Eppure a Firenze non ha perso il Napoli: noi, i peggiori nemici di noi stessi

Dopo l’infortunio di Ghoulam e la vittoria della Juventus a Firenze, a Napoli è tornato di moda il disfattismo. Servirebbe un training autogeno per guarire dalla nostra malattia: la ricerca continua di alibi.

Eppure a Firenze non ha perso il Napoli: noi, i peggiori nemici di noi stessi

La nostra ipocrisia

«I napoletani sono ipocriti, sembrano allegri, invece sono tristi. La gente li osserva, e loro fanno finta di essere spensierati. Non s’impegnano, perché da quando avevano in casa i mori sanno come va a finire». Questa frase di Peppino De Filippo su Napoli e i suoi abitanti mi rimbomba in testa da questa mattina. Dalla colazione. Il mio vicino di bancone al bar non faceva che ripetere, raccogliendo il consenso generale quasi tenesse un comizio, “Vabbuò ma se non perdono nemmeno queste, arò c’avviamm! Abbiamo perso un altro scudetto”.

L’argomentazione risultava al quanto impeccabile, rozza ma giustificabile. L’altra, l’innominabile, sarebbe dovuta cadere al Franchi, altrimenti quando, la coperta è corta, il turnover non lo sappiamo fare e non lo possiamo fare, il Presidente è un pappone, devi vedere se a marzo ci arriviamo, e se ci arriviamo come ci arriviamo, o sacc sol’i come va a finire.

Un mondo ostile

Noi ridiamo, scherziamo, scaramanticamente facciamo le corna accompagnandole con ghigni che hanno parvenza di simpatico. Ma dentro logoriamo. La sensazione è sempre quella di vivere in un mondo ostile, sul quale non possiamo esercitare nessun controllo, viviamo dei suoi scarti, di quello che ci lascia. Pigliate ‘a bona quando te vene, ca ‘a malamente nun manca maje.

E come se le responsabilità non spettassero mai a noi, il potersi trovare finalmente (probabilmente dai tempi del Pibe non accadeva una cosa simile) in una situazione favorevole (perché essere i primi in classifica è una situazione favorevole, non dimentichiamolo!) non fosse mai solo frutto del merito (sia nella buona che nella cattiva sorte). Noi abbiamo questo continuo bisogno dell’alibi, ieri tra l’infortunio a Ghoulam e la partita di Firenze disgraziatamente ne abbiamo ricevuti non uno ma due, per nascondere le nostre insicurezze, le nostre paure. Come quella di poterlo vincere veramente questo scudetto.

Training autogeno

Noi, noi, noi, siamo proprio noi, i napoletani il più grande avversario di questo Napoli. Sarri e la società devono difendere la squadra da noi stessi, più che dalla stampa, dal palazzo o dalla Juve. I più pericolosi nemici sono quelli da cui non pensiamo di difenderci.

Cosi se qualcuno sulle righe de’ Il Napolista qualche settimana addietro proponeva uno psicologo per la squadra, al nord fa figo chiamarlo mental coach, io lo propongo per tutti i tifosi. Istituiamo delle sedute a mo’ di alcolisti anonimi, facciamo training autogeno, scegliamoci addirittura uno sponsor magari qualcuno che tifa un’altra squadra che ci insegni, sempre a noi e non a quelli che scendono in campo (perché io più li guardo più li vedo maturi e strafottenti), che vincere o lottare per vincere richiede uno sforzo costante, na’ fatica esagerata.

Altrimenti da Peppino passiamo ad Eduardo. E diamo un consiglio alla squadra “Se volete fare qualcosa di buono, fuitevenne ‘a Napoli”, lasciate Castevolturno allenatevi a Coverciano, vicino Firenze, dove ieri non ha perso il Napoli.

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