A Milano per capire chi è il Napoli

Scacciare delusioni e vittimismo. Rimettersi a galla. Riprendere forza. Cancellare ogni paragone col campionato scorso. Il Napoli non può essere la squadra che nelle ultime quattro partite non ne ha vinta una, inciampando in formazioni minori (al contrario del Milan che fa fatica con le maggiori). Gli azzurri hanno totalizzato 11 punti con le ultime nove (incontrando due volte il Cesena). Hanno battuto solo il Lecce e i romagnoli all’andata. Il Milan ha racimolato 5 punti con le prime sei contando il doppio confronto con la Lazio (pareggio e sconfitta), battendo solo la Roma. E ora c’è questo Milan-Napoli, un match per il quale le “considerazioni” statistiche precedenti finirebbero col favorire il Napoli, ma non è così. Perché c’è da vedere se il Napoli è ancora una formazione maggiore.

In ogni caso, basta col prendere gol e dover rimontare. Quattro pareggi (Siena, Bologna, Novara, Atalanta) partendo dallo svantaggio. Basta con i primi tempi “regalati” agli avversari. Non tutti “camminano” come l’Inter. Le formazioni minori hanno grinta, corsa, determinazione disperata, gioco chiuso e spesso falloso. Se le dai un gol di vantaggio, dopo è dura.

E’ dura col Milan che deve recuperare il distacco dalla Juve dopo la sconfitta con la Lazio. Ha perso due delle ultime quattro partite (Lazio e Inter) e se Gulliver-Ibrahimovic si fa immobilizzare fa fatica, anche se sta venendo alla ribalta il “piccolo faraone”, il ventenne El Shaarawy, italiano e ligure a dispetto del nome, nato a Savona da padre egiziano e madre savonese. Un’anguilla di giocatore, un talento che sta sbocciando.

Contro la Lazio ha incredibilmente steccato la difesa rossonera (Nesta e Thiago Silva!). Fuori casa il Milan prende gol (cinque volte in dieci trasferte), ma a San Siro ha subito appena 5 reti in dieci partite, migliore difesa casalinga con l’Udinese. Il Milan non concederà campo. Non s’avventa, palleggia pazientemente in attesa di colpire. Ha maggiore equilibrio e il Napoli potrebbe farsi suggestionare dalla grande impresa che riscatterebbe le ultime delusioni, ma andando all’assalto rischierebbe grosso. In replica c’è sempre un lancio lungo delle retrovie milaniste diretto a Ibra che ha forza fisica e tentacoli da abbattere qualunque avversario.

Torna Lavezzi, torna il sorriso, torna l’imprevedibilità all’attacco, ma tornerà il Napoli ai suoi livelli migliori? Gli azzurri, che hanno il record dei pareggi (9), forse un pareggio lo firmerebbero. Sulla carta, il Milan è superiore con due, tre giocatori decisivi che possono risolvere anche le partite “storte”.

Per giunta si riprende a correre. Domani a San Siro, giovedì a Siena per l’andata delle semifinali di Coppa Italia, lunedì il posticipo casalingo col Chievo, venerdì la trasferta a Firenze, e, tornando a giocare ogni tre, quattro giorni, si arriverà all’appuntamento-clou col Chelsea a Fuorigrotta. Non bisogna mollare del tutto il campionato, ma si può credere che la squadra azzurra sia intimamente proiettata verso il confronto con gli inglesi. Superarli significherebbe tornare a sentirsi grandi. Ma c’è questo “passaggio” a Milano che disturba perché un risultato negativo acuirebbe le polemiche di questi giorni, mentre occorre essere sereni e lucidi proprio in questo periodo contrario (arbitri compresi). Cuori caldi e mente fredda. Buona fortuna, azzurri.

Mimmo Carratelli

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