A Bergamo si sono viste le carenze denunciate da Mou. Smascherò i disastri di Tiago Pinto, i giocatori si offesero per le sue parole e lo fecero fuori

Dagospia abbatte il muro di falsita su Mourinho: “e allora? Chi aveva ragione?”
Dagospia dà la paga anche in materia calcistica. Dopo la sconfitta della Roma a Bergamo (ha perso 2-1 ma avrebbe dovuto perdere 7-0), Dago affonda sulla Roma di Daniele De Rossi e riporta un po’ di verità nell’affaire Mourinho. Lo monda delle tonnellate di falsità e ipocrisie che siamo stati costretti a sorbirci in questi mesi.
Dago titola così un pezzo di considerazioni sul post Mourinho
“E allora chi aveva ragione? Mourinho! Dopo i disastri di Tiago Pinto lo “Special” aveva parlato di una Roma con limiti strutturali (a livello di rosa e di “gamba”). I giocatori si sono pure offesi e, a partire dal capitano Pellegrini, hanno brigato per farlo fuori. Risultato? La Roma, anche con Daniele De Rossi, ha messo in evidenza le solite carenze atletiche e tattiche e chiuderà in una posizione anonima in campionato”.
Dagospia riprende anche Zazzaroni, con Dybala verso l’Arabia
E riprende quel che ha scritto oggi Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport:
La sconfitta della Roma non mi sorprende: i danni procurati da Tiago Pinto sono chiari da tempo, li ho elencati per due anni e mezzo, Mourinho ha provato a rimediare peraltro in condizioni non ottimali: ha sempre avuto la consapevolezza dei difetti, che talvolta ha coperto.
Sono andato a riprendere alcune considerazioni dello Special fatte l’ottobre scorso: «Non siamo una squadra molto veloce, con una transizione forte e reattiva. Quello che cerchiamo di fare sempre come squadra è trovare equilibrio. Se ci riusciamo questo problema si sente meno…». E ancora: «Se definisci zone e momenti di pressione e ci sono un paio di giocatori che non lo fanno, è difficile. Idem sotto il punto di vista del possesso».
Ora, De Rossi ha fatto un ottimo lavoro sul piano tattico e della proposta ma non poteva, nessuno può correggere col gioco e tanto coraggio difetti che sono enormi e strutturali: il terzetto di centrocampo Cristante, Paredes, Pellegrini, ad esempio, non è sostituibile, le ha praticamente giocate tutte e si è parzialmente fuso; Dybala, l’alta qualità del gruppo, è mancato nei momenti decisivi, e in sofferenza sono finiti tanto i difensori (N’Dicka malissimo ieri) quanto Lukaku, vittima di isolamento fino all’ingresso di Abraham.
Daniele va perciò sostenuto soprattutto adesso e con convinzione: ha idee, personalità, freschezza, onestà di giudizio. La società gli è vicinissima e sono convinto che farà il possibile per dotarlo di un materiale migliore.
Salvo anche i giocatori, comunque: hanno dato e stanno dando tutto quello che possono. Gente come Mancini, Cristante, El Shaarawy, Llorente, Bove e lo stesso Paredes non si è mai tirata indietro mostrando notevoli capacità di reazione (anche a Bergamo sullo 0-2). Lukaku ha ancora due partite da romanista, mentre è più che probabile che Dybala, se non sarà Champions, prenda la strada dell’Arabia.