As mette la mani avanti sull’arbitro Vincic. “Il Barcellona non ha un bel ricordo di lui. Nel 2022 negò un rigore per fallo di mano di Dumfries”

Il Real Madrid pensa solo alla finale di Champions League. Ancelotti e la sua squadra vogliono portare nella capitale spagnola la quindicesima coppa dalle grandi orecchie. In teoria, il Borussia Dortmund in finale non dovrebbe essere un ostacolo insormontabile. As però teme la trappola, lo zampino di Ceferin. Ricordiamo che formalmente Barcellona e Real Madrid fanno ancora parte della Superlega, il “male assoluto” per Ceferin.
La commissione arbitrale della Uefa ha designato l’arbitro della finale, lo sloveno Vincic. È della stessa nazionalità di Ceferin, è stato invischiato in una vicenda di prostituzione e ha già penalizzato il Barcellona in Champions, nel 2020. Più chiaro di così…
La paura di As: l’arbitro della finale Champions è sloveno, come Ceferin
Scrive il quotidiano spagnolo:
Ormai è noto l’arbitro che fischierà il primo giugno nella finale di Champions League tra Real Madrid e Borussia Dortmund. Il Comitato Arbitrale Uefa ha nominato lo sloveno Slavko Vinčić come arbitro della finale. Lo sloveno, connazionale del presidente Uefa Ceferin, ha arbitrato sette partite di Champions League in questa stagione, compresa la gara di ritorno dei quarti di finale tra Borussia Dortmund e Atletico Madrid (4-2, per i tedeschi).
Vincic sarà accompagnato dai connazionali Tomaž Klančnik e Andraž Kovačič come assistenti e Nejc Kajtazović , in sala Var. È la prima volta che arbitra il Real Madrid. Il Barcellona non ha un bel ricordo di lui. Nel 2022 diresse Inter-Barcellona (1-0) nella fase a gironi, segnata da polemiche, poiché i blaugrana si lamentarono per un fallo di mano di Dumfries in area di rigore.
L’arbitro sloveno, è stato coinvolto in polemiche nel 2020 quando fu arrestato in Bosnia Erzegovina per un presunto legame con una rete di prostituzione smantellata a Bijeljina. Vincic è stato assolto sostenendo di essere finito lì in quel momento per aver accettato un invito a pranzo che, a posteriori, si era reso conto di non dover accettare. L’arbitro ha sempre ricevuto il supporto diretto del suo capo.