Il gol di Bogliacino alla Juventus, alla radio e in un letto d’ospedale

Per Maradona ero troppo piccolo, per Calderon fin troppo adulto. Poi il nuovo Napoli e un gol che per me è stato straordinario ma che ho visto solo anni dopo

Il gol di Bogliacino alla Juventus, alla radio e in un letto d’ospedale

Nato nel 1982

Sono nato a Napoli nel 1982 in una famiglia di tifosi del Napoli. Il nonno Ferdinando, che si chiamava come me, andava in Curva A con un abbonamento che gli regalava l’Italsider, ora è sepolto a poche centinaia di metri dal San Paolo. Noi nati negli anni ’80 siamo una razza strana di tifosi del Napoli: ero un bambino sotto Maradona e come ogni bambino ero così ottimista da pensare che la felicità sarebbe durata per sempre, che quella fosse la vita in generale e non una stagione molto fortunata. Avevo poco meno di cinque anni quando vincemmo il primo scudetto, poco meno di otto quando Marco Baroni segnò alla Lazio e vincemmo il secondo.

Calderon

Sono stato adolescente, abbonato, negli anni di Cruz, Ayala, Caccia, Aglietti, Taglialatela e successivo declino, rimasi sveglio una notte per guardare la Copa America e verificare se Calderon fosse forte. Come ogni adolescente, ero abbastanza pessimista da pensare che il disagio sarebbe durato per sempre, ascoltavo i Cure e andavo allo stadio con lo stesso umore.

Napoli-Juventus in Serie B

Ma il mio vero giorno all’improvviso venne con il gol di Mariano Bogliacino alla Juventus nel 2006, l’anno della B, terzo dell’era De Laurentiis. Avevo 24 anni e per motivi con i quali non vi tedio ero nel reparto rianimazione di un grande ospedale di Roma. Non stavo bene ma, come tutti quelli che stanno a lungo in un letto, mi annoiavo, appena fui in grado di fare domande e avere risposte, chiesi una radio o qualcosa con cui ascoltare le partite. Mi fu consegnata una chiavetta rossa che fungeva anche allo scopo, la prima partita che ascoltai fu, appunto, Napoli – Juventus, 6 novembre, girone di andata. Napoli di Reja, Juventus di Deschamps.

Segna Del Piero

Nel primo tempo non succede quasi niente, credo di essermi anche addormentato. Secondo tempo: segna Del Piero su punizione. Mi incazzo, mi sento davvero male, indignato. Ma come? Sto in ospedale, ascolto la partita in queste condizioni, e segna pure Del Piero? Eh. Pochi minuti dopo Reja si gioca la carta De Zerbi, risveglio del Napoli, pressione in attacco, cross di Trotta, tiro al volo di Bogliacino, Gol. Cazzo, gol, urlo, che ha? Sta morendo di nuovo? No, ha solo pareggiato il Napoli. Finì uno a uno, quell’anno poi io tornai a casa e il Napoli tornò in Serie A, ed è andata progressivamente meglio per entrambi, fino ad oggi.

Il gol l’ho visto anni dopo

La cosa bella è che per anni ho ripensato a quel gol di Bogliacino senza averlo mai visto, e nella mia immaginazione era diventato sempre più grande, eroico, vistoso, un tiro al volo da fuori area, la distanza dalla porta ha guadagnato un metro ogni anno, se non fossi andato a controllare sarebbe diventato il gol da centrocampo di Bogliacino contro la Juventus. Quando l’ho rivisto, tutta la distanza e la bellezza guadagnate negli anni si sono decisamente ridotte. È un gol lurido, un po’ scoordinato, a un metro dalla porta. E non potrebbe essere più bello di così.

Chi volesse raccontare il proprio giorno all’improvviso, può scrivere a redazione@ilnapolista.it

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  1. Il Catenaccista 23 marzo 2018, 14:08

    hai ragione ! lo odio quel maledetto, a noi segnava sempre ma in nazionale ci ha fatto perdere un europeo aaarghh

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