Napoli-Catania, una vittoria buttata

Sembrava fatta nella ripresa dopo un primo tempo faticoso. Due a zero in sei minuti. Dzemaili e Cavani a bersaglio. Era proprio fatta, a venti dalla fine. Col palo di Pandev e la palla-gol battuta fuori da Dzemaili andava in fumo la terza segnatura. Un’altra palla-gol l’aveva fallita Cavani sullo 0-0. In tutto, 17 conclusioni del Napoli, nove nello specchio della porta. Poi la resa a metà su due calci d’angolo nell’ultimo quarto d’ora. Il Catania agguantava il pareggio (2-2).

Non portano bene agli azzurri le partite del pomeriggio (tre pari e una sconfitta). Non va bene il cammino interno: sesto pareggio, 18 punti persi al San Paolo (anche due sconfitte). Il terzo posto era a un punto. La Lazio vince e si allontana di tre.

C’era l’incognita della condizione fisica dopo la sofferta partita di metà settimana in Coppa col Siena. Mazzarri ha fatto due soli inserimenti: Fernandez per Cannavaro (fino al 66’). Gargano e Dzemaili a centrocampo con Inler in panchina (sino al 76’). Mancava Maggio, in campo i tre tenori. Catania pericoloso, bella squadra in serie positiva da sei turni (quattro vittorie).

Cancelliamo il primo tempo, lento, guardingo, col primo caldo della stagione. Napoli al piccolo trotto, Catania sulla difensiva. Si risparmiavano energie. Passaggi orizzontali. Ma siccome era il Napoli a fare la partita, la fatica di un lavoro maggiore pesava sugli azzurri. Il Catania andava al tiro una sola volta, dalla distanza, con Almiron (31’), facile per De Sanctis. Produceva di più il Napoli. Un colpo di testa di Fernandez (22’) e un bel tiro di Gargano (27’) senza problemi per Carrizo. Due tiri fuori (24’ Hamsik, 45’ Aronica). Soprattutto, la gran conclusione di Hamsik che impegnava Carrizo in angolo (29’).

Il Catania bloccava le corsie di Zuniga e Dossena con Izco e Marchese. Spesso Cavani restava isolato in avanti perché Lavezzi rientrava troppo giocando lontano dall’area di rigore. I cross di Dossena venivano ribattuti. Ma era in palla Hamsik. Lo slovacco oscurava Lodi che si limitava a fare il difensore aggiunto. Dzemaili restava “coperto” e Gargano aggressivo (costringendo Almiron a difendere) si spingeva avanti. Bene Fernandez in difesa. Il Catania difendeva a cinque, arretrava anche Barrientos per fare più densità a centrocampo. Cercava di guizzare a destra con Gomez (aspro duello con Aronica) e teneva Bergessio di punta. Un sostanziale equilibrio.

Tutte le sorprese nel secondo tempo. Più ritmo, più voglia di agguantare il risultato. Il Napoli per primo che però correva subito un grosso pericolo (50’). Difesa scoperta. Bergessio, sfuggendo ad Aronica, affidava a Gomez, tutto solo a sinistra, la più facile delle palle-gol che il minuscolo argentino buttava a lato. Senza la necessaria “cattiveria” Cavani di testa concludeva fuori (53’ lungo cross di Lavezzi).

Era l’ingresso di Pandev per Hamsik in calando (58’) a scuotere il Napoli. Ora c’era più incisività in avanti. E Pandev lanciava in gol Cavani, tutto solo davanti al portiere: palla fuori del Matador (60’). Pandev insisteva e il Napoli costringeva il Catania a difendersi in massa davanti alla sua area. Bloccati gli inserimenti di Lavezzi e Pandev al limite dei sedici metri, la difesa etnea in affanno rinviava alla meglio. Dzemaili raccoglieva l’”invito” del disimpegno sventato dei siciliani e batteva forte sotto la traversa (61’). Il vantaggio che gli azzurri meritavano.

Dopo il brivido offerto da De Sanctis (65’ pallone perso in uscita, porta vuota, salvataggio di Aronica sul tocco in gol di Izco), arriva il rocambolesco raddoppio. Era ancora Pandev ad iniziare l’azione. Da Lavezzi l’assist per Cavani. Conclusione del Matador sul palo e, sul rimbalzo del pallone, liscio clamoroso di Spolli e palla in rete del Matador (67’). Intanto Cannavaro aveva sostituito Fernandez (66’ forse afflitto da problemi muscolari).

Due a zero e si poteva sognare. Stadio quasi pieno. L’inestinguibile passione del “San Paolo” sosteneva gli azzurri. Pandev, ancora lui, andava via a due difensori, ma coglieva il palo col diagonale fin troppo mirato da sinistra (73’). Tre a zero sfumato. Ma se il Napoli andava ancora vicino al gol, poteva mai farsi sfuggire il successo? All’improvviso la rete di Spolli (75’), di testa sul corner di Almiron. Non c’era più Fernandez per i contrasti aerei. E Mazzarri faceva una mossa discutibile. Forse vedeva Lavezzi affaticato, in ogni caso lo sostituiva con Inler (76’). Il tecnico voleva più densità a centrocampo dopo l’uscita di Hamsik e con Pandev tutto in avanti? Il Pocho rientrava in panchina arrabbiatissimo. Adesso, col senno di poi, si può dire che l’avvicendamento è stato sbagliato. Prima perché Lavezzi, non proprio in gran giornata, poteva comunque creare qualcosa in avanti. Secondo perché Inler entrava in partita col piede molle e la testa vuota. In ogni caso capitava ancora al Napoli la palla del terzo gol. Filtrante il passaggio di Gargano per Dzemaili che entrava in area, evitava Carrizo e, a porta vuota, faceva filare il pallone oltre il secondo palo (78’).

Il calcio punisce sempre. A gol sbagliato, gol preso. Una stupida “legge” del pallone che però spesso si avvera. Montella aveva fortuna con la sostituzione di Gomez con Lanzafame (84’) perché proprio il genietto torinese gli regalava la palla del pareggio. Il Napoli cedeva ancora su corner (Montella dice che il 50 per cento dei gol del Catania arrivano sui calci piazzati). Sul pallone spiovente dalla bandierina, Zuniga mancava l’intervento in mischia e Lanzafame toccava in gol da pochi passi (85’).

La scossa di Pandev si stava esaurendo. Nei restanti otto minuti, recupero compreso, Gargano batteva a lato un calcio di punizione e Aronica mollava un tiraccio abbondantemente fuori. Addio vittoria. Ed ora in viaggio: domenica la Juventus aspetta il Napoli a Torino, la Lazio l’aspetta all’Olimpico sette giorni dopo.

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Fernandez (66’ Cannavaro), Aronica; Zuniga, Gargano, Dzemaili, Dossena; Lavezzi (76’ Inler), Hamsik (58’ Pandev); Cavani.

CATANIA (4-3-3): Carrizo; Bellusci, Legrottaglie, Spolli, Marchese (71’ Llama); Izco, Lodi, Almiron; Gomez (84’ Lanzafame), Bergessio, Barrientos (79’ Ricchiuti).

ARBITRO: Gervasoni (Mantova).

RETI: 61’ Dzemaili, 67’ Cavani, 75’ Spolli, 85’ Lanzafame.

SERIE A – 29^ GIORNATA.

Milan-Roma 2-1, Palermo-Udinese 1-1, Atalanta-Bologna 2-0, Cesena-Parma 2-2, Chievo-Siena 1-1, Genoa-Fiorentina 2-2, Lazio-Cagliari 1-0, Napoli-Catania 2-2, Novara-Lecce 0-0, Juventus-Inter (20,45).

LA CASSIFICA: Milan 63; Juventus 56; Lazio 51; Napoli e Udinese 48; Roma 44; Catania 42; Inter 41; Atalanta 37; Bologna, Palermo, Chievo 36; Cagliari e Genoa 34; Siena e Fiorentina 33; Parma 32; Lecce 27; Novara 24; Cesena 18.

Juventus e Inter una partita in meno.

PROSSIMO TURNO. Sabato 31: Catania-Milan (ore 18), Parma-Lazio (20,45). Domenica 1 aprile: Roma-Novara (12,30), Bologna-Palermo, Cagliari-Atalanta, Fiorentina-Chievo, Inter-Genoa, Lecce-Cesena, Siena-Udinese, Juventus-Napoli (20,45).

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