Aprendo una vongola ho offerto il sangue agli dei

Ho perso molto sangue. Il pollice della mano destra ha una ferita profonda. Colpa di una vongola che ho tentato di aprire per vericare la freschezza e la veracità dell’acquisto dei 600 grammi destinati al primo piatto del sabato. Dopo due giorni a Roccaraso (metto in questa parentesi: compresa la sconfitta con l’Inter) avevo voglia di mare, di Napoli e del Napoli.  Se non avessi avuto paura di essere scambiato per un clone di Felice Caccamo, sarei andato in ospedale per farmi mettere qualche punto. Poi ho capito che era un segno. Un rito propiziatorio. Sangue offerto a Eupalla, un sacrificio di sangue umano per ingraziarsi il Dio Pallone. Ero rimasto d’accordo con admin che ricette e menù avrebbero avuto una pausa fino alla partita con la Juventus. Ma non posso ignorare il torrente di globuli rossi sacrificato sull’altare della passione azzurra. Dopo i legamenti crociati di Fabio Quagliarella (giuro che mi dispiace, sono un quagliarelliano convinto) il pollice della mia mano destra. Altro che sciacharà sciacharà sciacharà. Ho immolato un dito per i tre punti. Mi sono medicato e lo spaghetto vongole e pomodorino del piennolo è venuto benissimo. Dopo la finta neve dell’Aremogna (era stata sparata coi cannoni) mi sono riconciliato con nostro mondo. Che il mio sacrificio non sia inutile. La Dea bendata solidarizzi con Eupalla e facciano quel che devono. Forzanapolisemprecomunquedovunque.

Giuseppe Pedersoli

P.s. Ricetta pubblicata il 19 dicembre 2010, unica differenza le linguine al posto degli spaghetti. E guardate che quella di sopra è una storia vera, verissima, ho ancora il pollicione tutto bendato, come la Dea.

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