La salute economica del Milan: rifinanziamento, fair play finanziario e possibili sanzioni

La Gazzetta dello Sport spiega le strategie del Milan: una nuova controllata per liquidare il fondo Elliott, il mercato senza cessioni e l’appuntamento a Nyon con l’Uefa.

La salute economica del Milan: rifinanziamento, fair play finanziario e possibili sanzioni

L’articolo della Gazzetta

Il buon andamento del Milan ha permesso, almeno per questo periodo, di “spegnere” i riflettori sulla situazione economica del club. Che è ancora in via di risistemazione, diciamo pure di definizione. Lo spiega la Gazzetta dello Sport in un articolo di oggi, in cui si elencano in pratica tutti i “fronti” su cui stanno lavorando Fassone e Mirabelli.

Il primo è il rifinanziamento del debito. Una carta che l’amministratore delegato Fassone vuole giocarsi con l’Uefa per il settlement agreement (secondo fronte), ma anche per evitare problemi con il fondo Elliott. Che, entro ottobre, dovrà essere rimborsato per 370 milioni, interessi compresi. Su questo punto, leggiamo l’articolo della rosea: «Fassone intende liquidare il fondo americano molto prima, rifinanziando il debito con altre controparti al massimo entro maggio. Debito che è diviso tra quello in carico al proprietario Li Yonghong e quello in carico al club (qui la strada è più agevole e se ne sta occupando in esclusiva la banca d’affari Merrill Lynch, che potrebbe coinvolgere più finanziatori)».

L’idea di Fassone è quella di creare una newco, ovvero una nuova società controllata dal Milan, che permetterebbe di generare utili senza grossi costi attraverso la gestione di diritti tv, sponsorizzazioni e stadio. Una strategia che, come spiega la Gazzetta, potrebbe funzionare solo a patto che questa società appartenga al Milan e non a Mister Li.

Fair Play Finanziario

È una situazione che, oltre ai rapporti economici interni, fa riferimento anche all’Uefa. Entro marzo, il Milan potrebbe essere convocato a Nyon per la richiesta del settlement agreement. Fassone «vuole farsi trovare pronto, con risposte concrete sul rifinanziamento. In quanto a sanzioni, se arrivasse quella che non permette ingressi in lista Uefa di giocatori più costosi rispetto a quelli usciti (se compro Mister X a 80 milioni, per poterlo inserire in lista Uefa devono uscire dalla stessa lista giocatori per 80 milioni, altrimenti è utilizzabile solo in campionato), occorrerebbe fare valutazioni molto attente. In ogni caso, per il prossimo mercato non c’è obbligo di fare cessioni». Un provvedimento del genere fu preso contro l’Inter, alla vigilia dell’Europa League 2016/2017.

Infine, la situazione di Li Yonghong e dello stadio: il patron cinese non ha alcuna intenzione di cedere, al massimo ammetterebbe l’ingresso di un nuovo socio di minoranza. Su San Siro, invece, il Milan «non vuole sentirsi “spinto fuori” dal Meazza e ragiona su tempistiche meno celeri rispetto a Inter e Comune. Per il club avere uno stadio nuovo o San Siro rinnovato, è una priorità».

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