Benitez: «Lo scudetto? Il nostro obiettivo è crescere»

I napoletani vorrebbero reincontrare il Chelsea, e lei?
Vorrei fare una squadra che compete con chiunque, non è un problema il nome dell’altra squadra. La cosa più importante è che il Napoli sarà una squadra forte, non dobbiamo avere paura di nessuno.
(interviene De Laurentiis) Ecco, questa è una bella frase. Essere forti non significa vincere qualcosa, ma non avere paura di nessuno. Come Napoli città non ha paura di nessuno…

Se la sente di promettere lo scudetto al primo anno?
Parliamo di crescere, sistemare una squadra, non solo per quest’anno, per il prossimo, per due o tre. Se posso vincere il primo anno, vinco il primo anno. Ma non è facile. Lavorare, lavorare. Avere qui tanti giornalisti significa che la società cresce.

Callejon e Cerci corrispondono alla sua ala destra? de Sanctis è il suo portiere?
De Sanctis è il nostro portiere al 100%, se troviamo qualcun altro è per migliorare la rosa. La competizione è importante. Per gli altri giocatori, stiamo ancora parlando tra di noi per capire dove possiamo arrivare.

Sarà Mertens il primo acquisto?
C’è una negoziazione in atto. Ve lo comunicheremo.

A De Laurentiis. Che mercato devono attendersi i tifosi?
Benitez sta da tempo verificando con Bigon e il sottoscritto eventuali acquisti. E’ chiaro che uno pensa: mi piacerebbe tanto… il procuratore dice: sì, fantastico… Poi il giocatore non ama Napoli… ha la fidanzata inglese… non sa con chi parlare… Questa è la commedia umana di tutti i giorni, di tutti i minuti. Ma non ci stanchiamo. Finché il film non è proiettabile, non può andare nelle sale. Ma se devo fare il cast pensando che Brad Pitt è perfetto, e poi Brad Pitt…
(interviene Benitez) Brad Pitt è Messi…
(replica De Laurentiis) Una volta Brad Pitt era Messi, oggi non lo è più… Non lo dite, eh?

Sarà un uomo di campo o anche di società, all’inglese?
Sono sicuro che sei un uomo intelligente. Cosa pensi che io faccio il manager o l’allenatore? Ho 53 anni, allenatore da 26-27, da manager 6. Non ho nessun problema a fare l’allenatore, vecchio e con un po’ di esperienza.

Il feeling con De Laurentiis è superiore a quello che aveva con Moratti. E’ una sfida per lei il ritorno in Italia?
La cosa importante per me è arrivare in un posto dove la gente vicino a te ha fiducia, se vuoi parlare di calcio e della tua idea. Non è questione di dimostrare niente. Importa che ci sia una città dietro di me.

A De Laurentiis. Quanto Benitez può aiutare il Napoli a crescere?
Speriamo che nei prossimi 2 anni Platini amplii la Champions ed elimini l’Europa League, che è un costo per i club non una fonte di reddito. La crescita passa attraverso la costruzione di un nuovo stadio. Dipende dall’intelligenza della gente che governa. Se renderanno possibile una nuova legge per la costruzione degli stadi, faremo un enorme balzo in avanti. Rifaremmo lo stadio e rifaremmo una grossa parte della città. Il problema è quanto progredirà l’Italia per capire quanto progredità il Napoli.

Ora Rafa in spagnolo per la stampa del suo Paese. Vuoi portare spagnoli a Napoli?
Per gli acquisti abbiamo già parlato col club, sono stati già definiti, stiamo trattando dei buoni calciatori. Io parlo un po’ di spagnolo, di inglese, di italiano, di francese. Non importa di dove siano i giocatori. Importa che siano bravi.

A De Laurentiis. Cavani. C’è una porta aperta a contropartite tecniche? Dzeko le piacerebbe?
Geco. Quell’animale che di notte… Se lo valutiamo per una cifra che corrisponde al suo reale valore, non avendo giocato ultimamente… non come Cavani che in tre anni ha fatto quello che ha fatto… di Dzeko ci ricordiamo quello che faceva… però Mancini ti mette da parte se non sei in linea con lui… non so cosa sia successo con lui… Dzeko non è quello che faceva tutti quei gol in Germania. Prenderlo per fare l’allenatore degli altri club, no. Che facciamo, diciamo: venite qua perhé c’è il sole, o sole mio, diventate bravissimi e poi vi vendiamo? Ammesso e non concesso che Dzeko voglia venire…

Quanto tempo si dà per offrire un’impronta personale al Napoli? Ci saranno amichevoli in più?
Non si può dire quanto tempo. Mi aspetto domande sul modulo: a tre, a quattro dietro. Maggio gioca a destra nella linea di 4, Zuniga e Armero lo stesso in nazionale. Possiamo cambiare il modulo, giocare a 3, a 4, a 5. Abbiamo bisogno di tempo in ritiro. Posso dire un mese, una settimana. Dipende dai calciatori.

Quando lasciò il calcio italiana, l’Italia attraversava una crisi di identità. Pensa di trovare un calcio più europeo?
La nazionale sta facendo molto bene, un grande lavoro. Se parliamo della serie A, la differenza sta nel fair play finanziario. Per questo Napoli è una squadra forte oggi e sarà una squadra forte nel futuro. Ma si vede che il calcio italiano è migliorato.

A Benitez. Come si gestisce il doppio impegno? Quanto è importante Hamsik nel suo progetto?
Per la Champions abbiamo una motivazione speciale. Ne stiamo parlando con il presidente per fare una squadra più forte e fare bene. Tutti i giocatori sono importanti per me. Ogni giorno si parla di Cavani, ma Hamsik è un giocatore importante, Insigne ha un grande futuro, ma tutti nella rosa sono importanti.

Ancora alla stampa spagnola.
Mazzarri ha fatto un gran lavoro, un grosso vantaggio. Potremo confrontarci con squadre che dal punto di vista finanziario sono state avanti. Il Napoli è in crescita e presto potrà competere con squadre dal bilancio maggiore. Pecchia sarà il mio vice, conosce il campionato, la città, l’ambiente e sarà un grande aiuto.

A De Laurentiis. Benitez è un allenatore di prestigio, poteva andare al Real Madrid…
Io non rubo alla Spagna, lui è un uomo internazionale. Ho sempre criticato l’Italia per questo. Il Real è un azionariato pubblico, non rispetta il fairplay e non so nei prossimi anni quanto potrà essere forte se non si abitua a questa mentalità. Il Barcellona già è diverso, sfrutta il vivaio, ha inventato una filosofia. Rummenigge del Bayern mi ha detto che non darà mai 20 milioni lordi di ingaggio a un giocatore solo, al massimo gliene dà 6-7, cioè 3 e mezzo netti, e questo nonostante abbia uno stadio suo. E parliamo di un club che è gestito dall’Audi ed altri grandi società.
(interviene Benitez) Non devo spiegare perchè non sono andato al Real Madrid. Sono libero di scegliere e sono felice di essere a Napoli.

A De Laurentiis. Ora domande dagli inglesi sulle offerte per Cavani.
Il Manchester City non ha i soldi per comprare Cavani. Possiamo discutere, ma le contropartite per ora non soddisfano. Il Chelsea mi ricorda una vecchia canzone: Marina, Marina, Marina. Io non ho mai sentito Marina, non mi ha mai chiamato. E’ difficile pagare 63mln di euro, il problema è il fair play finanziario. Il City ha fatto una seconda società per dribblare il fairplay. Platini, mi ascolti. Non mi importa se avrò problemi legali da domani.

A De Laurentiis. Ha sentito Cavani?
Con lui c’è un ottimo rapporto, non è cambiato nulla. I titoli dei giornali non hanno rappresentato bene le sue parole. Non potrebbe mai disconoscere l’importanza di un club come il Real Madrid. Ma la sua importanza se l’è creata qui a Napoli. Se gli si prospetta l’Anzhi, può darsi che dica: no grazie. Ma se arrivano il Real, il Barcellona, il Bayern, è umano che lui dica: vedrò, grazie, un momento. Ma poiché sa di aver anche firmato un contratto, sono rimasti altri 4 anni, sa di avere un’obbligazione. Deve essere ambasciatore educato di se stesso, laddove volesse andare via. C’è una clausola. Sulla clausola nessuno può fare nulla. Io credo che Cavani sappia che qui c’è un grande palcoscenico. Qui è e sarà la primadonna, non so se al Real o in altre piazza sarà la sola primadonna. Già nelle nazionali riscontra una certa difficoltà, vengono fuori i Furlan (sic), i Suarez… Napoli per Cavani è una culla vera. Nella culla il bambino sente serenità ed esprime tutta la sua potenzialità. Se si è esaurita a Napoli, è tutto da dimostrare. Poiché è un uomo intelligente, queste considerazioni le farà, deciderà e noi lo seguiremo.

Cosa chiede ai tifosi?
Adesso non mi chiamo Rafa, adesso mi chiamo Rafé. Questo devo impararlo, se qualcuno mi chiama per strada. Sono da un giorno qua, e ho avuto 20 persone ogni volta a chiedermi l’autografo. Siamo tutti contenti per questo nuovo progetto. Sul sito mi dicono che ci sono 6 milioni di tifosi che pensano alla partita. Non è una cosa normale, è un sentimento diverso. Qui si vede il profumo del calcio, tutti aspettano la domenica. Mi aspetto che tutti siano dietro la squadra, vinciamo tutti insieme.

A Benitez. Le farebbe piacere portare in serie A altri napoletani, i fratellini di Insigne?
Conosco poco la città. I tifosi mi hanno dato indicazioni su cosa visitare attraverso il sito. In ventimila. Io sono spagnolo, abbiamo qualcosa di simile dal punto di vista caratteriale. Non sono qua per vedere la città, sono qua per sentire la città. Se lo faccio con sentimento, allora mi sarà facile vedere i calciatori che sono di qua. Ho visto Insigne. Per me conta se lavorano per la squadra. Se è un giocatore locale che ha sentimento, allora è meglio.

A De Laurentiis: programmi e scadenze che prevedono?
La mia domanda di esportazione del marchio Napoli significa che ora vorrei “tentativamente” capire se avrò la forza di replicare la napoletanità in Inghilterra. In una città come Londra. Poi ho chiesto una delega al capo della Lega americana per farmi costituire un Napoli a New York, oppure andremo in Messico. E poi vediamo se riusciremo a fare un’altra squadra a Rio. Se riesco a quadruplicare la filosofia napoletana nel mondo anglosassone, dove i napoletani sono adorati, a New York non ne parliamo, e in Brasile, dove la musica ci mischia bene, allora potrà morire contento.

Benitez, cosa chiede al Napoli?
Vedere le cose che ho visto. Una società che vuole ancora migliorare. Dalla squadra che giochi bel calcio, e che si possa vincere.

De Laurentiis all’inizio dice di non aver capito la domanda del giornalista di Al Jazeera!
Il Napoli deve rappresentare una bandiera internazionale. Non eravamo fra i primi 500 nel ranking, ora un’azienda ci ha messi al ventesimo, un’altra quindicesima, la Uefa qualche posto più dietro. Spero che nei prossimi 5 anni saliremo ancora, ancora, ancora.

C’è Al Jazeera!

Ha parlato con Cavani?
Ho parlato con Cavani, sono in contatto con messaggi. Si parla di lui perché è fortissimo e importante. Deve fare il suo lavoro in nazionale, poi speriamo che stia qua. Se devo parlare più volte con lui, lo farò.

Quale errore non vorrebbe ricommettere rispetto alla sua precedente esperienza in Italia?
E’ una squadra diversa, i tifosi sono diversi, il presidente è diverso. Se ho fatto questa scelta è perché qui c’è voglia di migliorare e fare meglio in futuro.

A DeLaurentiis una domanda sul malumore della gente su Cavani.
Il Napoli non ha bisogno di internazionalizzarsi. E’ già una regina del mondo per quello che rappresenta filosoficamente. Il Napoli è una bandiera. I giornali più prestigiosi dicono che a Napoli non funziona nulla, solo il calcio. Benitez ci accompagnerà per una ulteriore crescita. Inizia un nuovo ciclo, è come se ricominciassimo. Non si può dire l’altro anno abbiamo fatto X, ora dobbiamo fare Z. Comincia un altro periodo. Inizia un viaggio diverso e che dovrà avere una sua programmabilità e non essere impostato per vivere alla giornata. Non siamo interessati al risultato di oggi, ma a quello di domani e dopodomani.

Le prime sensazioni? Come l’ha convinta il presidente?
Un giorno un po’ caldo per me, vengo dall’Inghilterra. Ho visto la città, conosco i tifosi, tanti giocatori che sono stati qua mi parlano benissimo di Napoli. Sono contento. La squadra vuole crescere. Ha fatto bene, speriamo farà molto bene.

Pennarello blu. Benitez autografa la maglia. Poi anche il presidente. “Questa va all’asta”, dice il pres.

Fotografi divisi in più gruppi. “Spazio al gruppo B”, dice Baldari. Avranno fatto i sorteggi o i preliminari?

Benitez, polo scura, giacca grigia. De Laurentiis in completo chiaro, cravatta scura. Ora fanno le foto insieme. Benitez ha la maglia con il suo nome. Stretta di mano.

C’è uno spazio dedicato agli interpreti. Baldari, addetto stampa, si aggira per la sala con un microfono tra le mani.

I fotografi sono tutti accalcati sulla porta da cui uscirà Benitez.

I fotografi in piedi, già agitati. Giornalisti seduti in prima fila con il pc sulle gambe, per aggiornare in diretta web. Ma voi seguitela qui, non gli date retta.

Benitez è già a Castel Volturno. De Laurentiis gli sta facendo visitare il centro.

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