Lo ammetto, sto impazzendo io (e non solo) e il calciomercato

Se credi di essere pazzo o di avere ottime possibilità di diventare tale, sappi che non sei solo.
Leggendo l’articolo di Bratti, ho realizzato che il mio sano e consueto distacco dal calciomercato si è polverizzato inconsapevolmente in questi giorni. Generalmente, finito il campionato, oltre a partecipare a qualche sporadica discussione da bar e a sfogliare un paio di pagine di quotidiani e siti, ad altro non mi dedicavo. Sì, lo scorso anno mi ha affascinato l’idea che potesse vestire la nostra casacca Jovetic e mi sono lanciato in voli pindarici di breve durata e di certo ho esultato all’acquisto di Behrami, fin tanto da pensare di acquistare la sua maglia. Ma raramente mi sono lasciato coinvolgere dalla follia collettiva che genera il mercato. Per esperienza. Ci tengo alla mia salute mentale e alla famiglia.
Bene, leggendo l’articolo di Bratti, mi sono reso conto della metamorfosi che mi sta investendo.
Se penso a Mazzarri, alle sue dichiarazioni e alle routine del culto walteriano, tra titolarissimi, l’integralismo del modulo e al profilo prestampato dei papabili acquisti, credo che mi sarei svegliato direttamente a settembre, calmo e sereno, con il pacchetto già bello e pronto per l’uso. Stavolta no, stavolta la rivoluzione e la conseguente curiosità, intrisa di dubbi, teorie e fantasie mi ha scombussolato. E non solo me.
Le cause scatenanti le riconduco quindi a:
L’avvento di Rafa e il suo ciclonico sconvolgimento.
Il distacco (o presunto tale) del nostro (ancora nostro, eh) Matador.
Il Gallo.

Difatti, qualsiasi discussione, su qualsiasi argomento, si conclude sempre con una delle seguenti frasi: vabbè, non ci ingrippiamo, tanto tutto dipende da Benitez che è pur sempre una garanzia. Oppure: vabbè, che parliamo a fare, tanto dipende tutto da Cavani. Senza mai dimenticare che tutto dipende da Aurelio e se aumenterà o meno il monte ingaggi. E fermo restando che tutto dipenderà dai salmi serali del Vangelo secondo Di Marzio.

Riusciamo poi a individuare questo stato di totale intima instabilità, non tanto quando ci facciamo fagocitare persino da un servizio dedicato a un presunto interessamento di Bigon per un terzino della Guinea, nemmanco quando, presi dalla bulimia di notizie, ci soffermiamo finanche a leggere interviste rilasciate da giornalisti con le proprie soggettive opinioni (e qui dico che siamo arrivati alla frutta. Cioè, giornalisti che si fanno intervistare da altri giornalisti che a loro volta si faranno intervistare da altri giornalisti ecc ecc ecc) pur di strappare tra le righe un’unghia, un pelo, un nuovo pensiero, una nuova piccola informazione su ciò che accadrà o che ci aspettiamo che accadrà nel prossimo nebuloso futuro. La classica fame del sapere, del conoscere, del possedere le verità (o presunte tali).

No, niente di tutto ciò. Ci si rende conto della propria follia quando ci guardiamo allo specchio. E con questo intendo quando ci ritroviamo di fronte uno a cui riconosciamo la nostra stessa ingordigia o il nostro stesso cortocircuito. Tanto da accrescerlo. Ecco, sto impazzendo principalmente a causa del Gallo. E’ lui che mi trascina su temi al limite della metafisica e del soprannaturale. E non parlo solo di Cavani, ovviamente.

Sì, perché la nostra follia non si è ridotta ad una mera ricerca di nomi rispetto ai quali dobbiamo alzare o abbassare il pollice. No, siamo passati a uno studio psicologico degno del miglior Morelli. E che Freud, oggi, ci farebbe un baffo, eh.
Radio, televisioni, televideo, siti web, giornali, li prendiamo come il caffè. Inoltrandoci in statistiche, interviste passate e vecchi video di giocatori semisconosciuti e della loro filosofia e stile di vita.

Il Gallo mi ha fatto studiare tutte le formazioni di Benitez dagli anni del Valencia sino alla finale di EL col Chelsea. Ho scoperto che il suo punto di forza è la difesa, che le sue squadre prendono pochissimi gol, che il suo gioco non è quasi mai spettacolare, che vince spesso uno a zero, che le sue squadre (eccetto gli anni di super Torres) tirano poco in porta, che in realtà, a parte la parentesi Inter, il modulo dei 3 dietro la punta, prevede un finto attaccante, che vuole nella rosa un perticone e almeno un paio di ali guizzanti, che dei 4 centrocampisti, almeno un paio, se non tre, devono avere buone doti di palleggio, che pratica turn over sistematici, che la formazione non l’azzecchi mai, che cambia modulo come io cambio canale da skysport24 a sportmediaset, che l’unica certezza è la difesa a 4, che ci sono partite in cui ha giocato senza punte, che addirittura nella finale persa col Milan ha giocato solo con Kuyt in avanti, e che, soprattutto, vince.

In base a questo, ci siamo dilungati in psicopatiche e arzigogolate teorie, partendo dalle dichiarazioni degli adepti di Benitez che lo osannano per la sua maniacalità e mentalità e per l’importanza che da alla tattica, sino all’ammutinamento degli interisti: Materazzi lo odia perché non gli permise, a suo dire, di tenere le foto di Mourinho nell’armadietto; Stankovic perché, a suo dire, gli allenamenti estivi lo avrebbero ucciso; Snejider perché, a suo dire, lo faceva giocare fuori ruolo e Zanetti fece la spia a Moratti del malumore che serpeggiava nello spogliatoio. Senza parlare del presunto infortunio di Milito e della resurrezione improvvisa e totale della squadra con Leonardo.

Bene, dopo aver studiato intere notti questi quadri clinici, ci siamo fiondati sui possibili acquisti che renderebbero al meglio nel sistema Rafiano. Interrogandoci giorno e notte sul miglior utilizzo e la posizione di Hamsik, su chi potrebbe essere il sosia di Kewell o il clone di Baraja e di Kily Gonzalez. Ponendoci poi, ad ogni nome, la stessa domanda: ti piace?
Ti piace Belfodil?
-Sì, però ho letto che ha un brutto carattere e che di testa è più scarso di Aglietti.
E ti piace Mertens?
-Chi? Per me è solo il nome di un ciclista.
Ma no, ho letto che lo chiamano il Messi del Belgio.
-Messi? Ma se assomiglia a Giaccherini.
No, per me lo compriamo al posto di Biabiany che doveva venire al posto di Mesto.
E se prendessimo Robben? E’ mai possibile che ancora nessuno ce lo abbia accostato?
Ed El Shaarawi?
-No, pesta i piedi ad Insigne.
Ma perché? Il faraone non può giocare prima punta?
-Prima punta? Vabbé, che ne parliamo a fare, tanto dipende tutto da Cavani…

Un giorno addirittura abbiamo tentato di entrare nei meandri della testa di De laurentiis. Cosa farà? Chi comprerà? Tweetterà o non tweetterà? Punterà solo sui giovani? Ma davvero ha chiesto Lamela e il faraone? Ma se ne frega dello scudetto? O pensa solo al girone di champions? Ma poi mi chiedo: perché dovrebbe comprare proprio ora i top player, quando non li ha mai voluti? Mica comprerà Mertens perché non siamo riusciti ad arrivare a Cerci? Ma Mertens è sempre il ciclista? Ma chi lo conosce? Vabbè, tanto tutto dipende da Benitez. Lui è una garanzia, ecc ecc

Su Cavani poi, un capitolo a parte. Ogni giorno lo infiliamo in una squadra diversa. Ogni giorno ci convinciamo che resti perché nessuno vuole mollare i 63 melloni. Ma in fondo, perché porci tutte queste domande, tutto dipende da lui, no?

Alla fine, io credo che il loro intento sia semplicemente un altro: farci impazzire.
E ci stanno riuscendo.
Gallo, ho spento il cellulare. Sto weekend, me ne vado in Sardegna. Con la famiglia… Magari becco qualche procuratore.

Altro che 31 agosto. A San Luigi non ci arriviamo. Chiama la neuro.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.
Gianluigi Trapani

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