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Higuain e Bonucci, Sconcerti: «Credo alla sudditanza psicologica, non ai complotti»

Higuain e Bonucci, Sconcerti: «Credo alla sudditanza psicologica, non ai complotti»

Ecco cosa scrive Mario Sconcerti nel suo editoriale sul Corriere della Sera 

Il Napoli ha perso la partita e anche il suo centravanti. Ho visto molti giocatori diventare improvvisamente furiosi per rigidità arbitrali, non ricordo un’ira così plateale e insistita come quella di Higuain. Sono irascibile anch’io, mi viene male giudicare, ma quando si perde la testa si finisce per avere sempre torto, specie se si è per abitudine un esempio. Dispiace per la rabbia di Higuain, per quello che è sembrato un vero dolore, ma dispiace anche per la sua avventura nel gol. Adesso avrà un finale di stagione per forza dimezzato. E ci eravamo tutti abituati a rincorrerlo in questa corsa al record.

È vero che anche Bonucci era finito testa contro testa dell’arbitro due domeniche fa nel derby, era probabilmente un fallo da espulsione. Ma se pensavamo quello un errore, non possiamo condannare l’arbitro di Udine che l’ha corretto. Se poi la domanda diventa perché al Napoli sì e alla Juve no, mi viene difficile seguirvi. Credo alla sudditanza psicologica degli arbitri, non credo nei complotti. Gli arbitri non hanno oggi né la forza né il vantaggio di fare lobby. Quelli adatti alle grandi partite non sono più di 5 su quarantamila e quei cinque sono molto occupati a marcarsi a vicenda. Se va avanti uno si ferma l’altro. A nessuno conviene avere contro la Juve, ma a nessuno conviene nemmeno avere il Napoli ostile. Una squadra, se è forte davvero, questo lo sa.

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