Napoli-Lipsia: cinque anni dopo, il remake del Plzen (e della campagna elettorale)

Napoli in corsa per lo scudetto, Napoli che “snobba” l’Europa League. È tutto uguale a cinque anni fa, o forse no: la squadra di Sarri ha una dimensione e una consapevolezza molto più grandi.

Napoli-Lipsia: cinque anni dopo, il remake del Plzen (e della campagna elettorale)

San Valentino

Nel 2009, in piena moda del cinema 3d, uscì un film (davvero pessimo) dal titolo “San Valentino di sangue”. Quattro anni dopo, il Napoli onorò questa pellicola al San Paolo con un’orrenda partita nel giorno della festa degli innamorati. La sconfitta interna col Viktoria Plzen (0-3!) fu però metabolizzata abbastanza bene dal pubblico di Napoli. Allora come oggi, “si pensava al campionato”.

Basta andare indietro con la mente a quei giorni per ricordarsi di cosa parliamo. Oppure, ancora più semplicemente, basta leggere la formazione schierata da Walter Mazzarri in occasione del match di andata contro la squadra ceca. Questa: De Sanctis; Gamberini, Rolando, Britos; Maggio, Donadel, Dzemaili, Zuniga; El Kaddouri; Pandev, Cavani. Nella ripresa, andarono in campo Hamsik, Inler ed Emanuele Calaiò. Ovviamente, non poterono raddrizzare la barca. Era proprio l’impostazione mentale della partita a non (poter) essere performante. Il Napoli pensava ad altro. E non al compleanno di Cavani, come addotto da Mazzarri nel postpartita.

In tutto questo, domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013 gli italiani erano chiamati alle urne. Elezioni politiche, eravamo in piena campagna elettorale. In gara c’erano il Pd spaccato, Berlusconi (con la Lega Nord) e il primo Movimento CinqueStelle. Presagi.

Oggi

Cinque anni dopo, siamo ancora qui. Le date sono leggermente sfalsate, ma la sostanza è immobile. Gli italiani voteranno per le politiche il 4 marzo, in gara ci sono il Pd spaccato, Berlusconi (con Salvini e la Meloni) e il Movimento CinqueStelle. Allo stadio San Paolo, giorno 15 febbraio, si gioca l’andata dei sedicesimi di Europa League. Non sarà il Plzen, questa volta alziamo un po’ il livello. Sì, perché il RB Lipsia è una squadra vera, molto odiata in patria ma davvero forte, con grandi prospettive di crescita. Che passano soprattutto da un possibile riconoscimento europeo, perché tanto in patria il Bayern lascia le briciole.

Da Mazzarri a Sarri, la musica non cambierà: Reina (ma anche Sepe), Maggio, Tonelli, Koulibaly, Mario Rui (Hysaj); Rog, Diawara, Zielinski; Ounas, Callejon, Insigne. Tutti i cambi che si possono fare, tutti i cambi che si potranno fare. Qualche giornale, questa mattina, scrive addirittura che Milik potrebbe andare in Germania per il match di ritorno. Ci sono alcuni giovani della Primavera aggregati. Insomma, il remake possibile di Napoli-Plzen. Tutto uguale, o quasi. Sì, perché il Napoli è cambiato.

Il nuovo Napoli

È cambiato nell’ordine che ha battuto per tre volte il record di punti nella sua storia. È cambiato perché quest’anno, per la prima volta, si presenta da primo in classifica alla vigilia della ripresa delle competizioni europee. Perché la rosa è effettivamente corta, causa infortuni, ma è probabilmente la più qualitativa dell’era moderna. A noi, per esempio, fa un certo effetto pensare che giovedì vedremo giocare il centrocampo del futuro (Rog-Diawara-Zielinski). Secondo il nostro parere, si tratta del reparto migliore d’Italia.

Un atteggiamento “snobista” del genere nei confronti dell’Europa League non incontra il nostro gusto. Lo sapete. Però c’è una differenza sostanziale rispetto agli altri anni. In campionato il Napoli è davanti, con forza e merito e consapevolezza. Due anni fa, alla vigilia del doppio confronto con il Villarreal, la Juventus aveva già messo la freccia. Cinque anni fa, alla 24esima giornata, il Napoli aveva uno svantaggio di cinque punti rispetto ai bianconeri. Erano situazioni diverse.

Come dire: possiamo non condividere, ma comprendiamo. A maggior ragione che la squadra, in questo momento, non ha un numero elevato di alternative valide. In alcuni reparti, i calciatori sono contati. Ne abbiamo parlato sopra.

Quindi, Napoli-Lipsia in calendario e la speranza che la squadra di Sarri possa fare meglio di quella di Mazzarri. Anche con le alternative (possibili) in campo, al posto dei titolarissimi. Quelli si terranno caldi per la Spal, tre giorni dopo al San Paolo. Cinque anni fa, dopo lo 0-3 con i cechi, Napoli-Sampdoria finì 0-0. Per dire.

Post scriptum

Alle elezioni del 2013 non vinse nessuno. Wikipedia scrive: «I risultati elettorali hanno consegnato alle aule parlamentari una composizione di eletti che non vede nessuna delle coalizioni ottenere una vittoria, determinando un risultato senza precedenti nella storia delle elezioni politiche italiane». Presagi.

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