetti che voi non vedete, sono ostativi verso una crescita globale del Napoli, che i suoi meriti offuscano. Cosa ha costruito per il futuro Sarri ? Cosa rimarrà della mano di Sarri in futuro? Nulla. Come il Napoli di Vinicio. Bello, bellissimo, all’avanguardia. Ma secondo.

          • forse non capisci che se il napoli non fosse bello bellissimo come dici tu, sarebbe anche quarto quinto in classifica, per essere brutti e vincenti devi avere il giocatore che magari alla prima palla goal ti segna, mentre noi produciamo 20 palle goal e ne mettiamo dentro 2 questo perché mertens callejon insigne se vanno in una squadra “sparagnina” brutta come la vorresti tu, segnerebbero forse la metá dei goal. in nazionale guarda caso sono tutti e tre comparse… come con zeman, rambaudi faceva 20 goal allo stesso modo i ns. se non difendessimo alti forse albiol si farebbe saltare sempre come faeva con benitez perché é lento, Sarri ha saputo sfruttare le caratteristiche di tutti facendoli giocare di squadra, la somma del valore dei singoli é nettamente inferiore al valore della squadra

          • Raffaele Sannino 27 marzo 2018, 0:58

            Ma basta con questa storia che senza Sarri saremmo quinti.Siamo in CL dal 2011,quindi sempre nei primi posti.Se arriveremo secondi,Sarri si sarà mantenuto nella scia dei suoi predecessori,che ,nel frattempo, avevano alzato al cielo pure qualche coppetta.

        • ostia, questa e’ nuova… lo scudetto lo vinci con l’allenatore? ma buttati a mare..
          Io che son di Modena e simpatizzo Napoli non ricordo gli allenatori dei due scudetti (Bianchi dovrebbe essere uno dei due)…eppero’ ricordo Maradona, Careca, Bagni, Carnevali, Giordano, Bruscolotti, Garella etc etc. cioe’ giocatori enormi, enormizzati maggiormente dal fenomeno assoluto…..

          • Eddi scusa ma tu leggendo i commenti delle istituende “vedove di sarri” non cogli il cieco fideismo a zero critiche sull’allenatore??? Mi butto a mare dove? Il mare di napoli fa schifo è inquinato. Si deve andare a Gaeta per fare un bagno decente, oppure in provincia di Salerno. Forse solo a sul lato di Anacapri ci si può fare un bagno senza prendere streptococchi ed infezioni varie.

    • Giacomo Molea 25 marzo 2018, 21:16

      Prendersela con un allenatore che nn ha fuoriclasse e che ci potra’ dare quasi certamente 96 punti che nn fara’ nessuno nemmeno tra 100 anni lo trovo disgustoso

      • Farsi prendere a pedate in EL, azzerare i giocatori che non sono titolari, snobbare la Champions invece cos’è?

    • Vabbé, sei davvero un caso perso. Posso capire qualche riserva o qualche appunto… però queste uscite così tranchant sono patetiche. Perpiacere, se dovessimo vincere qualcosa stai a casa e non festeggiare

    • Per non prendere 3 gol a Torino non basta essere trascinati dall’orgoglio di un popolo. Nella vita di una persona, così come arriva il momento di scoprire che Babbo Natale non esiste, arriva il momento di capire che le cosiddette “grandi squadre” o “squadre blasonate” andrebbero chiamate più correttamente (e onestamente) “squadre ricche”. In Italia c’è qualcuno che ha le risorse per prendere i migliori elementi dalle squadre avversarie e questo qualcuno non è il Napoli. Qualcuno dirà: “Demerito del Napoli non aver accresciuto il proprio fatturato per mettersi alla pari”, ma questa è pura malafede, perché allora lo stesso discorso dovrebbe valere per tutti. Secondo questa logica, chi sta in serie B dovrebbe essere messo alla gogna sulla pubblica piazza e chi sta in C dovrebbe suicidarsi (neanche capaci di realizzare un fatturato da serie B, che diamine!).
      In queste condizioni non ha senso dare dei perdenti a coloro che non hanno vinto avendo una capacità di spesa nettamente inferiore. L’unico club che, se non vince, può essere a tutti gli effetti considerato perdente è quello più ricco. Dunque per me non c’è niente di male nel fatto che il Napoli perda, l’ho messo in conto quando ho deciso di fare il tifo per questa squadra.
      Cambiando argomento, è tutto da dimostrare che il Napoli abbia snobbato le coppe in favore del campionato. Presentare questo concetto come dato acquisito, secondo me, non è corretto.
      Infine, ti chiedo: in questa situazione, com’è che si comporterebbe un popolo non “nano” e non “ignorante”?

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