Una finale coi gobbi, il sogno di una vita

L’aspettava da tanto tempo una finale contro i gobbi, come li chiama lui. La sua immagine profilo su facebook è dedicata alla sua stima per gli juventini.

Gli scontri degli ultimi anni l’hanno fatto godere, le ultime due di campionato, invece, le ha perse. Forse prevedendo l’amarezza che avrebbero lasciato. Ma a questa non poteva non esserci. E forse anche questa volta aveva previsto anche la gioia che avrebbe lasciato.

E’ venuto da lontano per questa finale. Ha prenotato il biglietto aereo tempo fa, fiducioso di riuscire a prendere quello per l’ingresso all’Olimpico. E ce l’ha fatta. Curva Nord, con noi. Ovviamente.

L’aspettava da tanto tempo una finale così. Lui che ha visto tempi migliori, ma anche peggiori. Lui che i chilometri se li è fatti per vittorie di scudetti, così come per promozioni dalla serie C. Anche stavolta mi ha regalato racconti delle sue trasferte, con personaggi mitici e quasi mitologici. Ognuno con un soprannome, ognuno con una passione enorme, come la sua. Anche stavolta mi ha raccontato di scorribande e di un’invasione di campo anni addietro di cui ne va ancora fiero.

Adesso le partite le vede da lontano in tv, tranne qualcuna di Champions che il Napoli gli ha regalato nella sua nuova terra di adozione. Ma questa l’aspettava da tanto tempo. E io ho sperato che venisse, con tutta me stessa.

La notte prima l’ha passata insonne, chiacchierando con qualche amico, facendo fuori qualche birra chiara, mandando in fumo un pacchetto di sigarette, magari anche rompendo un po’ le scatole a qualche juventino. Fino a notte fonda, tra uno sfottò e un discorso serio. Molto serio, fatto quando meno te lo aspetti. Di solito è un provocatore. E provoca sia nelle frivolezze che nelle cose serie, ma una idea sua ce l’ha, sempre. E te la dice solo se gliela chiedi altrettanto seriamente. Altrimenti si diverte. Perché il sorriso lo contraddistingue, sempre.

Anche adesso che è teso per questa finale. Una finale che aspettava da tanto tempo.

E’ sugli spalti con me. Accanto a me e a me non mi sembra vero. Il pre-partita corre veloce tra un coro e un altro, una birra e un’altra, un aneddoto e un altro, una ricetta inventata di cucina italiana esportata all’estero e un’altra. Che tanto “quelli si mangiano tutto!”.

A proposito di cibo, abbiamo condiviso anche quello. Frittate di pasta e casatielli. Sapori di casa portati da Napoli per riempire pancia e tempo.

Lui conosce un po’ tutti i ragazzi del gruppo. Ma io cerco di tenerlo il più possibile vicino a me perché quando faremo goal, se faremo goal, lo devo abbracciare forte e gridare con lui.

Quando comincia la partita è nervoso, ma sempre col sorriso. Perché in fondo è sempre fiducioso. Una sigaretta tira l’altra, ma sempre attento a non farmi respirare il fumo che sa che mi dà fastidio. Io gli dico di non preoccuparsi perché ci sono abituata al fumo intorno. Che di solito nessuno si preoccupa dei non fumatori. Ed io sopporto volentieri l’antistress più diffuso della curva.

Poi c’è l’esplosione della concessione del rigore. Io quasi non voglio vederlo, ma lui mi dice che sono pazza, che me lo devo godere tutto lo spettacolo. E ancora una volta ha avuto ragione. Mi sono goduta Cavani che la mette dentro, la gioia di chi mi circondava, l’abbraccio di uno sconosciuto, i suoi occhi lucidi e anche i miei. Mi ricordo che una volta, riferendosi alla nostra nuova amicizia, mi disse che “le persone belle si riconoscono subito”. Pur condividendo, solo adesso ho capito cosa avesse voluto dire.

Al secondo goal, non ho fatto in tempo a girarmi che lui era già sdraiato sui sediolini stravolto dalla felicità e dalla passione. Io ho alzato gli occhi al cielo e ringraziato, non trattenendo più le lacrime. Neanche lui le ha trattenute. Lo so. Lo immagino. Perché poi non l’ho visto più. Sarà andato a festeggiare altrove, con le sue donne, con suo fratello, con l’amico di una vita.

Ma l’importante è che questa finale che aspettava da così tanto tempo lui l’abbia vista anche con me. Accanto a me.

O almeno per me è stato così.

Deborah Divertito

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