Posta (e risposta) Napolista / Il terrore per i cross arretrati

Un nostro lettore si domanda perché ogni volta che l’esterno “scende” sulla sua fascia trova sempre il rimorchio pronto: colpa dei centrocampisti che si schiacciano troppo sulla linea difensiva?

Posta (e risposta) Napolista / Il terrore per i cross arretrati

Centrocampisti schiacchiati

Non ho dati tra le mani, forse potrei sbagliarmi, ma mi sembra che quasi tutti i gol (o i tiri pericolosi) presi dal Napoli non attribuibili ad un evidente errore personale siano invece ascrivibili all’atteggiamento della linea dei centrocampisti sui passaggi all’indietro (cross arretrati) di un calciatore in posizione esterna. Il gol di Strootman di sabato, quello di Kroos, il tiro di Khedira martedì. Ma anche il tiro a giro sbagliato di Perotti che non vede Naingollan perfettamente libero assieme ad un secondo romanista a centro area.

Ormai tremo ogni volta che si ripropone questa azione: un esterno arriva sulla fascia e punta Hysaj/Ghoulam. Arriva in raddoppio Insigne/Callejon. Il giocatore scarica su una mezzala accorrente. A quel punto i tre centrocampisti o sono indietro perché era un cambio di fronte in cui sono stati saltati ed erano troppo lontani dai difensori, oppure sono presenti ma tutti schiacciati sulla linea dei difensori. E la frittata è fatta. A parte la paura di prendere gol che caratterizza tutte le partite in cui siamo in vantaggio – quindi quasi tutte – questo mi sembra l’unico difetto del Napoli. Come è possibile non si riesca a correggere?

Antonio Liguori

Risposta Napolista

Il tema sollevato è molto interessante. Anche perché rimanda a un problema”genetico” per chi scende in campo per attuare determinati principi di gioco secondo una certa disposizione in campo.

Il Napoli difende di squadra, esattamente nello stesso modo in cui attacca. Ovvero, attraverso la ricerca di densità nella zona dove si trova il pallone. I calciatori di movimento, letteralmente, si “muovono” tutti alla ricerca sincronizzata del pressing, dagli esterni offensivi fino alle mezzali e poi ai terzini.

Come ha scritto Antonio, il problema si pone ogni qual volta che gli esterni degli avversari, che siano essi a tutta fascia (sistema con tre difensori centrali, alla maniera dell’Atalanta o della “vecchia” Juventus), oppure a coppia (negli schemi con 4 difensori e gli esterni offensivi), riescono a puntare la fascia del Napoli in superiorità/parità numerica. Questo avviene soprattutto in caso di cambi di campo improvvisi o comunque ad ampia gittata, un po’ quello fatto (benissimo) dal Real Madrid nella gara d’andata (qui l’analisi tattica).

Correggere

Ci viene da dire, scherzando, “è una parola!”. Nel senso: il Napoli ha uno stile e dei principi di gioco molto strutturati, legati a dinamiche precise e ormai mandate a memoria. Il fatto che la linea dei centrocampisti si schiacci verso la difesa e lasci il limite dell’area alla mezzala a rimorchio, come lo stesso Antonio ha sottolineato, è una conseguenza quasi inevitabile rispetto all’atteggiamento e al set di movimenti precedenti.

Quando la linea difensiva scappa all’indietro per coprire su un eventuale cross (la prima opzione in caso di gioco sviluppato sulla fascia), il centrocampista è fatalmente costretto ad arretrare, in modo da garantire superiorità o almeno parità numerica in area. Per una squadra che difende con una linea alta, il supporto immediato dei centrocampisti in fase di rilancio diventa fondamentale. Inoltre, la presenza “in area” o quasi di Hamsik-Jorginho-Zielinski (un trio a mo’ di esempio, ovviamente) permette il gioco di possesso necessario alla transizione veloce.

Ogni sistema difensivo e calcistico ha un “costo” da sostenere, altrimenti tutti giocherebbero in un certo modo e vincerebbe sempre e solo chi ha più qualità. Il problema “sollevato” da Antonio esiste perché, in un certo senso, esiste il Napoli. Esiste questo Napoli. La conversione del movimento tipico della zona in un marcamento a uomo (mediano su mediano, per esempi), anche solo nella propria area, sconvolgerebbe l’intero mosaico costruito da Sarri. Non per sminuire l’interrogativo del nostro lettore, ma sono molto più dannose l difficoltà dei nostri terzini nell’uno contro uno difensivo e l’impreparazione (frequente) della difesa sui palloni laterali in area. Ne abbiamo parlato qui, giusto qualche giorno fa.

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  1. Condivido con la risposta Napolista che il problema più preoccupante sono gli uno contro uno dei nostri terzini e le palle alte a centro area.
    Sulle difficoltà dei nostri terzini, sul loro valore specifico, sui possibili sostituti, ci si potrebbe dilungare a lungo. Rimane da cardiopalma vedere immancabilmente i vari Ghoulam ed Hysaj saltati di netto e i nostri avversari arrivare sul fondo con tutta la calma e le possibilità di tiro o scarico facili facili.
    E’ da fegato spappolato vedere palloni crossati senza tante velleità diventare occasioni facilissime di rete.
    Quello che fa male è la facilità che concediamo ai nostri avversari di segnare. Se segni per bravura ci sta è il gioco del calcio.

  2. Mi sento di aggiungere una piccola cosa che dissi proprio ad inizio campionato. Le difficoltà descritte si avvertono maggiormente sulla ns fascia dx (Hysai molto criticato quest’anno) perché, a parer mio, è cambiato l’atteggiamento mentale di Callejon. Senza il ‘peso’ di Higuain in attacco, Calle si sente più libero di attaccare e sta sempre (pochi ma ci sono) qualche metro più avanti, rientra meno e con più difficoltà lasciando più sguarnita la retroguardia di Hysai. Lo stesso per certi versi vale per il centrocampista centrale . Jorginho l’anno scorso se rimaneva a ridosso della linea di centrocampo aveva l’appoggio di Higuain che veniva a dare appoggio per riaprire (fantastiche le sue girate no look come dicono quelli bravi) sui ns esterni. Questa mancanza ha messo in difficoltà jorginho quest’anno che col suo fisico soffre di più se aumentano i metri da coprire. In pratica la coperta quella è se si vuole il miglior attacco della serie A.

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