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Le vittorie per 1-0 salgono a sei. Il manifesto del Napoli pragmatico

È il Napoli essenziale, ha abbassato la media gol rispetto allo scorso anno, ridotto le goleade e aumentato la solidità difensiva. È così che si vince

Le vittorie per 1-0 salgono a sei. Il manifesto del Napoli pragmatico

L’anno scorso un solo successo per 1-0

La vittoria di ieri sera contro il Genoa è stato il sesto successo stagionale del Napoli in Serie A per 1-0. Un record per il triennio Sarri. E mancano ancora nove giornate alla fine del campionato. Lo scorso anno, per farci un’idea, il Napoli in campionato vinse una sola partita per 1-0, a San Siro contro l’Inter: segnò Callejon. Un paio d’anni fa, la stagione del record di Higuain, le vittorie per 1-0 in campionato furono quattro. E tutte e quattro firmate Gonzalo Higuain: a Palermo, contro il Carpi, a Verona contro il Chievo e in casa contro l’Udinese, le prime due su rigore.

Il vero salto di qualità

Quest’anno siamo a sei, firmate da sei marcatori diversi. Sei vittorie per 1-0 a conferma che più di qualcosa è cambiato in questo Napoli che viene raccontato ancora come la squadra che affascina col suo gioco avvolgente, il tiqui taca vertical neologismo de L’Equipe, che effettivamente anche quest’anno ha regalato momenti di grande calcio come il secondo tempo contro la Lazio oppure la partita al san Paolo col Manchester City, la rimonta nei confronti dell’Atalanta alla seconda giornata, oppure ancora la sfida con la Sampdoria. Insomma, il marchio del Napoli di Sarri resta quello. Ma con tanti accorgimenti. È una squadra, il Napoli 2017-2018, che ha saputo lavorare su sé stesso, che sa anche cambiare pelle. Che non gioca più esclusivamente per lo spettacolo. Gioca per vincere. E si vede.

Si è abbassata anche la media gol

Si vede dalle sei partite vinte per 1-0, si vede anche dalla media gol che si è abbassata rispetto allo scorso anno. Furono 94 le reti segnate in Serie A dodici mesi fa, con una media di 2,5 gol a partita. Media che quest’anno si è abbassata a 2,2. Il Napoli ha realizzato fin qui 63 reti in campionato. Con quattro “sole” goleade: le due quaterne alla Lazio, la cinquina al Cagliari, il cappotto tennistico al Benevento. Lo scorso anno, per fare un raffronto, le cinquine furono due e consecutive (Torino e Cagliari), le quaterne tre (Milan e le ultime contro Fiorentina e Sampdoria) più i sette gol al Bologna.

La Juve ne ha vinte sette per 1-0

È il Napoli pragmatico. Che bada al sodo, all’essenziale. Non tutti gradiscono, come se fosse un delitto di lesa maestà. E invece è la dimostrazione della crescita di questa squadra che altrimenti non avrebbe 73 punti in classifica dopo 29 giornate. E non avrebbe vinto sei partite per 1-0, appena una in meno rispetto alla Juventus che con gli 1-0 ha costruito tanti dei suoi campionati. Il nuovo Napoli è passato per sei vittorie con un solo gol: a Roma contro la Roma (segnò Insigne), a Udine (Jorginho), a Crotone (Hamsik), a Bergamo (Mertens), contro la Spal (Allan) e ieri sera contro il Genoa (Albiol).

Il circo non c’è più

Ne siamo entusiasti. Gioiamo per le vittorie come quella di ieri sera. Sono la conferma di una maturazione. Ci siamo fermati agli 1-0, ma sono stante tante altre le partite vinte senza premere mai a fondo sull’acceleratore. Il Napoli 2017-2018 è una squadra che sa dosare le energie, che ha capito di non poter giocare sempre il futbol bailado, che sa vincere anche in serate che sembrano stregate e in cui ti trovi con meno energie come appunto contro il Genoa. È questo il motivo per cui stavolta la Juventus e il suo ambiente ci temono più degli altri anni. Il circo – per dirla alla Allegri – non c’è più. C’è una squadra consapevole, che gioca bene al calcio, che sa esprimere la propria idea di calcio, ma che sa anche provare a raggiungere la vittoria in altri modi. E sa come difenderla. Perché, va detto, i 19 gol subiti quest’anno in Serie A sono decisamente inferiore ai 39 totali dello scorso anno e anche ai 32 – sempre a fine campionato – della prima stagione di Sarri in azzurro.

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