Malagò: «Fossi in Tavecchio, mi dimetterei: ci sono responsabilità evidenti»

Le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò all’indomani dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali: «Siamo tutti delusi e amareggiati».

Malagò: «Fossi in Tavecchio, mi dimetterei: ci sono responsabilità evidenti»

Il presidente del Coni

Giovanni Malagò chiarisce la sua posizione in merito all’eliminazione dell’Italia dai Mondiali di calcio. Lo fa con una certa severità, soprattutto nei confronti di Carlo Tavecchio. Queste le parole del presidente del Coni: «Siamo tutti delusi e amareggiati. Ho sentito Tavecchio, gli ho chiesto che intenzioni avesse e mi ha detto che domani ci sarà il vertice in Figc. Se fossi in, però, lui mi dimetterei».

Il possibile commissariamento della Federcalcio: «Non ci sono gli strumenti oggettivi e procedurali per procedere a un commissariamento. Un uomo di istituzioni deve ascoltare tutti ma anche ragionare con buon senso, attraverso quelle che sono le norme. Il presidente del Coni può commissariare una federazione solo se non funziona la giustizia sportiva, se i campionati non partono o per gravi irregolarità amministrative. Ad oggi questi tre fatti non ci sono».

«In ogni caso, però – continua Malagò -, c’è un altro discorso non scritto che riguarda invece la sfera delle competenze e responsabilità oggettive, che sono sotto gli occhi di tutti. Non succedeva dal 1958 che l’Italia non si qualificava a un Mondiale e va detto pure che allora ci andavano 16 squadre e invece oggi c’erano più possibilità. Ma soprattutto veniamo da tutto un periodo senza grandi risultati. Dall’Under 21 sono arrivati segnali importanti negli ultimi mesi, ma anche lì c’è stata la delusione della mancata qualificazione alle ultime due Olimpiadi. Ci sono stati investimenti, attenzione e interesse al mondo del calcio femminile, ma anche lì l’Italia manca da sempre a una grande manifestazione».

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