Per lo scudetto servono almeno due innesti

Per lo scudetto non basta Walter Mazzarri. Perché una cosa si è capita: l’allenatore ha spremuto lo spremibile, non c’è spicchio d’arancia che sia stato sciupato. Il Napoli è fondato sul trio meraviglia (Hamsik Lavezzi-Cavani) e sull’accuratezza della fase difensiva. Se uno dei tre là davanti piglia l’influenza, la potenza di fuoco cala. Sabato contro la Fiorentina non c’era Hamsik per squalifica ed è finita 0-0: un caso? Forse sì, forse no. Poi la fase difensiva, che è cosa diversa dalla difesa nuda e cruda, poiché coinvolge la squadra intera. Mazzarri non ama sentirselo dire -anzi, s’infuria se glielo dicono -perché teme che gli appiccichino addosso l’etichetta di catenacciaro, ma del ramo «fase difensiva» lui è maestro. Coprirsi e ripartire, nulla di cui vergognarsi. Il Napoli ha subito 20 gol, due più di Milan e Lazio, tre più dell’Inter, che però deve recuperare due partite. Tre di queste venti reti il Napoli le ha prese in un colpo solo a San Siro contro l’Inter, nel giorno della Befana. Notte in cui si è avuta certezza che il Napoli, se vuole competere per il titolo, deve fare mercato. Con rispetto parlando, gente come Aronica, Paolo Cannavaro, Gargano e Pazienza è già andata oltre se stessa. In più si è rotto Grava: non è un grande nome, ma nell’economia «mazzarriana» ha (aveva) il suo peso. Se la squadra resterà così com’è, non ce la farà a tenere il passo scudetto e dovrà «accontentarsi» di lottare per la Champions. Si consigliano due acquisti di pregio.
Sebastiano Vernazza
(tratto da La Gazzetta dello sport)

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